Nato primo bambino dopo trapianto di utero

di Valentina Cervelli Commenta

 

E’ nato per la prima volta un bambino dopo un trapianto di utero della madre. Si tratta di un evento eccezionale mai verificatosi prima d’ora. La donna, 36 anni, ha ricevuto l’organo da una amica di famiglia lo scorso anno, in Svezia.

La nascita è avvenuta lo scorso mese. Il bimbo è nato prematuro, con un peso di circa 1,800 chili, ma sta bene e sia lui che la madre sono a casa. Il medico che si è occupato della gestazione e del parto è felice ed ancora incredulo. Non bisogna dimenticare che si tratta del primo caso al mondo di questo genere e l’intero evento, a partire dalla fecondazione fino alla nascita è stato documentato e pubblicato sulla rivista di settore The Lancet. L’identità della donna non è stata rivelata per motivi di privacy ma intervistata non ha nascosto la contentezza per il grande miracolo che ha potuto sperimentare direttamente: la nascita di una vita che sembrava impossibile riuscire a portare a compimento.

Il trapianto dell’utero ha reso possibile tutto ciò ma a breve la donna dovrà decidere se tentare una seconda gravidanza o optare per la rimozione dell’organo: i farmaci antirigetto ai quali è sottoposta in questo caso sul lungo termine potrebbero rivelarsi dannosi per la sua salute. Essi infatti, per far si che l’utero fosse funzionale ed il corpo non tentasse di rifiutarlo, hanno dovuto sopprimere il suo sistema immunitario. Dopo un anno dal trapianto i medici hanno deciso di provare l’impianto di uno degli embrioni crioconservati ed il resto è storia.

Il trapianto di utero si è reso necessario perché la donna, pur avendo ovaie funzionanti era nata senza utero: un evento che si verifica ogni 4500 donne. Dal momento dell’impianto dell’organo la giovane ha sperimentato due tentativi di rigetto, di cui uno in un punto avanzato della gravidanza. Nel corso della stessa tipologia di sperimentazione, in Svezia, vi sono altre due donne in stato interessante attualmente alla 25esima settimana. Altre due hanno dovuto subire la rimozione dell’organo trapiantato a causa del rigetto. Commenta il dott. Brannstrom:

E’ stata una sensazione irreale. Non pensavamo di riuscire a raggiungere questo traguardo. Il nostro successo si è basato su oltre 10 anni di ricerca intensiva sugli animali e di allenamento chirurgico. E il lieto evento apre alla possibilità di trattare in futuro in tutto il mondo giovani donne che soffrono di infertilità uterina.

Secondo gli scienziati ancora per molti anni questo tipo di procedura non potrà entrare a far parte della routine medica, ma di sicuro ha aperto una strada che bisognerà continuare ad esplorare.

Photo Credit | Thinkstock

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