Malattie professionali: una prevenzione è possibile

di Cinzia Iannaccio 1

 Le malattie professionali hanno una valenza sociale spesso trascurata. Ogni anno giungono all’Inail quasi 30.000 domande di risarcimento. Gli ultimi dati segnano un aumento dell’11% dovuto probabilmente all’emersione del fenomeno e alla maggiore sensibilità delle istituzioni competenti, più che a un peggioramento delle condizioni degli ambienti di lavoro.

Nel 2008 un decreto ministeriale ha approvato nuove tabelle inserendo patologie emergenti. Ma come fare a districarsi in normative, tabelle e malattie varie? Come mettere in sicurezza ambienti di lavoro onde evitare rischi per la salute dei lavoratori? La prevenzione è l’arma principale. Alis Srl è una società di servizi e consulenza che si occupa  di queste tematiche da molti anni, sia in ambito pubblico che privato.

I suoi professionisti sono in grado di consigliare sulla realizzazione di un sano ambiente professionale, considerando ed eliminando a priori tutti i fattori di rischio, ma possono anche monitorare e controllare gli stessi luoghi di lavoro perché, si sa, che le malattie professionali, si manifestano dopo anni di esposizione ad agenti inquinanti o comunque pericolosi.

Un’emergenza dal punto di vista della salute arriva dai lavoratori del terziario: alcuni esempi?

L’esposizione al rumore per un tempo prolungato può portare all’ipoacusia (sordità), la movimentazione manuale dei carichi a lombalgie e altri tipi di patologie, l’utilizzo di  videoterminali disturbi alla vista e danni muscolo-scheletrici, l’esposizione a sostanze chimiche a varie tipologie di malattie, in funzione del tipo di inquinante, l’esposizione ad amianto a patologie tumorali o asbestosi, l’esposizione a polveri può portare a pneumoconiosi o a malattie quali la silicosi ed altre patologie, l’esposizione a vibrazioni meccaniche (utensili da lavoro o mezzi meccanici) può comportare danni muscolo-scheletrici, le radiazioni ionizzanti (radon) a patologie tumorali, le radiazioni ottiche artificiali (saldature e laser) a danni alla vista e alla pelle.

Un consulente Alis, ad esempio sarà perfettamente in grado di suggerire schermi adeguati per i computer, ma soprattutto il giusto posizionamento delle strumentazioni in questione.

Lo stesso vale per l’illuminamento dell’ambiente: la luce, sia essa naturale, artificiale o di sicurezza, in un posto di lavoro sano deve rispettare alcune regole ben precise.

Il microclima, per ambienti moderati (attività di ufficio) o severi (cantieri, attività in celle frigo o forni) o il rischio dovuto ad una esposizione a campi elettromagnetici sono altri esempi sui quali seri professionisti possono e devono intervenire per la prevenzione.

Un capitolo importante e curioso riguarda la qualità dell’aria e fa capo ad una nuova patologia, la cosiddetta “sindrome dell’edificio malato” (Sick Building Sindrome, SBS).

Con questo termine si è soliti indicare una serie di sintomi evidenziati da più occupanti di un medesimo immobile durante la permanenza all’interno dello stesso: mal di testa, nausea, irritazione degli occhi e delle vie aeree, tosse, astenia e torpore, cessano quando il lavoratore si allontana dall’edificio.

I disturbi rilevati non sono dovuti ad un preciso agente inquinante, ma ad una serie di essi: da quelli  chimici provenienti dallo stesso ambiente (come nel caso di fabbriche o laboratori) o da quello circostante, nonché da agenti fisici (rumore, radon e campi elettromagnetici).

Alis offre consigli, indirizzi, normative, ma anche piccoli suggerimenti per un’autovalutazione del rischio ambientale nella propria fabbrica o nel proprio ufficio. La prevenzione, rimane un’arma decisiva, per patologie che si possono manifestare anche dopo anni di esposizione ad agenti nocivi.

[Fonte: Alis srl]

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