Rapporti sessuali in menopausa, lactobacilli utili per dolore?

di Valentina Cervelli Commenta

Durante la menopausa si può soffrire di diversi disturbi: tra di essi vi è anche quello dei dolori durante i rapporti sessuali, conosciuto scientificamente come vulvovaginite atrofica. I lactobacilli possono essere uno strumento terapeutico?

Di lui si parla poco, soprattutto se confrontato con le classiche vampate che caratterizzano questo periodo della vita femminile. Partiamo da un presupposto:anche in menopausa la donna ha il diritto di avere una vita e dei rapporti sessuali soddisfacenti. E spieghiamo cosa sia nello specifico la vulvovaginite atrofica. Questa patologia porta le pareti vaginali ad assottigliarsi ed a divenire più fragili,causando una perdita di elasticità della vagina, una maggiore secchezza ed alla maggiore possibilità di sviluppare delle infiammazioni in loco a causa della minore presenza di estrogeni relativa fisiologicamente alla menopausa.

Come risolvere il problema? Ci hanno pensato i ricercatori dell’Università Johns Hopkins e dall’Università del Maryland, pubblicati sulla rivista di settore Menopause, per i quali potrebbe bastare modificare,in modo naturale, la flora batterica vaginale per combattere tutti questi disturbi. Una delle cause del dolore nei rapporti sessuali in menopausa potrebbe dipendere proprio dalle modifiche delle “colture” batteriche vaginali.
Fisiologicamente nella flora batterica vaginale sono presenti molti batteri lattici: vi sono alla nascita e poi spariscono per tornare quando la donna si trova in età fertile. Il più importante è il Lactobacillus acidophilus (lo stesso dello yogurt, N.d..R) che eliminando il glicogeno produce l’acido lattico garantendo il giusto pH all’organo sessuale femminile. Una protezione che con la menopausa diminuisce. E per quanto a livello tecnico l’uso di lubrificanti possa ovviare al problema, così non si cura la vulvovaginite che permane con tutti i suoi sintomi. Quel che è certo, è che gli scienziati abbiano stabilito come gli estrogeni locali a basso dosaggio non possano essere utilizzati, soprattutto in quelle donne che hanno combattuto contro un cancro e sono sopravvissute.

Per comprendere quale soluzione potesse essere considerata la migliore i ricercatori hanno preso in considerazione un campione di 87 donne di età compresa tra i 35 ed i 60 anni per valutare le differenze nella flora batterica e capire come approcciare il problema. Come anticipato, la miscela vaginale batterica è apparsa molto differente a seconda dell’età delle partecipanti. Ma contrariamente a quello che si pensava utilizzare prodotti già pronti a base di lactobacilli è risultato addirittura deleterio. Secondo gli scienziati la soluzione miglior per ora sarebbe quello di “inserire” in loco un ceppo di batteri personalizzati. E’ palese che bisognerà attendere per ottenere una soluzione reale.

Fonte | Menopause

Photo Credit | Thinkstock

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