Manovra fiscale: liberalizzare la vendita dei farmaci in fascia C?

di Cinzia Iannaccio 57

 Lo sapremo nelle prossime ore con certezza, ma le indiscrezioni sono nell’aria già da un paio i giorni. Tra le misure della manovra fiscale che sta per essere presentata dal Governo di Mario Monti, potrebbe esserci anche la libera vendita dei farmaci in fascia C, ovvero di tutti quei medicinali che pur necessitando di prescrizione medica (foglietto bianco) sono a totale carico del cittadino e dunque non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale come quelli in fascia A per i quali serve il tradizionale foglietto rosso con il codice a barre che solitamente emette il medico di famiglia.

L’idea della liberalizzazione in questione è quella di abbassare i prezzi, permettendo la vendita di questi medicinali anche nelle parafarmacie e nelle grandi distribuzioni (nei supermercati), cosa che di fatto non ci è sembrato abbia funzionato con gli altri prodotti già liberalizzati. Tentar non nuoce? Non è di questo parere la FOFI (Federazione deglo Ordini dei Farmacisti Italiani). Spiega il presidente Andrea Mandelli:

“Giudichiamo questa ipotesi molto pericolosa, che ci allontana dall’Europa, dove in nessun paese si dispensano farmaci su prescrizione fuori dalla farmacia convenzionata. A fronte di benefici tutti da provare per il cittadino, di fatto si sottrae al circuito monitorato dal Servizio sanitario nazionale una quota non indifferente dei consumi farmaceutici, perdendo quindi la possibilità di sapere con precisione quali e quanti medicinali assumono gli italiani”.

E’ su questo dunque che la fondazione punta la difesa della propria categoria  e come si legge in un comunicato ufficiale, non si dimentica o sottovaluta di certo la professionalità dei farmacisti che lavorano nella grande distribuzione o nelle para farmacie, in grado comunque di poter adeguatamente consigliare i clienti/ pazienti. Certo l’abbinamento cliente/paziente non è il migliore da sottolineare, purtroppo però è un’evidenza …come dire…scientifica?!

Il problema infatti è sempre quello nella nostra sanità, un problema di costi e secondo la FOFI, liberalizzare la vendita dei farmaci in fascia C significherebbe ridurre le entrate delle farmacie che costituiscono spesso l’unica liquidità dell’esercizio commerciale. Spiega ancora Mandelli:

“Troppo spesso le farmacie riescono a sostenere l’erogazione dei medicinali a carico del SSN solo grazie agli incassi di questi farmaci non rimborsabili: ricordo che in alcune regioni del Mezzogiorno i ritardi nei pagamenti da parte delle ASL si misurano in mesi. E’ per questo che ci auguriamo che il Governo, prima di procedere a modifiche così radicali e dagli esiti negativi per un servizio d’eccellenza come quello farmaceutico, attui con le parti interessate quella politica di confronto nel merito che è patrimonio irrinunciabile per qualsiasi Governo tecnico. In questo caso, ribadiamo la totale disponibilità della Federazione, anche a riprendere un percorso di riforma che aumenti  il numero delle farmacie e il servizio ai cittadini e offra così prospettive concrete a tutti i colleghi.” 

Tutto ciò è comprensibile, ma è l’opinione dei farmacisti. E voi? Cittadini/ pazienti / clienti che ne pensate? Quale riforma è auspicabile?

Ribadiamo un attimo che i farmaci in fascia C necessitano della prescrizione di un medico e sono diversi dai SOP (Senza Obbligo di Prescrizione) che possono essere venduti su suggerimento del farmacista e dagli OCT (che sono invece i cosiddetti farmaci da banco, per cui è permessa anche la pubblicità).

[Fonte: FOFI; Foto Thinkstock]

Commenti (57)

  1. Vorrei sapere qual’è il risparmio per il cittadino se il prezzo dei farmaci di fascia C è fisso su tutto il territorio nazionale!!!!!

  2. non si parla di risparmio, ma di guadagno delle Coop!

  3. Strana soluzione questa della liberalizzazione dei farmaci di classe C: per aprire una parafarmacia basteranno 100.000? Chi dovrebbe finanziare questa incerta impresa. Le banche? Non credo proprio. Andrà tutto a favore, indovinate di chi?, delle Coop e a svantaggio del cittadino. Piuttosto, invece di vendere scatole intere di farmaci che poi rimangono a casa a riempire cassetti fino alla loro scadenza, perché non si vendono sfusi come in America, nelle quantità necessaria stabilita dal medico, con tanto di targhetta con il nome e principio attivo?

  4. @ silvana:
    ;=) Si garantirebbe anche un uso più corretto dei suddetti

  5. @ giovanni:
    La liberalilizzazione come sempre si dice (e non mi pare abbia funzionato finora non solo con i farmaci da banco, ma neppure con i telefoni e la luce) dovrebbe portare alla concorrenza dei prezzi e dunque ad un abbassamento….e dunque una convenienza per i cittadini.

  6. Diciamo anche che molte parafarmacie aspettano con ansia questa possibilità. E, come dice la fofi, perché non concedere altre licenze per le farmacie? Quanti farmacisti ne aprirebbero una anziché una para farmacia? Questo muverebbe un pochino di più il mercato, …sempre che le banche aiutino!

  7. I Norvegia e’ stato totalmente liberalizzato il settore
    risultato: 3 grandi gruppi detengono l’80% delle farmacie
    La grande distribuzione sarebbe l’unica ad avere dei vantaggi e invece la vogliono far passare come “risparmio per il cittadino”
    questa sarebbe una riforma “all’italiana”

  8. Monti lo sa che non stiamo parlando ne di salame ne di prosciutto !?! se poi vogliamo fare il 3×2 sui psicofarmaci la strada è giusta … NON è MERCE è ETICO!

