Psoriasi, rischio aumentato per chi fuma

di Marco Mancini 2

Le malattie legate al fumo sono talmente tante che si fa fatica a stargli dietro, ed ogni giorno se ne aggiunge una nuova. Oggi, secondo l’Harvard Medical School, a questa lunga lista bisogna aggiungere una nuova condizione: la psoriasi. La causa di questa malattia è legata ad una risposta immunitaria anomala in cui vengono attaccate le cellule sane del proprio corpo. Secondo i ricercatori una delle cause che scatenano questo attacco può essere il fumo.

Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, ed elaborato in collaborazione con il Brigham and Women’s Hospital di Boston, suggerisce che i fumatori sono più vulnerabili alla psoriasi perché questa abitudine influenza l’intera attività immunitaria.

La psoriasi è una malattia della pelle in cui chi ne è affetto sviluppa delle chiazze rosse e squamose, spesso pruriginose e dolenti. Si è sempre attribuito alla condizione un attacco immunitario che non si è ben capito da cosa fosse causato, ed anche se il fumo non può essere l’unica causa, potrebbe rientrare tra i fattori di rischio.

Secondo la teoria comune infatti, alla base della condizione c’è un difetto genetico che porta il sistema immunitario a reagire contro delle sostanze, normalmente innocue, ma che il corpo riconosce come pericolose come i raggi del sole, alcuni farmaci o lo stress. Ed a questa lista ora si può aggiungere anche il fumo.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da tre studi diversi che prendevano in considerazione 186 mila individui seguiti dai 12 ai 20 anni, 2410 dei quali hanno sviluppato la psoriasi. Secondo i dati, le persone che fumavano sin dall’inizio delle rilevazioni, avevano il doppio del rischio di sviluppare la psoriasi rispetto a chi non ha mai fumato, mentre chi fumava ma poi ha smesso aveva un rischio del 39% superiore rispetto sempre ai non fumatori. I ricercatori tengono a sottolineare che lo studio non dimostra che il fumo provoca la psoriasi, ma solo che ne aumenta le possibilità di insorgenza.

[Fonte: Health24]

Photo Credits | Thinkstock

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