Aids, il vaccino italiano sembra funzionare

di Marco Mancini 5

Si chiama “Tat“, ed è il nuovo obiettivo nella lotta all’Aids. La Tat non è altro che una proteina che favorisce l’insorgere di tutte le condizioni collegate a questa terribile malattia, prima fra tutte l’abbattimento del sistema immunitario. Una ricerca tutta italiana, effettuata presso l’Istituto Superiore di Sanità e pubblicata su Plos One, ha scoperto che il virus HIV diventa capace di resistere ai farmaci e sfuggire agli anticorpi perché “aiutato” dalla proteina Tat.

La dottoressa Barbara Ensoli che ha curato la ricerca ha così spiegato come agisce il nuovo vaccino:

Arriva dove i farmaci non arrivano. Blocca l’immunoattivazione, aumenta le cellule B, le cellule immunitarie ritrovano funzionalità, c’è insomma un ritorno verso l’equilibrio in pazienti che sono già sottoposti ad una terapia farmacologia efficace. Quando invece viene a contatto col virus, il vaccino sfrutta i rinvigoriti anticorpi, scatenando una reazione immunitaria con bersaglio Tat: in questo modo il virus diventa una macchina senza motore ed ha potenziale distruttivo limitato.

Il nuovo vaccino è stato testato su 87 persone malate di Aids, e tutte hanno registrato un miglioramento della qualità della vita. Spiega il dottor Garagi, presidente dell’ISS:

Questi risultati dimostrano che valeva la pena di esplorare le potenzialità del vaccino Tat. Il miglioramento dei parametri immunologici nei pazienti vaccinati trattati con terapia antiretrovirale rappresenta una tappa importante, e non ci fermiamo qui.

Ora l’obiettivo è quello di migliorare i sintomi per poi passare alla fase successiva, e cioè testare il vaccino su persone sane per osservare l’effetto preventivo.

I risultati dell’analisi suggeriscono che il vaccino Tat può riportare verso la normalità, in maniera mirata e selettiva, le funzioni immunitarie di pazienti con infezione da Hiv che sono trattati con terapia antiretrovirale

si legge sul comunicato Iss. Il problema al momento è sempre lo stesso: la mancanza di fondi che ha rallentato la ricerca ed ha costretto a non dare date certe sull’uscita del nuovo vaccino che potrebbe salvare milioni di vite.

[Fonti: Reuters; Newsfood]

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