Bimbo sopravvive ad arresto cardiaco di 39 minuti e sta bene

di Cinzia Iannaccio 0

Un bambino di due anni è sopravvissuto ad un arresto cardiaco di 39 minuti e sta dimostrando un recupero eccezionale, che molti non esitano a chiamare “miracoloso”. Lui si chiama Zach Hillary e tutto è iniziato il 26 gennaio scorso, nello York, in Inghilterra, quando la sua mamma lo ha trovato in svenuto, a terra, con il cuore fermo, nella loro casa. Subito è stato chiamato il 999 (il nostro 118 ndr) ed attivate le necessarie pratiche salvavita, a cominciare dalla respirazione bocca a bocca e dalla rianimazione cardiopolmonare: all’arrivo presso lo York hospital, si è tentato il tutto per tutto, con ogni mezzo. Ogni secondo che passava, come ben potete immaginare, ai genitori di Zach sembrava un’eternità, ma alla fine il cuore ha ripreso a battere.

Il cervello aveva subito dei danni certi ed i medici hanno dovuto sentenziare una prognosi infausta: occorreva aspettarsi il peggio. Nel frattempo come da prassi, il bambino era stato messo in coma farmacologico, per permettere al suo organismo di riprendersi. Nove giorni più tardi, i dottori avevano staccato Zach dal respiratore, ma una risonanza magnetica aveva rivelato la consistenza dei danni cerebrali. Ha raccontato la mamma del bambino al Daily Mail:

“E’ stato come guardare il guscio di mio figlio, non parlava, non si muoveva, non riconosceva nessuno. E poi è diventato come un neonato che apprende velocemente: grazie alla fisioterapia e alla logopedia dopo circa due settimane mi ha guardato ed ha pronunciato la lettera “m” cercando di dire “mamma”. Era un grande passo in avanti: ha dovuto imparare a mangiare, tenere una tazza, camminare e parlare per la seconda volta”.

Zach è stato dimesso dopo un mese. Ne sono passati altri quattro ed è tornato ad essere il bambino di prima. Spiega ancora mamma Trudy:

“Ho chiesto ai medici se questo era il risultato che si aspettavano e mi hanno detto: “No, è un miracolo”!”

La causa dell’attacco di cuore di Zach rimane un mistero, anche se i medici hanno spiegato che potrebbe aver avuto lo stesso problema del calciatore Muamba (rimasto senza battito cardiaco per addirittura 78 minuti ed ora in riabilitazione con una risposta eccellente). All’uomo è stato impiantato un defibrillatore, ma nel caso del bimbo è impossibile data la giovane età. I genitori di Zach stanno dunque seguendo un corso di rianimazione in caso accada di nuovo. Ci sono storie a lieto fine che è giusto ed importante raccontare e questa è una di quelle, non trovate?

Foto: Thinkstock

Fonte: Dailymail

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