Mal di divorzio: le malattie croniche colpiscono anche chi si risposa

di Marco Mancini 3

Uno degli eventi più traumatici della vita di un essere umano è senza dubbio il divorzio. Si sa infatti che la tensione pre-divorzio, ma anche lo stato di solitudine e lo stress psicofisico che ne scaturiscono dopo, portano ad alcune malattie di diverso tipo. Però è convinzione comune che chi si risposa, poi sta meglio e scampa a tutte quelle conseguenze ovvie per chi divorzia e rimane single a vita.

Purtroppo è una convinzione sbagliata. Secondo una ricerca dell’Università di Chicago sembra esattamente il contrario. Alcune malattie croniche, come ad esempio i problemi cardiaci, ma sorprendentemente anche tumori, sorgono nei divorziati il 20% in più rispetto alle persone che non si sono mai lasciate. Tra coloro che però si risposano e, all’apparenza, vivono una vita piuttosto felice, il tasso di incidenza di tali malattie non si azzera, ma diminuisce leggermente, passando dal 20 al 12%.

Ad affermarlo è lo studio americano pubblicato sul Journal of Health and Social Behaviour, il quale ha preso in considerazione 8.652 persone di età compresa tra i 51 ed i 61 anni d’età, che ha raggiunto un altro risultato sorprendente. Oltre all’alta incidenza di queste malattie tra tutti i divorziati, ha notato come non è vero che altri tipi di malattie, come ad esempio quelle psicologiche, incidono di più su coloro che rimangono single a vita, ma pare proprio che chi si sposa e rimane con lo stesso partner per tutta la vita, e chi invece decide di non sposarsi affatto, finiscono entrambi con l’avere la stessa probabilità di ammalarsi, la quale rimane sempre inferiore ai divorziati.

Secondo Christine Northan di Relate, un’agenzia di consulenza matrimoniale britannica, le soluzioni a questo problema sono due. La prima, la più ovvia, è di non “rilassarsi” dopo il matrimonio, ma combattere ogni giorno per fare in modo che il rapporto funzioni bene e possa durare, magari per sempre. L’alternativa è tentare di risposarsi con un partner che sia il più lontano possibile dalle caratteristiche del precedente. Risposare una persona che non ricorda assolutamente quella lasciata (soprattutto se si cambiano città e abitudini) può contribuire ad abbassare notevolmente il rischio di contrarre le malattie croniche, anche se l’azzeramento totale è pressocché impossibile.

[Fonte: Corriere della Sera]

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