  9. manovra inutile e demagogica. ma perchè nessuno dice che i prezzi dei farmaci di fascia “c” sono prezzi fissi, fissati per legge? Se non è possibile applicare sconti a queste tipologie di medicinali mi spiegate dove sarà il vantaggio economico per i cittadini?
    E poi parlate delle 18 mila farmacie private più quelle comunali come un unico soggetto economico , non considerando che c’è gia una grande concorrenza tra di loro.
    E poi secondo voi chi c’è dietro le molte parafarmacie gia aperte? ve lo dico io: il 90% sono di figli, parenti, prestanomi etc di attuali proprietari di farmacie e società della grande distribuzione.
    è uno schifo! Se volevano aumentare la concorrenza bastava elimuinare il prezzo fisso sui medicinali di fascia “c” ed aumentare le aperture di nuove farmacie.
    Con la trovate delle “parafarmacie” non si farà altro che dar ancora una volta ragione ai “furbetti” che hanno aggirato l’ostacolo entrando dalla finestra!!!
    vedrete che il prosimo passo sarà la trasformazione della parafarmacie in vere e proprie farmacie, cosi i poveri fessi che hanno sacrificato una vita in paesini rurali per guadagnare punteggi per ottenere l’assegnazione di una sede migliore attraverso regolare concorso, lo prenderanno come sempre in quel posto; e chi avrà ancora vinto saranno i grandi gruppi internazionali o chi comunque ha gia una buona disponibilità di denaro per intraprendere una nuova attività imprenditoriale.

  10. Vorrei almeno per una volta sentire parlare il (Titolare di Farmacia) presidente della FOFI quindi garante di di tutti i farmacisti, titolari (18000) e non titolari (70000) che la liberalizzazione della fascia C è un atto dovuto per tutti quei farmacisti preparati dallo stato attraverso il conferimento della laurea e di un abilitazione che lavorano 40 ore settimanali e che percepiscono uno stipendio di 1200 euro con contratto del commercio e non sanitario che giustamente gli spetterebbe perchè dipensano farmaci e non porchetta per la quale la libera professione è un miraggio. Il farmacista rimane farmacista ovunque esso eserciti anzi mi meraviglio come mai vogliano solo liberalizzare la sola fascia C avrebbero dovuto liberalizzare l’intero sistema farmacia. La costituzione dice che abbiamo pari dignità sociale ora non capisco come mai un laureato regolarmente abilitato non possa aprire la sua farmacia ed esercitare per scienza e coscienza. L’insermiento della grande distribuzione l’hanno voluta i titolari di farmacia, avrebbero potuto liberalizzare ai soli laureati in farmacia ma era troppo conveniente tenere un collega a 1200 al mese, rinnovargli il contratto di tanto in tanto dopo anni, e continuare a vivere nel lusso. La Farmacia ai Farmacisti TUTTI. ps IL FARMACO NON E’ MERCE E’ FARMACO. IL FARMACISTA HA IL CONTRATTO DEL COMMERCIO NON E’ UN SALUMIERE ( CON TUTTO IL RISPETTO PER QUESTO MESTIERE) QUINDI DIAMOGLI UN CONTRATTO IN CAMPO SANITARIO. NON DISPENSA PORCHETTA MA FARMACI!!! IL FARMACISTA E’ FARMACISTA QUINDI UN PROFESSIONISTA OVUNQUE ESERCITI!!!!

  11. Ma è possibile che nessuno abbia sollevato la questione dei corner? avete presente in America, non esistono ne parafarmacie nè farmacie perchè non riescono a sopravvivere! ogni supermercato ha dentro il suo farmacista nel corner dei farmaci. Se non facciamo qualcosa la GDO ci mangerà tutto! La legge sulle parafarmacie è stata fatta da Bersani solo per favorire le COOP e la GDO! Figuratevi se gliene frega qualcosa di aver dato lavoro a noi poveri farmacisti che ci siamo aperti con grandi sforzi la nostra piccola parafarmacia! Nel resto d’Europa credete che ci siano i corner negli ipermercati?? La risposta è NO! ma come facciamo a mischiare i farmaci con la spesa?? e ad essere un presidio di cura per i cittadini quando tutti insieme alla spesa si prenderanno anche i farmaci in un unico giro?? SOLLEVATE LA QUESTIONE E FACCIAMO QUACOSA PER COMBATTERE LA GDO!!

  12. vogliamo calcolare quanto lo stato perde dalla liberalizzazione della fascia c?
    Se una farmacia oggi viene venduta mettiamo a un milione di euro il 40% circa
    spetta allo stato come tassazione. Cioè lo stato possiede circa il 40 % del valore
    delle farmacie ( e del 100% delle farmacie comunali).
    Con questa norma il valore si dimezzera’ …fate voi il conto della perdita statale.
    Il tutto per favorire la grande distribuzione..( le parafarmacie non reggeranno la
    concorrenza con la grande distribuzione..) e in barba alla tutela della salute

  13. Liberalizzare il farmaco con obbligo di ricetta medica equivale a liberalizzare le farmacie, dato che con le ricette del Servizio Sanitario Nazionale, tra sconti ed extrasconti, non vi è più marginalità. La liberalizzazione delle farmacie è già stata fatta anni fa in Grecia, per poi accorgersi dell’errore ed essere tornati indietro. Purtroppo le conseguense si notano tutt’ora: moltissime farmacie fallite, farmacie piccole, rette dal solo titolare, senza possibilità di erogare servizi. Giro d’affari lordo intorno ai 200.00- 300.00 euro l’anno. E quando si è così alla fame, le ricette mediche sono superflue: si può ottenere qualunque farmaco anche senza ricetta. Quanto fatto in Norvegia è un altro esempio. Aprano più farmacie dove è necessario, non facciano chiudere quelle che già ci sono.

  14. X Luca …. Quando lavorerai a 800 euro al mese nel reparto di profumeria di una gdo casomai sotto le direttive di un non laureato su quello che devi vendere o no … Forse non ti fare così schifo quel sistema di garanzia della salute apprezzato in tutta Europa chiamato farmacia

  15. Scusate. Il giro d’affari lordo in Grecia si aggira sui 200-300 mila euro anno.

  16. fatemi capire il senso del risparmio se come sembra la fascia c è liberalizzata visto che ha il presso fisso e una stesso medicinale costa lo stesso a milano come a cagliari e a trapani?
    c’è un senso diverso che mi sfugge per fare guadagnare lo stato che deve pagarsi i debiti?
    attendo le risposte!

