Jet Lag e turni di lavoro stressanti: i sintomi ed i rimedi

di Valentina Cervelli Commenta

Turni di lavoro, i viaggi intercontinentali dalla durata molto ampia con jet lag incorporato, mettono a dura prova l’organismo umano. C’è chi la definisce “sindrome da fuso orario”, quel che è certo è che parliamo di tutta una serie di disturbi stressanti per l’uomo.

I sintomi di questo particolare stato fisico, causato dall’alterazione del ritmo circadiano, sono diversi ed in alcuni casi in contrasto tra loro, fattore questo che dipende anche dalla tipologia di alterazione che viene sviluppata in base all’attività svolta: se si lavora su turnazione ovviamente il ritmo sogno-veglia verrà modificato in un modo differente da quello che potrebbe fare un singolo viaggio di dodici ore per una meta lontana. La sintomatologia più diffusa riguarda ovviamente i disturbi del sonno: abbiamo infatti sonnolenza eccessiva, insonnia, difficoltà ad addormentarsi, ma anche irritabilità, nervosismo e problemi di digestione e di tipo gastrointestinale. Non solo: indolenzimento muscolare e mancanza di concentrazione arrivano a completare un quadro di per sé già stressante.

Gli esperti continuano a sottolinearlo: per questo disturbo non esiste una cura specifica. Si può tentare di affrontare i sintomi uno alla volta. O assumere sostanze che stimolino il corretto funzionamento del ritmo circadiano come la melatonina. Ancora si può tentare di prevenire una sintomatologia eccessiva eliminando i fattori di “rischio”, come l‘assunzione di alcol e caffeina e provando a dormire un po’ di più. Oppure sperare in ciò che i ricercatori della Concordia University e quelli della McGill University hanno scoperto: un processo biologico fondamentale per noi chiamato “sintesi proteica” e che è strettamente correlato al nostro equilibro sonno/veglia. Commentano gli scienziati firmatari della ricerca pubblicata sulla rivista di settore “Neuron”:

Abbiamo identificato una proteina che ha un’azione repressiva sull’orologio interno e scoperto che rimuovendo questa proteina la funzione circadiana nel cervello era sorprendentemente migliorata.

Sarà interessante vedere come questa scoperta verrà poi applicata per essere opportunamente sfruttata da coloro costretti a turni di lavoro notturni o a viaggi massacranti.

Fonte | Neuron

Photo Credit | Thinkstock

 

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