Infarto, staminali migliorano prospettiva di vita di 4 volte

di Marco Mancini 1

La ricerca sulle cellule staminali compie un enorme passo avanti in Germania. Siamo a Dusserdolf, ed il professor Bodo-Eckehard Strauer ha inventato una tecnica che ha dell’eccezionale. Trapiantando le cellule staminali prelevate dal midollo osseo di un paziente che ha appena subito l’infarto nel suo stesso cuore, questo ne esce rinforzato molto più che con la classica terapia farmacologica.

Dopo un infarto infatti il cuore è più debole e, nonostante i tanti medicinali assegnati, va sempre peggiorando, fino ad uno scompenso che può rivelarsi fatale. Ma con questa nuova tecnica il docente dell’Università di Dusserdolf ha dimostrato come il processo degenerativo viene rallentato di quattro volte rispetto al normale, allungando la vita al paziente.

La ricerca è stata effettuata su quasi 400 pazienti, la metà dei quali ha preferito ricorrere alla terapia classica con i farmaci, mentre l’altra metà si è sottoposta all’intervento con le staminali. Dopo 5 anni i decessi nel primo gruppo sono stati 32, nel secondo solo 7.

Spiega Strauer:

La nostra indagine indica che la somministrazione di cellule staminali da midollo osseo, sia in aggiunta che in alternativa alle cure tradizionali, migliora le prestazioni cardiache e aumenta la sopravvivenza dei pazienti.

Il midollo osseo per questi pazienti è stato prelevato dalle ossa del bacino; successivamente in laboratorio sono state isolate le cellule staminali che sono poi state iniettate nelle arterie, e da qui hanno raggiunto il cuore. La scoperta può avere delle conseguenze molto importanti, sia sulla salute del paziente che su quella dell’economia nazionale, dato che potrebbe diminuire il numero dei ricoveri per infarto. In Italia infatti si calcola che siano 1,2 milioni le persone che, subìto un infarto, soffrono di insufficienza cardiaca, ed il loro costo grava per l’1,4% sulla spesa sanitaria nazionale con oltre 230 mila ricoveri all’anno. Se con le staminali il cuore diventasse più forte, i pazienti sarebbero ben lieti di evitare ulteriori ricoveri, abbassando di molto il costo per la sanità pubblica.

[Fonte: Repubblica]

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