Betabloccanti e impotenza: c’è un legame?

di Tippi Commenta

Betabloccanti impotenza

L’impotenza (o disfunzione erettile) è un problema che interessa principalmente gli uomini adulti (il 60% degli over 70 e il 20% degli over 50) ed è causata da numerosi fattori, tra cui l’uso di alcuni farmaci quali appunto i betabloccanti. Una categoria di medicinali in grado di contrastare l’azione dei recettori beta-adrenergici (stimolano la contrazione cardiaca), utilizzati per la cura di diverse malattie cardiovascolari e persino dell’ansia.

Attualmente, i farmaci betabloccanti rappresentano la classe di antipertensivi più spesso coinvolta nella disfunzione erettile, ovvero la capacità di ottenere o mantenere un’erezione sufficientemente duratura per avere un rapporto sessuale appagante. Questi medicinali, infatti, poiché riducono la pressione del sangue, possono diminuire anche la quantità che arriva al pene, causando di conseguenza problemi di erezione.

Sebbene nella maggior parte dei casi l’impotenza è riconducibile a cause fisiche (quindi anche all’uso di determinati farmaci come i betabloccanti), può avere origine anche da fattori psicogeni come stress, insicurezza personale, fatica e depressione. L’eccitazione maschile, così come quella femminile, è un processo complesso in cui non sono coinvolti solo i vasi sanguigni, i nervi, gli ormoni, ma anche le emozioni e il cervello.

Ad ogni modo, il primo passo, quando si ha il sospetto di soffrire di impotenza, è quello di consultare il proprio medico di fiducia o in alcuni casi un urologo/endocrinologo. La prima cosa che farà il dottore è sottoporre il paziente ad una serie di domande (es. su eventuali problemi sessuali, malattie croniche, calo della libido, ecc.), se questo non dovesse bastare possono essere necessari ulteriori test come l’esame fisico del pene, esame del sangue e delle urine, ultrasuoni e test di erezioni notturno.

Se la disfunzione erettile è riconducibile all’uso dei betabloccanti, il medico  potrebbe consigliare di sostituirli con gli alfabloccanti, gli ACE-inibitori e i calcio-antagonisti, che comportano un minore rischio di causare impotenza da farmaci.

Via| Farmacovigilanza; Photo Credit| Thinkstock