Artrite reattiva diagnosi

di Cinzia Iannaccio Commenta

Richiesta di Consulto Medico su artrite reattiva e diagnosi
Buongiorno, ho 34 anni ed ho sempre goduto di buona salute, la mia storia inizia improvvisamente 2 anni fa, quando un giorno per strada mi rendo conto di non riuscire a camminare bene, non ho equilibrio e “pendo” da un lato, non ho forza nelle gambe e mi sento collo, parte alta della schiena e anche bloccate. Penso si tratti di cervicale dato che 2 anni prima ho avuto un incidente stradale e da lì ho avuto dei piccoli fastidi di questo genere con un episodio di cervicalgia l’anno precedente, spariti poi da soli nel giro di pochi giorni. Questi sintomi vanno e vengono per alcune settimane, dopo circa 2 settimane ho uno strano virus intestinale (ma gli altri sintomi sono già presenti da prima) e comincio a fare fisioterapia. Malgrado ciò i sintomi peggiorano, soprattutto col caldo umido e a Berlino dove abito comincio la trafila dei medici, ma sono già passati alcuni mesi. ……….

artrite reattiva diagnosi

……Nel frattempo comincio a sentire più dolore, brividi col cambio del clima, astenia infinita e perenne, malessere ed ho l’impressione che il mio corpo sia diviso in 3 parti diverse scoordinate tra loro, il che mi obbliga a camminare in stile “papera”. Non ho vertigini ma una forte sensazione di instabilità, ogni tanto sento formicolio ad alcuni muscoli e tutti i sintomi peggiorano col movimento e sono così forti che non posso più svolgere le normali attività quotidiane. Gli esami del sangue sono buoni e la risonanza magnetica al collo evidenzia delle piccole protuberanze e un’inversione della fisiologica lordosi, niente che possa giustificare tali sintomi, alle anche tutto bene. Dopo circa 8 mesi inizio a notare dei miglioramenti, lenti e lievi ma presenti, cominciano dei forti mal di testa ma col tempo va pian piano meglio…quasi ciclicamente si infiammano alcune parti del corpo piuttosto che altre, ad esempio ogni tanto noto che semplici gesti come passare l’aspirapolvere rendono il cuore affaticato. Il dolore è sempre sordo tranne alcuni episodi in cui ho delle fitte molto forti, che si risolvono però nel giro di poco tempo. Quando l’infiammazione è maggiore noto fastidio per il rumore e la luce forte, ecc…Purtroppo dopo un anno mi viene erroneamente diagnosticata la borreliosi che qui va molto di moda, al che decido di tornare temporaneamente in Italia dove vengono escluse sia la borreliosi che la fibromialgia e vengo indirizzata da un reumatologo: nel frattempo è passato un anno e mezzo, quindi dagli esami non si evince niente, se non il valore ccp molto alto, gli altri sono invece tutti nella norma, non ci sono agenti infettivi. Non ci sono elementi a sufficienza -per fortuna- per ipotizzare una brutta malattia reumatica come l’artrite reumatoide, inoltre le articolazioni sono state dolenti solo per un paio di mesi alla fine del il primo anno (ginocchia e polso), senza gonfiore. Oggi, dopo 2 anni, benché ancora ammalata, mi sento molto meglio, tanta fisioterapia e ibuprofene, non sto ancora bene ma noto un lento ma continuo miglioramento: il reumatologo a cui mi sono rivolta a Milano ipotizza un’artrite reattiva focalizzata sulla muscolatura, che secondo lui dovrebbe poi guarire completamente da sola col tempo. Il problema è che la diagnosi è più un’ipotesi che una certezza e quando i sintomi si riacutizzano a causa del tempo, di uno sforzo eccessivo (sto conducendo uno stile di vita da “vecchietta” al momento), o in prossimità del ciclo mestruale ad esempio, mi chiedo se finalmente la diagnosi è giusta e se, pur non essendo stata curata potrò mai guarire e tornare ad avere la mia vita di prima…?Vi ringrazio per l’attenzione e chiedo scusa per non essere stata sintetica, ho cercato di spiegarmi bene, 2 anni sono tanti! Grazie.

 

 

Specializzazione Reumatologia
Tipo di Problema Artrite reattiva?

 

Risponde il Prof. Flavio Fantini, Docente di Reumatologia dell’Università di Milano, Primario Emerito di Reumatologia dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano.
Specialista anche in Cardiologia e Medicina Interna, per lungo tempo è stato Primario Reumatologo e Direttore del Dipartimento di Reumatologia e delle Specialità Cliniche di Supporto presso l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini nonché Ordinario di Reumatologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Reumatologia presso l’Università di Milano, mantenendo ancora oggi con queste Istituzioni rapporti di collaborazione.  Attualmente mantiene l’incarico di Consigliere nel Direttivo dell’Associazione Lombarda dei Malati Reumatici (ALOMAR).

Esercita in Milano l’attività libero-professionale. Per contatti diretti o appuntamenti visitate il blog personale che il Prof. Fantini gestisce www.ilreumatologorisponde.com .

 

Gentile Signora, l’artrite reattiva è la conseguenza di determinate infezioni in soggetti costituzionalmente predisposti. La predisposizione è in molti casi, ma non tutti, associata alla presenza dell’antigene di istocompatibilità HLA-B27, che può essere testato sul sangue. Le più frequenti infezioni che scatenano l’artrite sono infezioni delle vie genito-urinarie sostenute da clamidia e micoplasmi (ricercabili con il tampone vaginale) e quelle intestinali sostenute da salmonelle, shigelle, yersinia e campylobacter (ricercabili con la coprocultura). In fase attiva l’artrite determina elevazione della VES e della Proteina C reattiva. Nelle forme in via di risoluzione tutte queste indagini possono risultare negative, tranne ovviamente la presenza dell’antigene HLA-B27, che è costituzionale.

Cordiali saluti.
Prof. Flavio Fantini

 

 

 

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