Vincristina e Vinblastina: così la Pervinca del Madagascar aiuta a combattere i tumori

di Valentina Cervelli Commenta

 Molto spesso, quando si tratta di medicinali, a monte di tutto non vi è chissà quale molecola nata in laboratorio, ma una concentrazione di principi attivi estratti da piante insospettabili per la loro bellezza. E’ il caso della Pervinca del Madagascar. Sono in pochi a sapere che la Vinblastina e la Vincristina, due noti antitumorali hanno origine proprio da questo fiore. Scopriamo insieme il ruolo di queste due sostanze nella medicina moderna.

Va premesso: questo fiore, fin dall’antichità è stato utilizzato dalle popolazioni autoctone per bloccare la fame e per le sue capacità vermifughe, diuretiche e disinfettanti. Per molto tempo è stato utilizzato per curare la malaria, ampiamente diffusa nella sua zona di origine. La vinblastina e la vincristina sono state isolate rispettivamente nel 1958 e nel 1965 e da quel momento in poi ne è stato fatto largo uso, compatibilmente con la capacità di estrarne il principio. Bisogna infatti sottolineare che da una tonnellata di pervinca si ottengono 1g di vinblastina  e 10 di vincristina.

Vinblastina

La vinblastina è una delle sostanze più utilizzate in chemioterapia per combattere il morbo di Hodgkin, il sarcoma di Kaposi (quasi sempre associato ad Aids, n.d.r.), il linfoma linfocitico ed istiocitico,  il carcinoma del testicolo ed il tumore della mammella. La sua efficacia è stata largamente comprovata in questa casistica, ma non di rado viene utilizzato anche per altre forme tumorali grazie alla capacità di bloccare la moltiplicazione delle cellule tumorali.

Quasi sempre viene somministrato in associazione con altri farmaci anti-tumorali. Il medicinale, di un colore molto chiaro una volta diluito, viene solitamente somministrato per via endovenosa. Si tratta di una sostanza efficace ma recante con sé diversi effetti collaterali, tra cui neurotossicità, la perdita dei capelli, la nausea e manifestazioni cutanee di diverso genere.

Vincristina

La vincristina, al pari dell’altro alcaloide presente nella Pervinca del Madagascar, è ampiamente utilizzato come farmaco chemioterapico grazie alla sua capacità di bloccare la crescita delle cellule tumorali. Con la vinblastina, oltre a  condividerne le proprietà, condivide gli effetti collaterali. Questo perché oltre a bloccare la crescita delle cellule malate, agisce parimenti su quelle sane.

Efficace in neoplasie come la leucemia acuta ed i linfomi maligni, tra i quali il morbo di Hodgkin, il linfosarcoma e il reticolosarcoma, la sostanza risulta neurotossica al pari della vinblastina. Somministrata per vie endovenosa viene solitamente associata ad altri farmaci antitumorali.

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