Stress: si studia quello per andare su Marte

di Cinzia Iannaccio 2

Immaginate 5 persone chiuse in un medesimo ambiente limitato, non proprio confortevole. Non possono uscire, ed il tempo per arrivare a destinazione è ancora molto: lo stress aumenta, ed il loro organismo e la loro psiche sono tenuti rigorosamente sotto controllo.

Ma di cosa stiamo parlando? Un viaggio in macchina o autobus per raggiungere il posto di lavoro durante le ore di punta? Della nuova edizione del Grande Fratello? No, si tratta di una missione spaziale: Mars 500 iniziata già da due anni, e giunta così alla terza fase.  

6 astronauti volontari, compreso l’italo colombiano Diego Urbina, sono chiusi dal 3 giugno all’interno del simulatore russo Nek caratterizzato, proprio come una navicella spaziale, da cabine per l’equipaggio, bagno, cucina e spazio in comune.

Iniziative di questo tipo prima di una missione spaziale sono normali, ma questa ha delle particolarità: la partenza è prevista solo per il 2020 ed i 6 professionisti rimarranno confinati per ben 520 giorni. Uno dei principali obiettivi: misurare lo stress e quindi tutti gli effetti che questo ha sull’asse cervello-cuore-polmoni.

Questo sarà fatto con un’insolito mix di esami diagnostici, continui che andranno dall’elettroencefalogramma alla rilevazione dei livelli di cortisolo e dall’ecg all’analisi della scrittura.

Altra particolarità: mentre uomini e simulatore si trovano presso l’Istituto per i problemi biomedici di Mosca (Ibmp), sono i ricercatori del Centro Extreme di Pisa, composto da ricercatori dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr), della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa a procedere con le rilevazioni cliniche.

Queste serviranno non solo per perfezionare le procedure di misurazione dello stress individuale, ma anche per stabilirne le eventuali terapie non farmacologiche. Qualche dettaglio in più? L’esperimento, organizzato dall’Ente spaziale russo e dall’Esa (l’Agenzia spaziale europea) riprodurrà in tutto e per tutto la missione spaziale verso Marte: gli unici contatti con l’esterno saranno quelli via radio e compatibilmente con quanto avverrebbe nella realtà saranno ritardati di 20 minuti.

Il lungo viaggio prevede 250 giorni per l’andata e 240 per il ritorno. 3 dei 6 astronauti saranno trattenuti 30 giorni in più per simulare la discesa e la permanenza sull’angusto Pianeta Rosso tramite il modulo spaziale collegato alla navicella. L’ambiente “marziano” è giàstato riprodotto dai russi, con tutte le sue peculiarità negative e pericolose: dall’atmosfera,all’illuminazione fino alla temperatura. Previste otto sessioni di esperimenti: una all’inizio, una alla fine e sei durante il viaggio. 

Le ha illustrate spiega Remo Bedini dell’Ifc-Cnr. 

 “In particolare, i ricercatori effettueranno rilevazioni elettroencefalografiche con dispositivi portatili a 32 canali per misurare la cosiddetta Sleep Slow Oscillation (Sso), l’onda madre del sonno ad onde lente (il sonno ristoratore). Specifici test clinici saranno condotti per misurare i livelli di cortisolo, ormone correlato allo stress: dalle urine si otterrà la misura del cortisolo tonico, dalla saliva quello fasico”.

Il prof Antonio L’Abbate, professore ordinario alla Scuola Superiore Sant’Anna e direttore del Centro Extreme aggiunge:

“Sottoporremo l’equipaggio a test psicometrici per la valutazione di alcune funzioni cognitive ed emotive, anche analizzando i testi scritti durante la missione: indipendente dalla lingua, dal mezzo utilizzato per la scrittura e dal senso complessivo del testo, l’esame potrebbe confermare come la distanza temporale e la frequenza di scrittura di certe parole possa rendere una misura oggettiva dello stress senza dover ricorrere a ulteriori indagini cliniche”.

Inoltre, il Centro Extreme sta già conducendo specifiche ricerche riguardo agli antidoti allo stress che potrebbero trovare a Mosca importanti conferme. Tutto ciò potrebbe avere ripercussioni anche sulla vita quotidiana: aiuterebbe a capire meglio le reazioni allo stress di persone impegnate in attività particolari, come i pompieri, i militari o chiunque si ritrovi di continuo sotto pressione: anche i cittadini nel traffico!

[Fonte: Cnr]