Volete dimagrire? Dite no al fruttosio

di Valentina Cervelli 1

Non utilizzate il fruttosio al posto dello zucchero se volete dimagrire, sarebbe controproducente. Lo sostiene uno studio condotto dai ricercatori dell’università di Yale, i quali hanno rilevato come questo dolcificante naturalmente contenuto nella frutta non sarebbe in grado di replicare lo stesso effetto di sazietà che viene prodotto dal glucosio.

Nella ricerca pubblicata sulla rivista di settore Jama, gli scienziati si spingono oltre: secondo loro il fruttosio potrebbe trovarsi anche alla base dell’epidemia di obesità che colpisce l’America. Questa tipologia di zucchero viene scelto spesso anche industrialmente come dolcificante primario per essere “più dolce” del 100% rispetto al glucosio. Per confermare la propria tesi, la squadra di Yale ha chiesto a venti volontari sani di sottoporsi ad una risonanza al cervello mentre mangiavano glucosio e fruttosio. Le analisi hanno mostrato come solo il primo fosso in grado di ridurre in modo significativo il flusso di sangue nella regione dell’ipotalamo. Commentano in un comunicato:

Il glucosio, ma non il fruttosio, provoca una significativa diminuzione dell’attività di ipotalamo, insula e striato, le aree del cervello che regolano l’appetito, la motivazione e la ricompensa, e solo il glucosio attiva le connessioni legate al senso di sazietà.

In pratica, sostengono gli scienziati, il fruttosio, per quel che è stato scoperto, potrebbe addirittura spingere le persone a mangiare di più perché l’organismo, mancando segnali neurobiologici corretti, indica di non essere sazio. Correntemente il fruttosio viene spesso utilizzato dalle persone affette da diabete perché in grado di dolcificare adeguatamente senza scatenare la secrezione insulinica e far “sballare” il livello di glicemia del malato. Il problema consta nel fatto però che in alte dosi si rivela, tra l’altro,  pericoloso per il fegato e per il metabolismo.

Insomma, se vogliamo buttare giù qualche chilo o stare attenti alla linea, è meglio concederci un dolce “normale”, magari nella colazione, e rinunciare agli zuccheri per il resto della giornata. O se non si riesce proprio a rinunciare, dare sfogo ad una bella dose di attività fisica.

Fonte | Jama

Photo Credit | Thinkstock

Commenti (1)

  1. Interessante l’argomento. Vi consiglio la lettura anche di “colesterolo, amico o nemico?” di Attilio e Luca Speciani. Per diverse cose riprende i concetti postati da Folin, puntualizzo sul fatto che è circa un 20% la percentuale di colesterolo totale che dipende dall’alimentazione. Il resto è prodotto dal fegato. Demonizzare troppo i grassi non ha senso perchè si dimentica che il colesterolo “cattivo” viene prodotto quando si ha un’eccesso calorico di qualsiasi tipo, cosa più facile quindi abbuffarsi di cho se eliminiamo del tutto i grassi con i mitici cibi “light” (quelli si che bombardano con la pubblicità, e le donne lo sanno bene) dato che i grassi danno sazietà e ci evitano quindi la crisi di fame sistemata con la merendina di gomma della macchinetta automatica. Inoltre la cosa più importante è il rapporto tra colesterolo buono e cattivo che deve essere mi pare al massimo 4,5:1 o 5:1 . In diversi studi si è notato come sugli anziani con valori bassi di colesterolo ci fosse più incidenza di tumori e molte altre malattie..in sostanza il colesterolo protegge da infezioni e attacchi di vario tipo. Ultimo, l’unica cosa che fa aumentare il colesterolo “buono” è lo stile di vita attivo, non sedentario, questa è la cosa più importante, ed avere un’alimentazione ricca di omega3. Le statine sono un mito di questi ultimi anni, ma non è tutto cosi’ roseo come sembra, hanno effetti collaterali notevoli, ma si sa, tante statine, tanta fatturazione per le aziende, quindi statine per tutti..sono proprio l’ultima spiaggia e poi non sempre funzionano come si dice. Quando vedo mie amiche di 20 anni (il 30% almeno) che si lamentano per avere problemi di colesterolo troppo alto, e chiaramente quello buono basso, mi chiedo come sarà ridotta la mia generazione a 40 anni, si camperà 120 anni?ma scherziamo?

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