Ictus, possibile riabilitare neuroni sofferenti

di Valentina Cervelli 1

L’ictus è una delle patologie maggiormente pericolose per  l’uomo. E’ possibile riabilitare i neuroni sofferenti?  La mancanza di ossigeno al cervello crea delle ischemie, delle vere e proprie “ferite” che provocano la morte dei neuroni: dopo un attacco di questo tipo la prima cosa che si fa è quella di tentare, attraverso farmaci e riabilitazione, di riportare la persona ad uno stato di autosufficienza accettabile .

Le nostre cellule cerebrali, se non sufficientemente ossigenate, muoiono. Uno degli obiettivi della ricerca medica è quello di riuscire a trovare una cura che sia in grado di limitare i danni di una patologia spesso davvero devastante per l’uomo.

Il dott. Thomas Carmichael ed i ricercatori dell’Università della California sono stati in grado di segnare un importante passo in  avanti verso tale traguardo, come reso noto dalla rivista Nature.  E sebbene lo studio sia stato condotto su un modello animale in laboratorio e manchino ancora tutta una serie di protocolli prima di pensare di trasferire gli studi a livello umano, la scoperta ha avuto del sensazionale.

Il team è riuscito infatti a provare che la scarsa reattività dei neuroni dopo un ictus, è collegata all’accumulo del GABA, una sostanza che inibisce la trasmissione dell’impulso nervoso e che viene rilasciata dalle cellule in seguito ad una ischemia cerebrale.  Ovviamente la ricerca si è basata sul recupero dei neuroni sofferenti, posti nei pressi delle zone colpite dall’ictus: è ancora impossibile recuperare una cellula cerebrale morta.  Lo spiega il dott. Thomas  Carmichael:

Da tempo molti studiosi hanno concentrato la loro attenzione sulle aree adiacenti a quelle più colpite dall’evento. Per i neuroni morti, infatti, non c’è più niente da fare, ma è importante recuperare quelli che, pur essendo sofferenti, sono ancora vivi. Tocca a loro supplire alle funzioni oramai irrimediabilmente perse nella zona dell’ictus, modificandosi e stabilendo nuove connessioni nervose.

Una possibilità data dal cervello in nome della sua plasticità davvero estrema in caso di emergenza.

L’eccesso di GABA nei neuroni circostanti impedisce l’organizzazione di questa reazione di emergenza. Per questo abbiamo provato a somministrare agli animali un farmaco già noto e utilizzato per inibire specificamente la funzione del GABA.

Ed i risultati non sono mancati: i topi trattati con il farmaco recuperavano le funzioni motorie in modo più veloce e completo rispetto a coloro non trattati. Il trattamento deve però avvenire nei giusti tempi.

L’effetto positivo sul recupero motorio si osservava quando il farmaco veniva somministrato pochi giorni dopo l’ictus.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>