  17. Liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C sarebbe una bestialità insensata con la conseguente impossibilità di gestire una vera farmacovigilanza e una corretta gestione dei farmaci ritirati e revocati. Oltre a questo non si può continuare a gestire certe categorie come un pozzo inesauribile di risorse: le farmacie italiane sono già in difficoltà, vogliamo forse rinunciare a questo presidio sanitario peraltro molto benvoluto dai cittadini? Che beneficio avrebbero le casse dello stato da questa liberalizzazione? Nessuna e quindi non capisco il suo inserimento in un provvedimento di urgenza

  18. Liberalizzati. Il decreto approvato dal CSM ha dato l’ok, ora si aspetta il voto del Parlamento, ma pare non ci saranno sorprese.

  19. ….è la fine.
    Ha vinto la GDO!!
    Che schifo!

  20. Fin’ora ho sentito pareri sull’argomento espressi esclusivamente da farmacisti o persone con interessi nel settore; io vorrei esprimere un giudizio da consumatore e come tale non vedo nulla di negativo nella liberalizzazione dei farmaci anzi ritengo che avere piu’ punti vendita come minimo sia utile in termini di spostamenti per non parlare delle opportunità offerte ai laureati in farmacia sia di potersi costituire un’ attività sia di trovare più facilmente lavoro.. Concludo con l’esternare che a mio avviso queste categorie protette non hanno più ragione di esistere e sentirli protestare in questo modo mi fa rabbrividire

  21. State tranquilli tutti il prezzo sarà libero come per SOP e OTC quindi i cittadini ci guadagneranno. La sicurezza di tutto ciò è garantita dalla presenza del farmacista. Sapete quante parafarmacie hanno aperto i supermercati? circa 500. Quelli come me che l’hanno aperta dopo anni di schiavitù sono più di 3000. Ieri ho già ordinato due cassettiere, un computer in più; ecco che ci guadagna anche lo stato(iva). Non escludo l’assunzione di un dipendente. TUTTO PERFETTAMENTE GIUSTO ( in attesa della liberalizzazione totale)

  22. il governo Monti nel suo pacchetto “salva italia” parlava di liberalizzazioni…… ma non riesco a capire quali siano le altre liberalizzazioni? E’ uscita la fascia C dalle farmacie e basta!!! Quantomeno Bersani ci aveva messo dentro pure tassisti e notai….. Viviamo in un paese che meriterebbe vero di fallire, guidato da persone che fanno solo i loro interessi…………….

  23. Bravo Paolo e bravo Massimo! Tra i tanti interventi a favore della casta dei titolati di farmacia finalmente due commenti dalla parte del cittadino! E non veniteci a raccontare che con la liberalizzazione della fascia C le farmacie andranno in malora! Al massimo i titolari non acquisteranno più un alloggio all’anno ma magari solo uno ogni due anni…poveretti. Una sciagura! Quando poi ti pagano 1000 euro al mese e ti impongono di vendere TUTTO senza ricetta, anche ormoni e sonniferi,,,e sostengono che con la liberalizzazione ci sarà rischio per la salute….VERGOGNA!

  24. antonio wrote:

    Bravo Paolo e bravo Massimo! Tra i tanti interventi a favore della casta dei titolati di farmacia finalmente due commenti dalla parte del cittadino! E non veniteci a raccontare che con la liberalizzazione della fascia C le farmacie andranno in malora! Al massimo i titolari non acquisteranno più un alloggio all’anno ma magari solo uno ogni due anni…poveretti. Una sciagura! Quando poi ti pagano 1000 euro al mese e ti impongono di vendere TUTTO senza ricetta, anche ormoni e sonniferi,,,e sostengono che con la liberalizzazione ci sarà rischio per la salute….VERGOGNA!

    Ovviamente non sono lo stesso antonio che nella risposta n. 25 sostiene che sia la fine! Forse sarà la fine dei tuoi privilegi, caro il mio omonimo, meglio tardi che mai, così imparerai anche tu a confrontarti con la realtà!

  25. @ Paolo:
    Sono una farmacista dipendente da sempre tentata di aprire una parafarmacia vista l’impossibilità di poter acquistare una farmacia, mi ha però finora bloccata la scarsa redditività delle stesse. la mia “schiavitù” come la chiami mi consente di portare a casa 1600 euro al mese, di avere tutte le mie ore di permessi e le ferie, i corsi ecm pagati dal datore di lavoro cosi’ come i camici. Ammiro molto la tua sicurezza su un futuro radioso per le parafarmacie, certo la liberalizzazione della fascia C è un passo importante, al momento però i colleghi che hanno fatto il salto non hanno avuto molte soddisfazioni economiche, sul fatto poi del guadagno da parte dei cittadini ho molti dubbi, già adesso anche nella GDO di fatto non esistono sconti,(ma quanto è etico fare lo sconto sul farmaco?). Non sarebbe forse meglio un abbassamento del quorum per facilitare l’apertura di nuove farmacie attraverso concorsi veloci? Quella delle parafarmacie mi sembra sinceramente una scappatoia per aggirare l’ostacolo dell’inaccessibilità alla titolarità voluto dai titolari che ora forse dovranno piangere sul latte versato. Le 500 parafarmacie dei supermercati diventeranno in un baleno 5000, perchè fin’ora non c’era la conveneinza economica, ma adesso le cose cambiano,i colleghi della grande distribuzione però come se la passano? E una piccola parafarmacia che si trova da una parte la farmacia e dall’altra la parafarmacia del centro commerciale riuscirà a potrare a casa 1600 euro al mese?

