Proteinuria alta, esame urine: valori, cause e cosa fare

di Cinzia Iannaccio 1

proteinuria alta

 

 

Proteinuria: con questo termine ci si riferisce ad una analisi delle urine volta ad individuare la presenza anomala di proteine, ovvero valori troppo alti che possono essere sinonimo di un mal funzionamento dei reni. Il test si svolge semplicemente immergendo una striscia reattiva nel  campione di urine del paziente: si rilevano così la quantità e la qualità delle proteine presenti, ambedue fattori importanti per una diagnosi più precisa. Ma vediamo nel dettaglio.

Proteinuria ed albuminuria

Le proteine sono un elemento fondamentale nel nostro organismo e non è fisiologicamente prevista la loro eliminazione attraverso gli organi deputati a filtrare i materiali di scarto. Nello specifico i reni. Piccole quantità di proteine nelle urine si possono comunque riscontrare senza che si parli di un rischio effettivo per la salute. In genere si tratta di albumina (albuminuria), proteina solubile in acqua, ma soprattutto di minima dimensione molecolare, tale da oltrepassare le reti del filtro biologico dei reni. Una grande quantità di queste o la presenza di altre proteine, di dimensioni maggiori sono spesso indice di un danno renale in corso o già avvenuto. Non solo: albuminuria e  proteinuria sono associati ad un aumentato rischio di sviluppo di malattie cardiovascolari, oltre che sintomo di un serio problema in gravidanza.

Cause della proteinuria alta

Dunque la proteinuria alta, ovvero un alto contenuto di proteine nelle urine può essere un campanello d’allarme per la gestosi (in caso di gravidanza) o di una malattia ai reni (insufficienza renale). Correlate a queste condizioni e quindi fattori di rischio, per la popolazione generale, troviamo il diabete, la pressione alta, l’uso di alcuni farmaci, intossicazione di vario tipo o un trauma ai reni, infezioni o alterazioni del sistema immunitario. Anche una eccessiva produzione di proteine da parte dell’organismo può ovviamente condurre a proteinuria alta. Questo accade ad esempio in caso di amiloidosi o mieloma multiplo. Tra gli altri fattori di rischio da non trascurare: età (più comune sopra i 65 anni), preeclampsia, familiarità con malattie renali, obesità, intenso sforzo fisico, etnia: afro-americani, nativi americani, ispanici ed abitanti del Pacifico hanno maggiore predisposizione all’ipertensione e alla proteinuria. Infine una curiosità: si parla di proteinuria ortostatica negli individui soggetti ad avere una maggiore concentrazione di urine in piedi anziché sdraiati: patologia comune all’età adolescenziale.

Proteinuria (proteine nelle urine): valori di riferimento e nelle 24 ore

Quali dunque i valori di riferimento? Quando è il caso di preoccuparsi? Un individuo in buono stato di salute elimina al massimo con la pipì circa 120 mg di proteine nell’arco di 24 ore con una minima percentuale di albumina. Dunque, secondo anche i valori di riferimento che troviamo sui foglietti delle analisi delle urine, non dovremmo trovare più di 50-100 mg/24 ore di proteine nelle urine (corrispondenti anche a 10-50 mg/24 ore di albumina). In una singola analisi delle urine il valore deve quindi essere necessariamente basso, inferiore a 50mg e dunque si dice che è assente in tali casi. In genere però questo test si fa nelle 24 ore, ovvero consegnando al laboratorio analisi campioni di urine raccolti nell’arco di una giornata. Sopra ai 130-150 mg/die di proteine nelle urine si parla di proteinuria. Oltre di proteinuria alta. A volte nel risultato delle analisi troviamo alcune dizioni particolari e crocette: negativo ad esempio indica una quantità minima e fisiologica mentre “tracce” corrisponde all’incirca a 10-20 mg/dl.  “proteine 1+”  è il valore immediatamente superiore (30 mg/dL); “proteine 2+” (100 mg/dL); “proteine 3+” (circa 300 mg/dL); e così via.

Sintomi della proteinuria

Nella maggior parte dei casi non esistono sintomi specifici correlati alla proteinuria, anche se, se questa è molto alta, può manifestarsi con delle urine piuttosto schiumose. A volte è anche collegata a ritenzione idrica e dunque a gonfiore alle mani, ai piedi, all’addome o del viso.

Cosa fare e cura per la proteinuria alta

Dunque la proteinuria è un sintomo e non una malattia. Per tale motivo non esiste una cura specifica, ma è necessaria una terapia che risolva la causa: spesso la proteinuria è transitoria e passa da sola. Questo sarà possibile stabilirlo grazie alla ripetizione del test delle urine dopo poco tempo e alla valutazione degli altri fattori (glicemia alta ad esempio che può indicare la presenza di diabete). In presenza di una proteinuria persistente invece sarà necessario un trattamento specifico, da effettuare su indicazione dello specialista, in base alla causa che l’ha determinata: in caso di diabete o ipertensione potranno essere utili dei farmaci, atti a tenere sotto controllo la malattia e dunque ad evitare un peggioramento del danno renale. Necessario spesso anche un cambiamento drastico dello stile di vita (perdita dei chili in eccesso, esercizio fisico, miglioramento della dieta, smettere di fumare).

Proteinuria in gravidanza

In caso di gravidanza,  un lieve aumento delle quantità di proteine nelle urine è fisiologico. Può arrivare anche a 300mg nelle 24 ore (o,5 mg in un singolo campione). Questo capita per i normali cambiamenti che avvengono nel corpo della donna durante la gestazione e tutto passerà dopo il parto. Ciò non toglie che la proteinuria è uno dei fattori da tenere presente soprattutto dopo il secondo trimestre, quando si può sviluppare preeclampsia (ipertensione), con tutti i rischi del caso.

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