Morte per soffocamento colpisce 50 bambini all’anno

di Paola 2

Ogni anno in Italia muoiono per soffocamento da corpo estraneo circa cinquanta bambini.
Sono i preoccupanti dati riferiti al 2007 diffusi dalla Società Italiana di Pediatria (Sip).
La cifra può sembrare non eccessiva, ma se si considera che si tratta di vite di bambini spezzate da disattenzioni facilmente evitabili le cose cambiano.
Come cambia sapere che il 27% delle morti accidentali è causato proprio dall’ingerimento di corpi estranei.

Sono oggetti come palline di gomma, caramelle, bottoni, pezzetti di cibo troppo grossi, parti di giochi ingoiate per sbaglio a provocare la maggior parte degli incidenti fatali per i bambini.


A peggiorare la situazione è la mancanza di un adeguato e tempestivo intervento, dopo l’incidente, che spesso non avviene, o arriva in ritardo, o è errato.
I momenti immediatamente successivi all’ingerimento di un corpo estraneo sono fondamentali per la salvezza del bambino, occorre infatti intervenire tempestivamente ed in modo adeguato per evitare drammatiche conseguenze ed arginare i danni.

E’assolutamente sbagliato, per fare qualche esempio tra gli errori più comuni, prendere per i piedi un bambino che sta soffocando o peggio infilargli le dita in bocca.
Queste due incompetenze nel pronto intervento, anzichè aiutare a salvare la vita dell’incidentato, accelerano la morte del bambino.

Ecco perchè occorre conoscere i principali fondamenti del pronto soccorso d’emergenza in caso di soffocamento.
A questo scopo, come riportato dall’Adnkronos:
L’associazione onlus ‘Happy Family’ è impegnata nella realizzazione di un manuale di Primo soccorso pediatrico redatto in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e la Società Italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica del Lazio, da divulgare nelle scuole della Regione e che permetterà alle maestre e ai genitori dei bambini di intervenire nel caso di ostruzione o arresto cardiorespiratorio.
Segnaliamo altresì un’interessante guida online di pronto intervento, redatta seguendo le indicazioni della “Grande Enciclopedia del Bambino” e le osservazioni di membri dell’Associazione Culturale Pediatri, pubblicata sul sito dell’Informagiovani d’Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>