  26. Sono d’accordo con te allora su liberalizzare tutto il sistema xche i titolari onesti non sono limoni da spremere! Che lo stato liberalizzi la fascia A visto che la paga con ritardi inaccettabili! Troppo comodo liberalizzare solo la fascia c. I TITOLARI ONESTI- che hanno lavorato una vita e lavorano ben oltre i 67 anni- se non guadagnano con la fascia c non pagano gli stipendi ed allora lo sai che siccederá? Tutti a casa: partiranno una serie di licenziamenti fino a rimanere solo il titolare e qualche familiare….. Altro che 1200 euro al mese. A meno che lo stato non paghi lui gli stipendi dei farmacisti dipendenti. Fatti un pó di calcoli e ricorda che i TITOLARI ONESTI( non quelli che hanno 2 farmacie, le parafarmacie etc che lavorando ONESTAMENTE non si possono comprare con il guadagno ottenuto da una) non sono i fantozzi della situazione solo perché poco numerosi!@ luca:

  27. Sono d’accordo con te allora su liberalizzare tutto il sistema xche i titolari onesti non sono limoni da spremere! Che lo stato liberalizzi la fascia A visto che la paga con ritardi inaccettabili! Troppo comodo liberalizzare solo la fascia c. I TITOLARI ONESTI- che hanno lavorato una vita e lavorano ben oltre i 67 anni- se non guadagnano con la fascia c non pagano gli stipendi ed allora lo sai che siccederá? Tutti a casa: partiranno una serie di licenziamenti fino a rimanere solo il titolare e qualche familiare….. Altro che 1200 euro al mese. A meno che lo stato non paghi lui gli stipendi dei farmacisti dipendenti. Fatti un pó di calcoli e ricorda che i TITOLARI ONESTI( non quelli che hanno 2 farmacie, le parafarmacie etc che lavorando ONESTAMENTE non si possono comprare con il guadagno ottenuto da una) non sono i fantozzi della situazione solo perché poco numerosi!@ luca:
    antonio wrote:

    antonio wrote:

    Bravo Paolo e bravo Massimo! Tra i tanti interventi a favore della casta dei titolati di farmacia finalmente due commenti dalla parte del cittadino! E non veniteci a raccontare che con la liberalizzazione della fascia C le farmacie andranno in malora! Al massimo i titolari non acquisteranno più un alloggio all’anno ma magari solo uno ogni due anni…poveretti. Una sciagura! Quando poi ti pagano 1000 euro al mese e ti impongono di vendere TUTTO senza ricetta, anche ormoni e sonniferi,,,e sostengono che con la liberalizzazione ci sarà rischio per la salute….VERGOGNA!

    Ovviamente non sono lo stesso antonio che nella risposta n. 25 sostiene che sia la fine! Forse sarà la fine dei tuoi privilegi, caro il mio omonimo, meglio tardi che mai, così imparerai anche tu a confrontarti con la realtà!

  28. Sono d’accordo con te allora su liberalizzare tutto il sistema xche i titolari onesti non sono limoni da spremere! Che lo stato liberalizzi la fascia A visto che la paga con ritardi inaccettabili! Troppo comodo liberalizzare solo la fascia c. I TITOLARI ONESTI- che hanno lavorato una vita e lavorano ben oltre i 67 anni- se non guadagnano con la fascia c non pagano gli stipendi ed allora lo sai che siccederá? Tutti a casa: partiranno una serie di licenziamenti fino a rimanere solo il titolare e qualche familiare….. Altro che 1200 euro al mese. A meno che lo stato non paghi lui gli stipendi dei farmacisti dipendenti. Fatti un pó di calcoli e ricorda che i TITOLARI ONESTI( non quelli che hanno 2 farmacie, le parafarmacie etc che lavorando ONESTAMENTE non si possono comprare con il guadagno ottenuto da una) non sono i fantozzi della situazione solo perché poco numeros
    I
    antonio wrote:

    antonio wrote:

    Bravo Paolo e bravo Massimo! Tra i tanti interventi a favore della casta dei titolati di farmacia finalmente due commenti dalla parte del cittadino! E non veniteci a raccontare che con la liberalizzazione della fascia C le farmacie andranno in malora! Al massimo i titolari non acquisteranno più un alloggio all’anno ma magari solo uno ogni due anni…poveretti. Una sciagura! Quando poi ti pagano 1000 euro al mese e ti impongono di vendere TUTTO senza ricetta, anche ormoni e sonniferi,,,e sostengono che con la liberalizzazione ci sarà rischio per la salute….VERGOGNA!

    Ovviamente non sono lo stesso antonio che nella risposta n. 25 sostiene che sia la fine! Forse sarà la fine dei tuoi privilegi, caro il mio omonimo, meglio tardi che mai, così imparerai anche tu a confrontarti con la realtà!

    @ Massimo:

  29. Leggendo certi commenti quasi mi viene da essere contento. Almeno adesso le farmacie (che per la cronaca mediamente non consentono certo una vita da nababbi, e sempre per la cronaca sappiano tutti che spesso il farmacista è quello che fa meno ferie pure essendo titolare, che si prende meno ore di libertà visto che la farmacia comporta anche certe responsabilità… chiedete alle farmacie comunali che si stanno rendendo conto di quanto sia difficile stare in attivo e poi preferiscono vendere) verranno decimate, nonché ridimensionate in favore delle parafarmacie che potranno solo godere dei vantaggi della vendita del farmaco e non di tutti i doveri e i grattacapi delle farmacie, turni inclusi. Nonché potranno aprire dove vorranno con una semplice notifica all’asl di competenza.
    Perché contento? perché questi personaggi che si lamentano del proprio stipendio e pensano a chissà che salti di livello si accorgeranno che meno soldi balleranno e più dovranno adeguarsi a compensi minori. E diminuiranno i posti in farmacia, costrette a ridurre il personale, e aumenteranno i posti nelle GDO e nelle parafarmacie, che però faranno cartello (visto che presto arriveranno le grandi catene) e quindi daranno lo stesso misero stipendio a tutti quelli che verranno dalle farmacie.
    Forse allora si accorgeranno che lavorare nelle farmacie non era poi così male e che lì c’era anche un certo livello di professionalità, che da altre parti verrà a mancare causa leggi dell’economia che presto porteranno cattivi costumi che ancora nella farmacie non si erano ancora visti. Devo ricordarvi il servizio di Striscia sul banco macelleria di un supermercato? E per la cronaca i servizi, la professionalità di negare un farmaco che corrisponde a una vendita, il tempo perso dietro lunghi consigli sulla salute che spesso esulavano dall’acquisto…beh tutti questi saranno vecchi ricordi e gli squali (che già girano tra le farmacie, sia chiaro, e che molti conoscono) aumenteranno e avranno la meglio, perché il potere di acquisto della gente permetterà a questi ricatti verso il farmacista (non mi dai questo farmaco? vado nell’altra che tanto me lo da senza troppe storie…) e si sa che in italia i furbetti hanno la lunga.
    Lunga vita a tutti quanti, stanno per rovinare un settore che finora ha sempre funzionato, forse il migliore in Italia.

