RIFADIN Sanofi-Aventis (Rifampicina)

RIFADIN, Sanofi-Aventis

CATEGORIA: Farmaci antimicrobici intestinali.

FORMA FARMACEUTICA: Capsule, confetti, fialoidi per fleboclisi, sciroppo.

PRINCIPI ATTIVI: Rifampicina

INDICAZIONI: Indicato nel trattamento delle infezioni causate  da microrganismi sensibili alla rifampicina e in particolare da micobatterio tubercolare e da altri micobatteri. Rifadin è indicato nelle infezioni da micobatteried in questo caso è tassativo l’uso in combinazione con altri antibiotici o chemioterapici specifici. Nelle infezioni non tubercolari, si consiglia l’associazione di un altro antibiotico attivo, per evitare eventuali insorgenze di resistenza.
La sensibilità dei germi patogeni, o la loro possibile resistenza primaria o acquisita, dovrebbe essere determinata per mezzo di un antibiogramma, analogamente a quanto è previsto in generale per un corretto uso degli antibiotici. Nel caso in cui l’infezione non dovesse rispondesse entro un ragionevole periodo di tempo, il trattamento dovrà essere cambiato, e nell’eventualità di una ricaduta si sconsiglia la somministrazione di rifampicina senza aver effettuato esami batteriologici preliminari. La formulazione del Rifadin per fleboclisi è  consigliata quando per  situazioni  cliniche (interventi chirurgici, alterato assorbimento gastroenterico, ecc.) o condizioni di tollerabilità gastrica del paziente non permettono o non consigliano la somministrazione dell’antibiotico per via orale.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI: Ipersensiblita’ al principio attivo, alle rifamicine o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Rifadin non deve essere utilizzato anche in casi di ittero. La somministrazione del prodotto deve essere contenuta in periodi limitati di tempo e, tutte le volte che risulti possibile, deve essere effettuata a bassi dosaggi e con somministrazione alternata ad altri sussidi terapeutici.  In caso di assunzione prolungata il prodotto può essere assorbito in piccola parte e viene eliminato con le urine che assumono una colorazione rosa/rosso. Gli effetti secondari più comuni si manifestano a carico del tratto gastronintestinale, come costipazione, dolore addominale, distensione addominale, diarrea, flatulenza, nausea, tenesmo rettale, urgenza di evacuazione, vomito. Inoltre possono verificarsi cefalee, capogiri, sonnolenza, astenia, vertigini, diminuzione del potere di concentrazione, disturbi alla vista, debolezza muscolare, dolori alle estremità. In gravidanza ed allattamento il prodotto va somministrato solo in caso di effettiva necessità.

NOTE: La Rifampicina, o rifampina, come viene chiamata negli Stati Uniti, è un composto semi-sintetico scoperto nel 1959 nei laboratori Lepetit a Milano da un gruppo di ricercatori italiani guidati dal Prof. Piero Sensi (1920-) analizzando dei batteri presenti in un terreno proveniente dalla Costa Azzurra. Qualche anno dopo, nel 1967, la Rifampicina è stata impiegata in associazione ad altri principi per la curadella tubercolosi e della meningite inattiva. Non è impiegata come monoterapia perchè la resistenza alla rifampicina si sviluppa velocemente durante il trattamento. Una particolarità è rappresentata dalla distribuzione del farmaco che  è elevata in tutto l’organismo, e raggiunge concentrazioni effettive in molti organi e fluidi corporei determinando una particolare colorazione rosso-arancio in saliva, lacrime, sudore, urina e feci.

Altri farmaci simili: Bimixin, Rifacol, Imodium, Normix

[Fonti principali: AAVV, StudioMedicoTorrino.com; AAVV, FarmaciaDiMuria.it; AAVV, Dica33.it]

*Per ulteriori informazioni leggere il foglietto illustrativo. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.