Depressione, ora colpisce anche a venti anni

di Valentina Cervelli 5

 Una volta, la crisi era definita di mezza età: ora la depressione colpisce anche a vent’anni. C’è chi ironizzando la chiama la crisi del quarto di vita, e forse non si allontana troppo dal problema. Purtroppo il mondo è in continuo sviluppo, e con esso anche le ansie delle persone, che tendono oggi a manifestarsi sempre più precocemente.

I giovani ormai, appena superati i venti anni devono inziare a fare i conti con la vita e con quello che la stessa rappresenta: scelte, continue. Ed il risultato di tutto ciò ci trasforma in ansia da prestazione professionale, stress, senso di soffocamento ed infine depressione.

Il problema principale è che non vi è un solo fattore scatenante di tale malessere, sono tante piccole concause che contribuiscono a creare nei giovani le stesse ansie che una volta colpivano gli adulti intorno ai 40-50 anni. I ricercatori della Greenwich University, capitanati dal dott. Oliver Robinson hanno coniato quel simpatico nome sopra illustrato un fenomeno che purtroppo è molto più diffuso di cil che si pensa.
Spiega il luminare:

Adesso si è molto più liberi di fare dei cambiamenti all’inizio dell’età adulta rispetto a quanto succedeva in passato perché c’è una maggior fluidità nel mondo del lavoro, nel matrimonio o nelle alternative allo stesso. E questa fluidità fa sì che i grandi cambiamenti della vita siano più accettabili. Nel passato, se cambiamento doveva esserci, questo avveniva nel periodo della mezza età.

Ed aggiunge:

Oggi, invece, si va in crisi molto prima e le cause sono da individuare nella ricerca frenetica di un lavoro, nella necessità di fare soldi e avere successo in fretta e nell’ansia di voler soddisfare le aspettative dei genitori.

I giovani, secondo i ricercatori inglesi, non riuscirebbero più ad accontentarsi di una vita non facile, volendo ottenere tutto con maggiore facilità e velocità. Fattore positivo? Soffrire della crisi di un quarto di vita porterebbe a non soffrire della crisi di mezza età. E per molti, questa sembra già una conquista.

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Fonte: Corriere della Sera

Commenti (5)

  1. Depresso da troppo…difficile trovare un lavoro da lauerato, impossibile per me che sono diplomato. Leva non più obbligatoria che avrebbe risolto il problema.
    Prima precario, ora disoccupato. Faccio prima a farla finita. E’ molto più semplice.

  2. Mai cedere. Non è detto. La laurea… talvolta non basta nemmeno quella. Bisogna tener duro e tentare. Disperatamente. A ventitré anni non la si può pensare così. Te lo dice una che di anni ne ha 29, che fa i salti mortali per andare avanti. Ma che con un pizzico di buona volontà ci riesce. Coraggio!

  3. @ Ventitrenne: io ne ho avute sai quante de depressioni…….di certo è un segnale di cambiamento che va preso, decisioni importanti della vita come per esempio andare a lavorare all estero se in italia non si trova lavoro e ti assicuro che quando la paura fa novanta il lavoro lo trovi e ti adatti a tutto, poi sta a te crescere!!!!

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