Bronchiolite: cause, sintomi, cure in neonati, bambini ed adulti

di Ivan Zilla Commenta


Infezione virale acuta delle basse vie aeree, la bronchiolite è una patologia che colpisce prevalentemente nella primissima infanzia, costringendo talvolta alla degenza in ospedale. Oggi ne parliamo, identificandone le cause, i sintomi e le cure possibili nei neonati, nei bambini e nei soggetti adulti.

Bronchiolite nei neonati e bambini, quali cause?

La bronchiolite ha origine virale e comporta l’infiammazione e l’inspessimento delle pareti dei bronchioli, che rappresentano l’ultimo tratto delle vie aeree. Quando i bronchioli si infiammano, il passaggio d’aria rimane ostruito, costringendo il paziente a respirare in modo celere e affannosso.

Causa più frequente della bronchiolite è senza dubbio il contagio da virus respiratorio sinciziale: il cosiddetto RSV. E’ questo un agente patogeno molto diffuso che negli adulti e nei bambini più grandi si manifesta solitamente con i sintomi di un banale raffreddore. Nei bimbi al di sotto dei due anni di età, i sintomi possono invece degenerare e portare alla comparsa della bronchiolite. Stesso decorso possono comportare infezioni da agenti virali altrettanto diffusi, quali il metapneumovirus, i virus dell’influenza e della parainfluenza, il coronavirus e il rhinovirus.

Particolarmente esposti alla malattia sono i neonati con un’età compra tra i tre e i sei mesi di vita e i bambini nati prematuri. Da non sottovalutare sono inoltre fattori di rischio come l’esposizione al fumo di sigaretta, il mancato allattamento e la predisposizione ereditaria all’asma.

I sintomi della bronchiolite nel neonato e bambino

I primi sintomi della bronchiolite nei bambini coincidono con quelli di un banale raffreddore e comprendono: congestione nasale, muco e starnutizione. La degenerazione dei sintomi può avvenire anche in poche ore. In questo caso, il bambino respirerà in modo accelerato (tachipnea), affannoso e sibilante. Sintomi secondari possono essere inappetenza, cianosi, insonnia, nausea, vomito e alterazioni significative dell’umore. In taluni casi possono insorgere retrazioni intercostali a livello della gabbia toracica.

Decorso, rischi e complicanze della bronchiolite

Come specificato, il decorso della bronchiolite è di solito molto rapito: l’evoluzione può avvenire anche nel giro di due tre ore. Per questo, per effettuare una diagnosi tempestiva, è bene informare il proprio pediatra di fiducia nel caso insorgessero nuove complicazioni. Fortunatamente, però, nella maggior parte dei casi la patologia regredisce spontaneamente in modo altrettanto rapido (pochi giorni).

Le eventuali complicanze si manifestano generalmente nei pazienti anziani, mentre nei bambini sono molto rare. Comprendono principalmente patologie respiratorie gravi come la polmonite. Il tasso di mortalità è comunque inferiore all’1%.

Quali cure?

La bronchiolite solitamente regredisce in modo spontaneo nel giro di pochi giorni. Per alleviare la sintomatologia e accelerare il decorso della malattia, è bene favorire il risposo, reidratare e ossigenare il paziente.

Solo nei casi più gravi, soprattutto in età infantile, possono rivelarsi opportuni la terapia antivirale e il ricovero in ospedale. Per quanto riguarda la prevenzione della patologia, va ricordato che ad oggi non esistono vaccini in grado di contrastare il virus sinciziale.

La bronchiolite negli adulti

Statisticamente la bronchiolite negli adulti è molto più rara e spesso viene scambiata erroneamente per un raffreddore o può rivelarsi addirittura asintomatica. Nei casi più gravi la patologia presenta sintomi non troppo dissimili a quelli annessi alla bronchiolite neonatale, che comprendono: febbre, tosse secca e stizzosa, forte dispnea, tachipnea, tachicardia e irritabilità.

Nei pazienti più avanti con l’età, affetti da altre patologie a carico dei bronchi o immunodeficienza, possono manifestarsi complicazioni piuttosto gravi, come ad esempio la polmonite.

Generalmente la guarigione avviene in modo spontaneo in pochi giorni. La degenza in ospedale e il ricorso a broncodilatatori o alla ventilazione assistita sono opzioni terapeutiche a cui ricorrere solo nei casi più problematici. Sono invece fortemente controindicate le terapie a base di cortisonici e sedativi.

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