Robot Da Vinci: i possibili utilizzi in urologia

di Valentina Cervelli 2

 Il robot Da Vinci, fin dalla suo primo utilizzo chirurgico ha dimostrato la sua efficacia ed importanza in diversi settori della medicina, rendendo palese come la robotica possa rappresentare un compendio di primo ordine quando si ha bisogno di agire con la minima invasività su pazienti altrimenti a rischio. In merito al suo utilizzo, presso il Congresso della società italiana di urologia si è fatto il punto sul suo utilizzo in ambito urologico.

In particolare si è parlato di  cancro alla prostata ed alla necessità di intervenire in modo veloce e poco invasivo sul malato al fine di salvaguardarne non solo la salute ma anche favorirne una ripresa veloce e priva di particolari conseguenze. A  tal proposito, spiegano gli esperti, la scienza medica si sta concentrando nell’unire, a livello protocollare, un utilizzo serio e funzionale della risonanza magnetica (in questo caso strumento diagnostico per eccellenza, n.d.r.) ed il Da Vinci, esempio perfetto di come la robotica possa essere applicata alla chirurgia.

Spiega il prof. Vito Pansadoro presidente della Società Italiana di Urologia

Le grandi evoluzioni vengono da due settori, la diagnostica per immagini e la robotica. Oggi grazie ai miglioramenti in risonanza magnetica è possibile dare una prima definizione di malignità in tempi estremamente precoci, e con una buona percentuale di successo, che viene confermata con la biopsia. In questo modo iniziano ad essere poste le basi per una diagnostica precoce e libera da interventi invasivi.

Approccio che sta man mano diventando favorito, almeno su carta, anche per ciò che riguarda le patologie a carico della vescica e dei reni. Questo perché i vantaggi di questo approccio risiedono essenzialmente in una degenza più bassa ed in un intervento più profondo senza che il paziente soffra le conseguenze di un operazione a cielo aperto.

Conclude il prof. Pansadoro:

I vantaggi di questa metodica sono rappresentati dalla sua bassa invasività e quindi da tempi di degenza più brevi e da una più rapida ripresa delle normali attività del paziente.

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Siu

 

 

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