  30. Ah dimenticavo:

    io sarei per la fine delle parafarmacie piuttosto, inglobando quelle attive (non quelle che contano solo le associazioni di parafarmacie per dimostrare il proprio successo, in quanto sono inattive in attesa di novità dal governo…a Roma sono solo il 20% in questa situazione, fate voi…) nel sistema farmacia e poi diminuendo il quorum se proprio. Almeno siamo tutti pari e la finiamo una volta per tutte.

    Una domanda però la faccio: sbaglio o sia le Gdo che le Parafarmacie, quando i farmacisti nel 2005 affermavano che la liberalizzazione della fascia OTC e SOP fosse solo un cavallo di troia per evadere le regolamentazioni e poi chiedere anche il resto del settore farmaco, si offendevano e assicuravano che il farmaco con ricetta a loro proprio non interessasse e che si sarebbero accontentati dei farmaci da banco. Balle! e ora ne abbiamo le prove!

  31. Fofi si dovrebbe vergognare, i farmacisti iscritti all’Albo hanno tutti la stessa professionalità ovunque svolgano il loro lavoro, in farmacia e in parafarmacia, non sono uguali solo quando si tratta di pagare la quota Enpaf. Grande Monti avanti così, tieni duro perchè la protesta di questi straccioni sarà gigantesca.

  32. La protesta di questi straccioni?
    Ma vergognati tu! MI spieghi per quale motivo bisogna intervenire sulle farmacie?
    In Italia non funziona niente, ma nelle classifiche della soddisfazione dei cittadini al primo posto, davanti ai centri commerciali e ai supermercati per capirci, c’è sempre stata la farmacia.
    Si vero, forse qualche farmacista titolare guadagna molto, ma la maggior parte è semplicemente benestante ma si fa anche molte più ore di lavoro di altri che guadagnano infinitamente di più.
    E questo facendo un lavoro dove finora l’onestà e il servizio al cittadino ha avuto la meglio, mentre scandali su scandali colpivano ben altri settori.
    E adesso vogliamo rovinare anche questo settore che funziona e non toglie praticamente nulla allo stato? E l’ospedaliera su cui non c’è un controllo e riguarda una fetta enormemente più grande visto che la farmaceutica è meno del 15% della spesa?
    E a vantaggio di chi se non le GDO e le catene di parafarmacie? ma lo sapete che non potranno scontare la fascia C se no interverrà l’Europa, essendo un pericoloso precedente? E allora a che pro?

    E poi certi luminari che sicuramente ne capiscono, come Aldo e altri, hanno il coraggio di parlare di professionalità…ma vi rendete conto che finiremo come in Inghilterra dove il farmacista vende le macchine fotografiche? E dove naturalmente ci sono circa 200.000 ricoverati per abuso di farmaco all’anno..

  33. Vergognatevi tutti,sono una studentessa di farmacia.Ma quanto vale questa laurea?
    Cinque duri anni di studi,rinunce,impegni capitali, per 1200 Euro al mese?
    Quale altro laureato non ha nessuna possibilita’ di carriera come i farmacisti?
    La cara Gelmini ha ridotto da sei a cinque anni di studi per ottenere la laurea in medicina.
    Cinque anni di studi per ottenere anche la laurea in farmacia?!?
    E’ un suicidio.

  34. L ‘ ignoranza non ha limiti!!!
    Ma che discorsi fai?? Se la metti su questi termini 1) qualsiasi surplus realizzato con la vendita di una attività va tassato per cui finisce nelle casse dello stato; 2) se anche fosse come dici tu,poiché la liberalizzazione porterebbe ad un aumento delle farmacie, sebbene il valore delle stesse diminuirebbe, sarebbe comunque aumentato il loro numero, per cui non cambierebbe proprio nulla!!!!
    @w marco faleri:
    @ Barbara:

  35. Tento una risposta a Maria Chiara:
    Possibili sbocchi a ben più di 1200 Euro:Farmacia ospedaliera,industria farmaceutica in aree commerciale; ricerca, produzione, regolatorio, assicurazione e controllo qualità, logistica; ASL, laboratori di analisi, istituti di ricerche di mercato, insegnamento…
    Forse questi sono i motivi per i quali a 6 mesi dalla laurea oltre il 90% dei laureati in farmacia è occupato.
    Oppure alla COOP a 1200 Euro al mese sabati e domeniche compresi sotto il controllo del capo reparto gastronomia.

  36. @ lea:
    Scusa ma qualcuno mi potrebbe spiegare perché tutte le altre attività esistenti devono soffrire la concorrenza e mettersi al passo con gli altri per non affondare mentre i farmacisti no???
    Per non parlare del fatto che sono stati loro i primi ad inserire all’interno dei loro locali prodotti da banco di ogni genere venduti prima di allora solo nei supermercati, cosa c’é adesso la concorrenza non va bene??
    E poi fondamentalmente quale è la differenza tra farmacia e parafarmacia? Si tratta entrambi di locali commerciali, muniti delle necessarie autorizzazioni, di personale Specializzato, a dimenticavo forse i soldi per pagare le licenze o un paparino farmacista??

  37. Chi sa spiegare come sia possibile vendere un farmaco di fascia C come il roipnol al di fuori della farmacia? Forse i Tecnici non sono molto preparati.

  38. @ vivalaliberalizzazione

    Ti rispondo rapidamente: al contrario di tutti gli altri esercìzi commerciali NON VENDIAMO CARAMELLE!
    La gente dovrebbe saper aspettare pazientemente il proprio turno, come dal dottore, perché si parla di salute non di calcio, gossip o cazzatine varie.
    I farmacisti sono gli UNICI AL MONDO a MANDARE VIA UN CLIENTE se ne è il caso, a sconsigliare al paziente di non usare troppo la Rinazina, o di non abusare dell’Aspirina, anche se non serve la ricetta.
    Certo finora è stato così, ora chi lo sa…
    Avrete la sanità e le farmacie che vi meriterete in nome del progresso e delle regole dell’economia. Contenti voi.

