Antiossidanti, un rischio per la fertilità femminile?

di Paola Commenta

 Antiossidanti: sono sempre più venduti in tutto il mondo, aggiunti ai prodotti alimentari, alle bevande, alle creme per il viso e se ne fa un gran parlare spesso esclusivamente in chiave benefici per la salute. Ma davvero sono tutti effetti positivi quelli che luccicano?
Se l’è chiesto il professor Nava Denkel in un recente studio pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica PNAS, scoprendo un possibile effetto collaterale ovvero il loro legame con i problemi di fertilità nel sesso femminile.

Gli antiossidanti più comuni sono le vitamine C ed E che eliminano le molecole chiamate radicali liberi prodotte naturalmente dal nostro corpo. Lo stress può aumentare la produzione di radicali liberi e danneggiare le cellule indiscriminatamente. Neutralizzando le sostanze potenzialmente nocive, gli antiossidanti possono, teoricamente, migliorare la salute e rallentare il processo di invecchiamento.

Ma quando Dekel e il suo team di ricerca hanno applicato degli antiossidanti alle ovaie di topi di sesso femminile, i risultati sono stati sorprendenti: i livelli di ovulazione sono scesi precipitosamente. Pochi ovuli rilasciati dai follicoli ovarici hanno raggiunto il sito della fecondazione, in confronto a quelli delle ovaie non trattate.

Per capire cosa si nasconde dietro questi risultati, l’équipe di ricerca ha ipotizzato che il processo di ovulazione si affidi proprio a quelle sostanze potenzialmente pericolose per l’organismo che vengono distrutte dagli antiossidanti.

Ulteriori test sui topi hanno dimostrato che è proprio così: il perossido di idrogeno mima l’effetto della luteina, un ormone che induce all’ovulazione.
I risultati dello studio sono interessanti sia per cercare di risolvere le difficoltà di concepimento sia per creare anticoncezionali meno invasivi.

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[Fonte: “Reactive oxygen species are indispensable in ovulation”, Proceedings of the National Academy of Sciences]

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