Sistema immunitario e tumori, così funziona l’immuno-oncologia

di Cinzia Iannaccio Commenta

Il nostro sistema immunitario è un valido alleato per combattere i tumori, anche quelli più aggressivi come il melanoma metastatico o il carcinoma polmonare. E’ su questo che si basa l’Immuno- oncologia nota anche come immunoterapia oncologica o terapia biologica contro il cancro, che si avvale di armi speciali note essenzialmente con il nome di “anticorpi monoclonali”. Ma di cosa si tratta di preciso? E come agisce questa branca della medicina relativamente nuova e che anno dopo anno sta offrendo sempre più speranze? Vediamolo insieme.

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Come funziona il sistema immunitario

Il nostro sistema immunitario  (il più antico e complesso sistema di protezione ed evolutivo che si conosca) è caratterizzato da cellule dalle capacità straordinarie. Sanno riconoscere un agente pericoloso come un virus o un batterio e distruggerlo prontamente (o renderlo innocuo) in difesa dell’organismo. Hanno anche una particolare capacità di memoria: una volta identificato un microrganismo anomalo, lo ricorderenno quando questo si ripresenterà (è il principio con cui si mettono a punto i vaccini). Il sistema immunitario nel suo complesso è cioè in grado di tenere traccia di tutte le sostanze “normali” presenti nel corpo e di agire quando ne individua una nuova, anomala, estranea. La risposta immunitaria in tal senso può agire tanto contro germi quanto contro cellule tumorali: a far scattare l’allarme sono le sostanze contenute in questi fattori e non i fattori stessi.

Le armi? Che si tratti di un agente patogeno o di una cellula tumorale la prima linea di difesa nel sistema immunitario è data dalle cellule dendriche, dai macrofagi, neutrofili, eosinofili e basofili, mastociti. Queste cellule sono vere e proprie sentinelle dei tessuti che “pattugliano” costantemente l’ambiente e sono in grado di rispondere a ciò che identificano come un pericolo. Tutto ciò riguarda quella che viene definita come immunità innata a cui si affianca la cosiddetta “immunità adattativa”, ovvero quella che si crea nel tempo, che viene acquisita con l'”esperienza”, che deriva dalla capacità di memoria, come dicevo pocanzi. E’ qui che entra in gioco una seconda linea di difesa dell’organismo, più sofisticata, mediata dai linfociti (cellule T e B) che si rivolge a specifici antigeni.

Ogni giorno, ogni secondo, anche solo con la respirazione entrano nel nostro organismo agenti patogeni (così come nascono cellule anomale) che un sistema immunitario sano riesce a contrastare senza che neppure ce ne rendiamo conto. Talvolta si rompe l’equilibrio a favore della malattia, come capita con il virus dell’influenza o con le cellule del cancro che si riproducono velocemente, più facilmente se si ha un deficit immuntario. L’immunoterapia mira a ripristinare l’equilibrio dell’organismo, in vari modi, anche se la ricerca si è finora concentrata sullo stimolo della risposta immunitaria ed in particolare ad aspetti strettamente legati all'”immunità adattiva”.

Il sistema immunitario ed il tumore

Il nostro organismo ogni giorno produce nuove cellule, mentre altre muoiono: centinaia di migliaia di queste cellule possono avere dei difetti, essere cellule tumorali, che il sistema immunitario riconosce come pericolose ed elimina. Tuttavia può capitare che questo meccanismo si interrompa o si alteri e tali cellule inizino a proliferare incontrollate. L’obiettivo delle terapie biologiche è quello di fornire al sistema immunitario le armi per fare il suo lavoro nel modo più efficiente in questi casi e ripristinare l’equilibrio di un organismo sano. Questo può significare rallentare o fermare la nascita di nuove cellule tumorali (rendendo cronica la malattia, ma favorendo la sopravvivenza), distruggerle tutte, o prevenire il loro sviluppo. A tale scopo sono state messe a punto negli anni delle speciali molecole, tra cui gli anticorpi monoclonali. Come funzionano? Questi anticorpi riconoscono ed attaccano solo determinate proteine (antigeni) che possono essere presenti in alcune cellule cancerose. Una volta identificati, reclutano altri componenti del sistema immunitario ad attaccare e distruggere tutte le cellule che contengono il medesimo antigene.

E’ da molti anni che si studiano questi meccanismi e la Food and Drug ha autorizzato già almeno una dozzina di anticorpi monoclonali per il trattamento di alcuni tipi di tumore, l’immunoterapia non è una scienza nuovissima, ma di certo è nell’ultimo quinquennio che sono stati raggiunti i maggiori risultati, che hanno permesso di creare e testare nuovi farmaci.

Sostanzialmente -va sottolineato- l’immunoterapia oncologica non è pensata per sostituire la chemioterapia o le altre cure, è solo un altro mezzo, diverso, per curare il cancro. Viene spesso definita superiore perché non provoca effetti collaterali devastanti e perché si è dimostrata agire efficacemente dove le altre terapie finora non avevano funzionato. Ma questo significa solo avere un’arma in più e non una alternativa. Un anticorpo monoclonale può essere utilizzato anche in combinazione con la chemio e la radio e sicuramente prima e/o dopo l’asportazione chirurgica della massa.

 

 

 

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Fonte: News-medical.net

Foto: Thinkstock