  39. Sono d’accordo con te! I primi ad andare a casa saranno i farmacisti dipendenti perché i titolari non potranno piú sostenere diversi stipendi( ai costi dettati dallo Stato, ben diversi da quanto arrivi di netto in busta). NONO PENSO CHE LE COOP CI ASSUMERANNO TUTTI,NÉ TANTO MENO CHI HA PIU DI 50 ANNI , VORRANNO GIOVANI PIU SCATTANTI E PROATTIVI. IL GUADAGNO SARÁ SOLO DEI POCHI GRANDISSIMI GRUPPI: guardate la norvegia! b>@ Giuli:

  40. @ Vivalaliberalizzazione:

    Sul discorso provocatorio sulla differenza tra farmacie e parafarmacie ti chiedo: forse le parafarmacie fanno i turni? Forse devono sottostare ad una serie di obblighi burocratici che le farmacie devono avere solo perché trattano certi medicinali? Forse che le parafarmcie fanno le campagne di prevenzione? Forse che le parafarmacie hanno continui abbassamenti di prezzi dovuti all’arrivo dei generici che dimezzano il valore di magazzino di alcune scorte?
    Forse che le parafarmacie perdono tutto quel tempo per spiegare alla persona cosa è un’esenzione o perché paga il ticket e prima no, perché ci sono diverse scatole per lo stesso farmaco etc…
    Ma poi c’è anche una questione che molti sottovalutano, che riguarda le farmacie rurali: quante volte ci accorgiamo noi farmacisti di un errore del medico? Quante volte sappiamo già i farmaci che prendono i nostri pazienti e quindi possono avvisarli se un farmaco prescritto da qualcuno che non aveva fatto tutte le domande da fare o un OTC non è indicato nel suo caso.
    E quante volte i medici del paese vengono contattati per telefono per non costringere le persone a perdere altro tempo per correggere un errore del medico nella ricetta.
    E quante volte vengono dimessi dagli ospedali il sabato o in un giorno prefestivo senza la continuazione della cura perché gli ospedali li mandano da noi obbligandoci di fatto a contattare il medico e a anticipare la fornitura al paziente in attesa che il medico gl i faccia le ricette.
    Vogliamo poi parlare di pannolino, di forniture del diabete e protesica, tutti settori che non ci arricchiscono di certo, anzi creano grattacapi non da poco.
    Ah ma tanti favori a pazienti e medici finiranno se sarà così, e chi ci rimetterà se non gli stessi cittadini che queste fesserie di provvedimenti pensano di salvaguardare?

    E le parafarmacie siccome hanno investito in un settore a rischio ora vanno salvate a nostre spese che da sempre abbiamo fatto di tutto per i nostri clienti? Questa è l’Italia?
    Ma vi rendete conto che se passa questa liberalizzazione conviene aprire una parafarmacia che una farmacia? Ah il conto sarà salato, ve ne accorgerete troppo tardi mi sa…

  41. E per quanto riguarda i dipendenti sappiate che le farmacie per bene hanno sempre premiato i propri dipendenti per gli sforzi fatti, perché non siamo fortunatamente in un ambiente freddo e burocratico, ma in un posto dove l’umanità, la collaborazione e i buoni rapporti stanno al primo posto. Almeno finora è sempre stato così.

  42. Ragazzi.. non ci sono parole per esprimere lo sconfitto e la delusione di questa scelta… Ricordiamoci che i farmaci sono una cosa seria e venderne di più porta solo a problemi e future spese par la sanità… qualcuno di quei cervelloni ha mai sentito parlare di malattie iatrogene…
    Sarebbe stato molto più sensato rivedere la pianta organica ma seriamente..ci sono molti comuni che necessiterebbero di più farmacie ma i concorsi sono bloccati… chi vuol capire capisca…
    In Conclusione dico escano pure i farmaci di classe C.. diano pure la convenzione con le asl.. distruggano pure un sistema che funziona e fore il migliore d’europa, trasformino il farmacista in un mero commerciante, ( i turni di notte però li faccamo tutti!!!! ) forse così finirà questa caccia ai farmacisti considerati i ricconi e causa di tutti i mali… risultato minor servizio, farmacovigilanza assente, consumo incontrollato di farmaci. Forse molti non sanno che i farmaci che prendono con la ricetta rossa sono anticipati dal farmacista che viene pagato se va bene dopo 3 mesi… è un servizio, non certo un guadagno… per non parlare dei consigli e indicazioni che vengono dispensati gratuitamente … ci chiedono sempre più impegno, più professionalità, più servizio ma siamo trattati senza rispetto…. Proposta: I farmaci dello stato e questo che ci paga lo stipendio come ai medici…
    Sono sempre più convinto che a nessun politico importi la salute del cittadino.. triste a dirsi ma realtà dei fatti…. Volete i farmaci anche in cartoleria ? e allora prendeteveli mi sono stufato di fare quell’informazione che dovrebbe fare lo stato… ” non usate i farmaci che fanno male, “poche” le molecole stereoselettive e stereospecifiche…meno ne usate e meglio è”

  43. Non sono la Lea di viva la liberalizzazione. Sono Lea titolare di una farmacia medio-piccola, situata in una regione dove i farmaci etici vengono dati in percentuale altissima direttamente dalle AUSL, dove sappiamo già cosa vuol dire subire una concorrenza sleale da parte di una multinazionale come la Doc Morris e dove eroghiamo, nonostante ciò, ancora servizi quali il Cup e farmaci per conto AUSL, turni notturni e festivi, a costo di grandi sacrifici. Fra i commenti letti, ve ne sono alcuni in cui traspare la contentezza del nostro fallimento ( perchè l’uscita dei farmaci con ricetta medica è un fallimento ), come se da questo dipendesse la nascita di una nuova classe di farmacisti imprenditori. In altri commenti, invece, si nota la capacità di vedere la reale consistenza di quanto avvenuto: perdita di un lavoro sicuro, remunerato poco per via delle trattenute esagerate ( un farmacista costa alla farmacia circa 37 mila euro anno) per avviarsi verso un futuro da negoziante, investendo dei soldi e mettendo in conto anche il rischio di impresa. Sempre che le banche siano disposte a finanziare questi nuovi imprenditori, quando sappiamo che già non finanziano più le farmacie, ritenute ormai da tempo a rischio impresa. Penso che solo chi ha molti soldi accantonati da investire, che sia farmacia o parafarmacia, potrà nel tempo salvarsi.
    Per tutti gli altri, me compresa, vedo solo anni molto, ma molto difficili.

