Sanità pubblica: cosa cambia nel 2013

di Valentina Cervelli Commenta

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Il 2013 porta numerose novità in ambito di sanità pubblica. I tagli richiesti al comparto, pari a circa 8 miliardi di euro, hanno messo in moto una macchina inarrestabile di cambiamenti. Vediamo insieme di cosa si tratta e cosa cambierà per i pazienti.

I Lea

Il primo grande cambiamento, ancora in via di definizione, è quello dei Lea, i livelli di assistenza del sistema sanitario nei confronti del malato. Entreranno nell’elenco delle malattie le cui terapie vengono sostenute dallo Stato 110 malattie rare e cinque patologie croniche fino ad ora mai inserite: le Broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO) al II stadio (moderato), III stadio (grave), e IV stadio (molto grave) ovvero l’enfisema polmonare e la broncopolmonite cronica; le osteomieliti croniche; le patologie renali croniche; il Rene Policistico Autosomico Dominante; la Sarcoidosi al II, III e IV stadio. Anche la sindrome da Talomide entrerà  nei  Lea, al pari delle ludopatie come il gioco d’azzardo patologico.

Le analisi e le ricette mediche

Anche specifiche analisi ed indagini diagnostiche molto costose subiranno dei cambiamenti. In questo caso si parla di un taglio netto agli sprechi limitando le prescrizioni e dando la possibilità di un rimborso pubblico solo a coloro che entreranno in una casistica ben precisa ed ancora al vaglio  degli esperti. Quel che è sicuro è che non basterà un semplice dolore al ginocchio ad avvallare una risonanza magnetica o una tac. Altro esempio: gli interventi di tunnel carpale e di cataratta non verranno più eseguiti in stato di ricovero. Proprio in base a tali assunti saranno controllate con maggiore attenzione almeno il 5% delle ricette emesse, mettendo a confronto la patologia descritta, l’età del paziente ed il suo stato di cronicità contestualmente alla richiesta di ulteriori controlli. Il medico dovrà scrivere sulla ricetta la malattia sospettata. In mancanza di tale specifica la richiesta verrà considerata nulla.

Il parto e l’anestesia epidurale

Per abbattere i costi derivanti dalla richiesta di parto cesareo da parte delle donne anche in caso di mancanza di pericoli relativamente al parto naturale, nei Lea entrerà anche l’anestesia epidurale, al fine di non far sentire dolore alla donna e consentire una nascita priva di pericoli per il bambino.

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