Lesione legamento crociato anteriore e terapia conservativa

di Valentina Cervelli Commenta

In cosa consiste la terapia conservativa in caso di lesione al legamento crociato anteriore? In alcuni casi, a seconda della gravità del trauma si può decidere di non operare questo tipo di problema. Vediamo insieme in cosa consiste effettivamente l’alternativa all’intervento.

Quando si opta per la terapia conservativa

La terapia conservativa in alternativa all’operazione chirurgica è di solito l’approccio primario per le persone che non necessitano di ricominciare a fare attività agonistica e per le persone anziane, le quali farebbero un’eccessiva fatica nel gestire un programma di riabilitazione intensiva, sia fisicamente che per mancanza di motivazione. Ovviamente, se la lesione è molto grave o coinvolge altri legamenti, l’intervento si rende necessario anche per le categorie sopraindicate.

Terapia conservativa in caso di lesione legamento crociato anteriore

Quando si decide per la terapia conservativa in caso di lesione al legamento crociato anteriore, il paziente può iniziare immediatamente con l’esecuzione delle contrazioni del quadricipite e dei sollevamenti dell’arto inferiore con la gamba estesa sulla coscia.  E’ importante iniziare ad eseguire dei movimenti secondo le proprie possibilità, tanto quanto il dolore lo permetta, per verificare quale sia la massima flessione tollerata.

Pian piano che il dolore diminuirà anche la mobilità generale migliorerà in modo sensibile. In questo caso il medico consiglierà degli esercizi di flessione ed estensione specifici. Di solito quest’ultima sarà limitata tra gli 0° ed i 45° gradi per almeno 8-12 settimane. Contestualmente si lavorerà sul rafforzamento dei muscoli che avvolgono il ginocchio per fare in modo tale che l’articolazione possa essere maggiormente sostenuta. Non di rado, per favorire la ripresa, al paziente viene prescritto l’uso di un tutore funzionale. Il suo obiettivo è quello di incrementare il giusto posizionamento dell’articolazione. E’ importante però, data la tipologia di lavoro che questo strumento svolge, non tenerlo continuamente durante gli esercizi di riabilitazione. Pur favorendo una corretta “postura” dell’arto, infatti, ne limita il rafforzamento muscolare.

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Fonte | WebMD

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