  44. io, da “cliente”, l’unica cosa che posso dire è che non ho intenzione di comprare nemmeno una pomata in una coop, anche se comprare in una farmacia dovesse costarmi il doppio o il triplo.
    Spero che gli altri italiani saranno altrettanto saggi, e che non si diventi invece come gli americani che per qualsiasi problema ingurgitano manciate di pillole comprate a saccate in un supermercato.
    Medici di famiglia e farmacie hanno una delle maggiori funzioni in prevenzione, e sono entrambi fra le realtà del servizio sanitario italiano di maggiore eccellenza.
    Inoltre è anche eticamente ingiusto comprare farmaci in una coop, visto che le coop non devono certo pagare tutti quei costi immensi fra burocrazia e permessi che un farmacista deve sobbarcarsi per aprire una farmacia.
    Crea molto rammarico vedere che in Italia si cerchi di copiare dagli altri Paesi sempre gli aspetti più negativi, invece di imparare dagli esempi positivi e essere orgogliosi di quanto di buono abbiamo.

  45. @ Vivalaliberalizzazione:

    forse devi imparare a leggere con meno fretta…il mio discorso non si
    riferisce all’aumento del numero delle farmacie…e per il valore
    commerciale delle parafarmacie lo considererei zero, visto che
    possono essere aperte liberamente

  46. Dobbiamo pensare tutti a essere europei uniti e non piu italiani, francesi, tedeschi…..ecc
    bene:
    -in circa il 60% dei paesi europei esiste una regolamentazione paragonabile alla pianta organica
    -in circa il 60% dei paesi europei il farmaco (anche otc,sop) sono venduti solo in farmacia (l’Italia non e’ tra questi)
    -in norvegia il sistema e’ stato completamente liberalizzato e ora 3 grandi gruppi detengono l’80% delle farmacie e queste si sono concentrate verso le zone piu’ redditizie.

    Queste misure in Italia di fatto distruggono il sistema della pianta organica che andava si adeguato ma non spazzato via saltandolo a piedi pari, la fascia C (prezzo stabilito dall’ AIFA) nei corner GDO da’ vantaggio solo alle multinazionali che stanno spingendo non poco

  47. Riporto questo testo perchè sia chiaro a tutti, soprattutto ai cittadini, di che portata sia il danno che si procurerà con l’uscita dalla farmacia dei farmaci con obbligo di ricetta medica.

    ” Ma la libera vendita del farmaci di fascia C e parlo da giurista ed economista di serie B che segue farmacie da vent’anni senza considerare il danno per la salute pubblica potendo vendere “Viagra a valangate ai supermercati” renderebbe una sorta di buffonata il mantenimento della pianta organica visto che le cosi’ dette parafarmacie potrebbero allocarsi ove e’ a loro piu’ gradito ed evitare turni di notte, timbrature di ricette, distribuzione di pannoloni, far sconti allo stato, cioe’ da quel soggetto che sta vessando, mi pare il tutto una gran farsa che si tramuta in tragedia.
    Verrebbe a pensare che il “ Governo Monti” dalla foga di salvare i conti pubblici non abbia avuto il tempo neanche per documentarsi quei 5 minuti per capire quello che stava scrivendo, a meno che glielo abbia spiegato la Grande Distribuzione.

    I numeri
    Un centro di 4500 abitanti farmacia unica, volume di affari circa 1.200.000,00 euro
    Margine lordo 30%

    Prospetto di una farmacia fortunata
    Utile lordo €. 360.000,00
    Personale €. 120.000,00 (3 dipendenti)
    Locazione €. 30.000,00 (per i piu’ fortunati)
    Spese varie €. 50.000,00 (dati medi su bilanci reali)
    Oneri finanz €. 20.000,00
    Residuano €.140.000,00
    Imposte €.70.000,00 (irpef, irap, addizionali, enpaf … ma aumentano pure quelle)
    Residuano €.70.000,00

    Se solo si ha un finanziamento in corso, un leasing, o l’affitto poco piu’ alto, la necessita’ di un addetto alle pulizie o un collaboratore familiare (un figlio o un coniuge) fate voi i conti.
    Se dimezzo per l’apertura di una seconda farmacia al farmacista residuano in abbondanza €. 3.000,00 al mese che scenderanno sempre piu’ in quanto oggi il prezzo media per ricetta e’ di 21 euro, e in certe regioni ancor piu’ blando e continua a scendere ed evidentemente il supermercato alla periferia del paese farà del suo per abbassare ancora di piu’ quel che resta.
    La farmacia sfortunata e’ quella piu’ comune, quella che ha una locazione ben piu’ alta e finanziamenti in corso in quanto licenze, arredi, manutenzioni costano. L’utile si avvicina a zero.

    Risultato, senatore Monti:
    • La farmacovigilanza ai porci;
    • Il farmacista per vivere dovrà licenziare personale come minimo
    • Il giovane farmacista non sara’ in grado di aprire neppure una parafarmacia che poi e’ un’italianata, non esistono paraorologiai, parafornai o paraavvocati, ma che sono i parafarmacisti???
    • Un servizio apprezzato da decenni e l’attività di sussidio del farmacista nella prevenzione e nel consiglio per le piccole patologie andrà a farsi benedire e vuole scommettere che si tratterà un farmaco di classe C che spero sappia di che si tratta come una passata di pomodoro dando importanza piu’ al prezzo che al consiglio;

    Chi dovrebbe protestare di fronte ad una legge di codesto tipo? il farmacista? no caro senatore monti, il cittadino.

    M. Mascheroni

    Pubblicato su icffarmacisti del 5 dicembre 2011

  48. ” E allora, alla fine, quali vantaggi effettivi ci saranno? Forse qualche risparmio per i cittadini e questo è indubbiamente un bene. Che sarà però pagato in termini di possibile crisi del settore della distribuzione farmaceutica primaria (vale a dire le farmacie convenzionate con il Ssn e per questo a tutti gli effetti pubblici servizi) che in ogni caso hanno l’obbligo di essere comunque aperte e funzionali in ogni realtà economica e territoriale. In proposito è un bene che il Governo abbia inserito la soglia dei 15 mila abitanti per le liberalizzazioni. Ma non siamo certi che questo limite sarà sufficiente a scongiurare la crisi di molte farmacie.

