Stato vegetativo, uomo risponde sì e no con risonanza magnetica

di Paola 2

Grazie ad una nuova tecnica di risonanza magnetica, un uomo è stato in grado di rispondere sì o no malgrado fosse in stato vegetativo da ben cinque anni. A riferirlo è il New England Journal of Medicine, che ha riportato lo studio di un’équipe dell’Università di Liegi su un paziente di 29 anni, che 5 anni fa era finito in stato vegetativo a seguito di un incidente automobilistico.

Altri ventitré pazienti sarebbero stati coinvolti nella sperimentazione della nuova tecnica, che indaga appunto sul livello di coscienza delle persone che si trovano in queste condizioni cliniche drammatiche. La tecnica che ha permesso di rilevare attività cerebrale nel paziente in questione è quella ultravanzata che utilizza le immagini da “risonanza magnetica funzionale“, l’ “Irmf“.

Nel corso dello studio all’uomo sono state poste domande semplici  che prevedevano come risposta un secco sì/no. Del genere Tuo padre si chiama Thomas?. I ricercatori di Liegi in collaborazione con i colleghi di Cambridge hanno osservato che ponendo questi semplici interrogativi nel cervello del malato si attivavano le stesse aree di risposta osservabili nelle persone sane.

Uno studio che ha subito suscitato un certo clamore per i possibili risvolti in materia di etica ed eutanasia. I pazienti in stato vegetativo quanto sono in grado di capire? E quanto soffrono? La neurologa belga Audrey Vanhaudenhuyse, che ha partecipato alla ricerca, vorrebbe proprio approfondire questo punto:

Si potrebbero interrogare i pazienti sui propri dolori.

Steven Laureys, professore all’Università di Liegi, ha aggiunto:

La tecnica dell’ Irmf potrebbe inoltre permettere ai pazienti di esprimere i propri sentimenti e di rispondere da soli a domande difficili come quelle sull’eutanasia.

Nell’attesa che si conoscano ulteriori dettagli sullo stato effettivo di coscienza dei pazienti in stato vegetativo da anni, quello dell’eutanasia e della sospensione dei trattamenti resta per il momento un difficile nodo da sciogliere, sospeso tra bioetica e pietà umana.

[Fonte: Ansa Scienza e Medicina]

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