Staminali, ingannevoli spot su conservazione cordone ombelicale

di Valentina Cervelli 5

 Ancora problemi sul fronte delle cliniche private che si occupano di raccogliere il cordone ombelicale dei  nascituri per un eventuale creazione di cellule staminali: l’Antitrust ha infatti bollato come ingannevoli gli spot dei nosocomi non pubblici  relativi alle potenzialità di cura dei suddetti cordoni.  Sono sei le società attualmente messe sotto indagine.

Parliamo della Future Health Italia, Sorgente, Crylogit Regener, Futura Stem Cells, Cryo Save Italia e Smart Bank,  che come riferisce l’Antitrust, “si sono già impegnate a chiarire, nelle loro brochure e in tutte le altre modalità informative, le reali applicazioni terapeutiche delle cellule staminali emopoietiche cordonali” e la numerosità dei trapianti effettuati, distinti nelle due tipologie.

Quando si parla di due tecniche si intendono i trapianti autologhi e quindi scopo del servizio “acquistato” dai genitori che ne chiedono la conservazione, e quelli allogenici, ovvero attraverso campioni messi a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale per mezzo delle banche del sangue .  Alle nuove formulazioni già messe in atto da diversi istituti vi sono state aggiunte anche la garanzia della durata della conservazione dei campioni di sangue (circa 15 anni) più veritiera della precedente pari a 20 anni, e quella relativa ai problemi da affrontare per riportare, in caso di necessità, i campioni presso il nostro paese.

Solo attraverso l’esplicazione di tutti questi punti, sostiene l’Antitrust, i genitori hanno la possibilità di scegliere consapevolmente se, come e dove conservare il cordone ombelicale tramite strutture estere. Spiega il presidente Antonio Catricalà:

Con  i provvedimenti adottati abbiamo ottenuto dalle aziende la fondamentale chiarezza informativa per un tema che tanto interessa i nostri cittadini. Ora spetta al Parlamento decidere se autorizzare la conservazione dei cordoni anche nel nostro Paese.

Si tratta di un passaggio controverso, perché attualmente la legge vieta la conservazione in Italia, apportando così delle perdite economiche al sistema sanitario ed alla ricerca, senza contare spesso, l’impossibilità del paziente di usufruire di una cura necessaria.

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Antitrust

Commenti (5)

  1. “Il sangue cordonale crioconservato è vitale anche dopo 23,5 anni: lo ha
    dimostrato lo studioso americano Hal Broxmeyer nel corso del World Cord Blood Congress in corso a Roma illustrando i risultati di del lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Blood nel marzo 2011 e basato sull’osservazione di diversi campioni da lui conservati 24 anni or sono”. Lo si legge in una nota di Biocord, Associazione banche private del cordone ombelicale. Nel corso di una conversazione col presidente di BioCord, l’associazione italiana delle banche private del cordone ombelicale, lo studioso, considerato uno tra
    i massimi esperti mondiali sul tema, ha affermato che non esiste alcun limite di utilizzo di un campione, anche crioconservato da 24 anni, che abbia mantenuto una buona vitalità. Le scoperte illustrate da Broxmeyer a Roma sono uno dei motivi per i quali l’Antitrust non ha multato le banche private ed una forte risposta a chi ancora esprime perplessità sulla possibilità di bancare efficacemente campioni di sangue per periodi così lunghi.

  2. “Si è concluso senza l’accertamento di infrazioni o sanzioni il procedimento
    dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti delle banche private di cellule staminali”.
    Lo sottolinea una nota di BioCord, l’associazione delle banche private del cordone ombelicale.
    “Contrariamente a quanto stanno riferendo alcuni media – si aggiunge – non era mai stata neanche ipotizzata la pubblicità ingannevole, non è stata contestata dall’Antitrust la garanzia di conservare le cellule per 20-25
    anni ed il lodevole lavoro dell’Autorità è stato finalizzato solamente a correggere eventuali messaggi erronei”.
    “La delibera dell’Antitrust – conclude la nota – è per BioCord un importante passo avanti nella direzione della chiarezza: nessuna Banca è stata sanzionata perchè nessuna mamma è stata ingannata e si è reso
    finalmente pubblico il dato riguardante i 57 trapianti autologhi da staminali cordonali effettuati nel solo anno 2009”.

  3. LA VERITA’: L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha condotto una verifica sui contenuti della comunicazione da parte delle principali società private che offrono alle famiglie italiane il servizio di conservazione del cordone ombelicale. La procedura si è conclusa nel settembre 2011. Andando a leggere il verbale si evince che, ad esempio per Sorgente Srl, una delle società oggetto dell’indagine, la procedura si è conclusa con una richiesta di “parziale modifica e di integrazione di alcuni messaggi”, senza tuttavia l’accertamento di alcuna grave infrazione ai sensi del Codice del Consumo. Tutto ciò lascia intendere una sostanziale bontà delle informazioni fornite dalla società. L’AGCM ha anche ritenuto che gli impegni di integrazione o modifica dei messaggi proposti da Sorgente sono sufficienti per offrire ai consumatori una panoramica informativa sul servizio completa e prudente. Una parziale richiesta di adeguamento e modifica di alcuni messaggi non corrisponde a una falsità a danno dei clienti, soprattutto in un settore molto recente e fino ad oggi totalmente privo di regolamentazione, anche sugli aspetti di comunicazione.

    CONCLUSIONE: C’è da chiedersi perché anziché apprezzare che in seguito a tale verifica, il settore offre oramai alle famiglie in attesa di un bimbo un quadro informativo trasparente, questa verifica di routine viene strumentalizzata per insinuare il dubbio alle future mamme sull’utilità del servizio di raccolta e conservazione privata del cordone? Perché vengono spesso pubblicati articoli dai toni allarmistici e sensazionalistici? Perché nella stragrande maggioranza dei paesi sviluppati (Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Spagna) si è optato per un sistema dualistico di convivenza pubblico e privato che lascia alle famiglie la libertà di scelta mentre in Italia il dibattito è così accesso?

    LO SAPEVATE CHE: in Italia esistono ben 18 Banche pubbliche ossia il 10% delle banche pubbliche a livello mondiale!! Di queste ben 3 nella sola regione Lazio! La Donazione non è gratuita, il sistema di banche pubbliche è in perdita di 110 milioni di euro, i cittadini pagano con le proprie tasse questo sistema! Delle 18 banche pubbliche però solo 2 sono certificate a livello internazionale e l’intero sistema conserva solo 1 campione su 5 di quelli donati, con grande inefficienza e arrecando un danno delle mamme donatrici. A chi giova realmente tenere in piedi un sistema di banche così complesso e articolato che, ancora una volta, non ha precedenti?

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