    Qualcuno dirà: è il mercato bellezza! Forse, ma siamo sicuri che quando si parla di farmaci, anche seri e importanti come quelli oggi liberalizzati, che sono comunque indotti da una prescrizione del medico, sia giusto che a dettare le regole siano le logiche di mercato? E siamo sicuri che possa essere il mercato a dettare le regole di un servizio pubblico come quello garantito dalle quasi 20 mila farmacie territoriali? Noi abbiamo molti dubbi. Perché oggi, del mercato, apprezziamo il miraggio dello sconto. Ma mercato vuol dire anche selezione dell’offerta in base al prezzo e alla convenienza e quindi un domani potrebbe dire anche selezione del prontuario e della disponibilità di farmaci in magazzino a secondo della convenienza del momento. Vogliamo questo?”

    Cesare Fassari
    Direttore di Quotidiano Sanità

  49. Teorie teorie… Ma la sapete quale è la verità? Cosa c’é realmente dietro questa battaglia ,vinta per ora da Bersani? Dietro questo quasi odio x i titolari? Un mero interesse personale: LA MOGLIE, FARMACISTA, NON È MAI RIUSCITA A VINCERE UN CONCORSO X SEDI FARMACEUTICHE! E LUI, DA ONESTO POLITICI, SONO ANNI CHE SI BATTE X QUESTO PROVVEDIMENTO…..APRITE GLI OCCHI, NON GLIENE FREGA NULLA DEI CITTADINI NÉ POSSIEDE UN CREDO DEFINITO…..L’interesse é MERAMENTE PERSONALE: si documentino tutti coloro che credono che….. Povera Italia in mano a tutti ( nessuno escluso)questi politici!

  50. Scusatemi, io non sono un farmacista ma da quello che posso capire dal decreto, con la liberalizzazione della fascia C il cittadino se andrà in parafarmacia, farmacia o supermercato, troverà dietro al banco sempre e solo un farmacista con la stessa laurea (indipendentemente dal posto) che svolge il suo lavoro di consulenza e vendita.
    A volte si va in farmacia dove non si trova il titolare ma un farmacista dipendente.
    Mi sapete dire qual’è la differenza????
    L’unica differrenza che personalmente ho riscontrato è che vivendo in un paesino di 3.200 anime ed essendoci una farmacie e parafarmacia ho comprato una crema per scottature in farmacia pagando € 13,50 mia cognata comprandola in parafarmacia la stessa ed identica crema gli è costata € 11,00 non capisco il perchè!!!
    L’unica cosa che posso dirvi che mettendo a confronto alcuni prezzi se vado in parafarmacia spendo meno comprando lo stesso prodotto.

  51. Questa manovra è la stessa di sempre… colpisce chi le tasse le paga, già da tempo e che non può evadere…. mi chiedo come mai non si colpiscono le categorie che evadono il 99,99% delle tasse… parliamo di questo!!! Fare uscire la fascia C dalle farmacie, non diminuirà la spesa sanitaria in Italia, e non dara’ nemmeno la possibilita’ a un dipendente di farmacia di aprirsi una parafarmacia, in quanto la spesa prevista tra arredi, locali e farmaci sara’ di non pochi soldi (circa 100.000€). Ma nonostante questo in molte citta’ si apriranno numerosissime parafarmacie… molte delle quali saranno gestite da farmacisti ma con capitali prestati (visto che le banche non cacciano un centesimo) dalla malavita organizzata che avrà modo di riciclare un pò di denaro…. W L’ITALIA!!!

  52. Sono sconfortata. Ho appena sentito che i pensionati sopra (anche di un euro) ai 500 euro di pensione saranno obbligati ad aprirsi un conto corrente, non potranno più ritirare i soldi in contanti. Si studia (?) l’ebventualità di spese bancarie agevolate. Ma a uno che prende 600 euro di pensione, levagli pure 100 euro minimo l’anno di spese bancarie, più aumentagli la frutta, la verdura , tutti i cibi, le tasse, mettigli l’ IMU sulla casa….sai che se ne fanno di questa “convenienza presunta” della concorrenza delle farmacie? Tutto questo mentre i ricconi, avvisati che i dati bancari saranno trasferiti direttamente al fisco …faranno in tempo a passare i propri soldi altrve ed appareggiate con l’ausilio di compiacenti commercialisti, tutti i conti “ufficiali”. Un vero schifo insomma.

  53. @ LUCIANO:
    Io pure abito in un paesino dove c’è solo una farmacia . Eppure i prezzi che trovo in questa farmacia, non li vedo neppure al supermercato: non parlo solo di farmaci da banco, ma anche prodotti di puericultura, dai biscotti, al latte di proseguimento, ed in alcuni periodi anche sui pannolini. Ormai, non mi guardo più neppure intorno. Certo è che è un paese piccolo, ma una grande farmacia…;=)

  54. @Luciano
    Anche dopo la liberalizzazione dei farmaci da banco diverse ricerche hanno dimostrato che i prezzi nelle parafarmacie non si discostano da quelli delle farmacie.
    La verità è che questa manovra è solo un regalo alle multi-nazionali della grande distribuzione che vogliono mettere le mani anche su questi prodotti

    così come la tracciabilità dei pagamenti sopra 500 euro è un regalo alle banche e poste che costringeranno molti a fare un conto corrente
    Ma secondo voi i veri evasori si trovano con mezzucci del genere?

    Invece di vendere farmaci importanti nei supermercati non avrebbero potuto aumentare il numero delle farmacie? ma in questo caso la grande distribuzione non avrebbe potuto aggiudicarsele

  55. @ matteo:
    Mentre la benxzina è aumentata da subito……dei controlli fiscali alle banche hanno avvisato già da ora. Ed i grandi evasori che faranno? Sposteranno tutto su conti all’estero, così oltre il danno la beffa….ma tanto le banche rientrano con l’obbligo dei cc dei pensionati…….

  56. @ matteo:
    Mentre la benxzina è aumentata da subito……dei controlli fiscali alle banche hanno avvisato già da ora. Ed i grandi evasori che faranno? Sposteranno tutto su conti all’estero, così oltre il danno la beffa….ma tanto le banche rientrano con l’obbligo dei cc dei pensionati…….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>