Ema: direttamente dal Giappone una fidanzata robot per i singles

di Redazione 9

Dopo il cane virtuale, e tutto lo zoo, immagazzinato in tamagotchi tascabili, con animali virtuali che facevano la pipì e volevano giocare ed essere coccolati e accuditi, un’altra invenzione giapponese continua a far parlare sulla scia della socialità virtuale, paradosso dell’era odierna.

Stavolta si tratta addirittura di una fidanzata in metallo e circuiti (dire carne ed ossa ci sembrava poco appropriato!): una compagna robotizzata, che simula appieno la vita di coppia.


Si chiama Ema, acronimo di Eternal Maiden Actualization, e si comporta da fidanzata in tutto e per tutto, colmando le carenze d’affetto della vita solitaria dei singles nipponici.
O almeno così dicono…

Distribuisce baci, canta e balla (ma le fidanzate vere cantano e ballano solitamente? Forse in Giappone!), e distribuisce biglietti da visita, funzione questa che ci lascia perplessi e ci fa sorgere domande sul modello di donna reale che prende in esempio, una segretaria forse?
Ha un fisico da pin up: minuta ma formosa e misura 38 centimetri: probabilmente gli uomini si erano stancati di avere partner troppo ingombranti.

Si alimenta a batterie, cosa fondamentale perchè, a differenza delle donne normali, può essere disattivata!
Una tecnologia ad infrarossi consente ad Ema di entrare in modalità amore, accostandosi al viso del suo fidanzato umano e simulando la situazione di feeling emotivo propria delle liasons reali.

Prodotta dalla Sega Toys, la fidanzata robot è disponibile sul mercato giapponese da settembre al costo di 175 dollari…basterà una bambola innamorata a riempire il cuore dei singles del calore di una vera storia d’amore?
Staremo a vedere…dal momento che non c’è più tempo per i rapporti umani e per la socialità, creare dei surrogati delle relazioni reali è l’unica soluzione a cui è capace di pensare l’uomo.
Che tristezza…

Commenti (9)

  1. Si , è vero Paola . E’ triste . Ma anche il tema “Metà delle single sta bene cosi” è assai triste . Non è che siamo un pò troppo stressati oggi rispetto a qualche dozzina di anni fa ?

  2. Più che stressati la vita moderna soprattutto in Italia sembra ostacolare le giovani coppie e quindi l’amore. Sposarsi a 40-50 anni dopo una vita da single in cui si è abituati a stare da soli non è proprio il massimo. E poi oggi i singles vanno tanto di moda, sembra quasi un vanto farcela da soli e non avere bisogno di nessuno. Io invece penso che donne e uomini abbiano bisogno l’uno dell’altro, e non solo per fare sesso. L’uomo è un animale sociale, se uno o una ce la fa da solo ha seri problemi, altro che forte e ammirevole, è triste!!!

  3. Credo che l’essere un animale sociale centri poco con il discorso del “voler stare soli” . Si possono elencare tanti esempi del perchè . Non credi Paola ?

  4. A volte c’è il bisogno di stare da soli… ma non è quasi mai una scelta per la vita… piuttosto una falsa soluzione e una facile scappatoia all’incapacità di relazionarsi…

  5. Paola , non riesco a credere che in Italia si stia espandendo quest’incapacità di relazionarsi . Non si direbbe . Forse colpa di Myspace e Facebook ? Oppure per quale altro motivo ?

  6. Non credo sia dovuto ai social network che comunque servono anche a tenere in contatto persone che si conoscono realmente ma che abitano lontane… e quindi hanno un ruolo più che positivo… sempre più persone trovano l’amore on-line e si sposano anche!!! Non credo si possa generalizzare su questo tema, per alcuni myspace e facebook sono strumenti come altri per socializzare, per altri è il SOLO modo di comunicare e relazionarsi nascondendosi dietro ad uno schermo… e questo è già un po’ più preoccupante. Una distinzione tra virtuale e reale si rende necessaria ad un certo punto per evitare di avere grandi amici virtuali, un amore a sera on-line, e una casa vuota e zero amici in carne ed ossa con cui uscire il sabato sera… la mia opinione è che quando la persona che sta dietro al computer e quella che invece vive la vita reale coincidono allora è tutto nella norma, in caso contrario c’è qualcosa che non va!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>