L’autostima: bassa, alta o ipertrofica

di liulai 2

L’autostima oggi è un fattore molto importante nella vita delle persone, tant’è che non di rado si sentono corsi, seminari, gruppi sull’autostima. Come disse la scrittrice statunitense Anais Nin “noi non vediamo le cose per come sono ma per come siamo“. Ma che cosa è esattamente l’autostima? L’autostima è la percezione, mediante valutazione, che ogni individuo ha di se stesso; è la risposta alla domanda “cosa penso di me?”.

 L’importanza dell’autostima risiede nel fatto che essa non è solo una componente del nostro benessere psicologico ma funziona come una particolare lente che ingigantisce o miniaturizza le nostre risorse personali permettendoci di funzionare in modo ottimale o al contrario sfavorevole. L’autostima può suddividersi in positiva e negativa. Se ci valorizziamo la nostra autostima sarà alta altrimenti sperimenteremo quella che viene chiamata bassa autostima.

Una persona con una bassa autostima, non crederà mai di potercela fare nella vita, vivendo in un continuo stato di prostrazione di fronte agli eventi della quotidianità. Il legame tra bassa autostima e disturbi d’ansia e depressione è molto stretto e nasce quando l’individuo percependosi in un modo ma vedendosi in un altro è convinto di non poter mai riuscire ad arrivare ad essere come desidererebbe.

 Molto spesso a causa di queste continue regressioni date dalla mancanza di risultati si smette di lottare, andare avanti e si continuano a mantenere quegli standard di comportamento che non consentono di vivere bene. Al contrario una persona con una buona autostima, affronterà la vita senza eccessive preoccupazioni ed indecisioni. È importante dire che l’autostima è un fattore dinamico nella vita di una persona, è quindi un fattore che tende a modificarsi, in evoluzione o regressione, a seconda della fase di vita del soggetto.

Quindi i due poli dell’autostima possono manifestare da un lato una bassa autostima che porta la persona a non saper affrontare le relazioni e la vita più in generale, dall’altra un’eccessiva autostima che al contrario porta la persona a rapportarsi con gli altri in maniera sbagliata poiché tali persone sono convinte di fare sempre la cosa giusta e di non sbagliare mai. Queste ultime molto spesso sono orgogliose, impongono agli altri il loro pensiero (ritenendolo giusto) e non si sanno mettere “nei panni dell’altro” con conseguente allontanamento dell’altro.

Tale tipologia di autostima è detta ipertrofica ossia eccessivamente sviluppata. Ma quindi qual è una sana autostima? Una sana autostima è quella che sta nel mezzo, è quella che consente di rapportarsi all’altro in maniera equilibrata e realista. È quella propria delle persone che riconoscono si i propri punti di forza ma anche quelli di debolezza in quelle circostanze che lo richiedono. Migliorare l’autostima è possibile con tempo e tanto esercizio, non è impossibile ma necessita di sforzo e volontà.

In tale lavoro le emozioni sono perno portante per una buona costruzione dell’autostima; entrare infatti in contatto con quelle che sono le proprie emozioni distruttive e negative è di estrema importanza cosi come è considerare un abbassamento dell’autostima un importante segnale che in un certo momento di vita ci si sta perdendo di vista e si stanno perdendo di vista i propri bisogni e si stanno inseguendo i desideri degli altri.

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