Suicidio assistito, la scelta di Brittany (VIDEO)

di Valentina Cervelli 0

Il suicidio assistito può essere una scelta di vita.E’ sicuramente quella di una donna alla quale rimangono pochi mesi di vita a causa di un tumore al cervello. Questa è la storia di Brittany per la quale il fatto che vi siano degli stati come l’Oregon, in America, dove la dolce morte è possibile si è rivelato essere una benedizione.

La giovane, appena 29 anni, aveva una vita davanti. Fino a quando qualche mese fa, dopo poco essersi sposata, in seguito ad una serie di mal di testa lancinanti decide di farsi visitare da un medico. La diagnosi è di quelle colpiscono al cuore: astrocitoma di secondo grado, che di norma lascia alla persona una prognosi che va dai 2 ai 10 anni di vita. Nel corso della successiva visita, il tumore al cervello di grado severo si scopre essere in realtà un glioblastoma multiforme, la peggiore forma cancerosa che possa colpire l’encefalo, lasciando la donna senza speranza di guarigione e con una aspettativa di vita di appena 6 mesi. Una condanna a morte peggiore della precedente.

E’ in quel momento, pensando ai mesi dolorosi che l’aspettano ed alla sofferenza del marito che la donna e di conseguenza la coppia prende in considerazione il suicidio assistito: ovvero la possibilità di Brittany di poter decidere quando e come andarsene. Al momento nel quale vi stiamo scrivendo mancano circa 24 giorni al decesso programmato dalla giovane. Per poter usufruire della possibilità della dolce morte la giovane si è trasferita con la famiglia in Oregon ed ha speso gli ultimi mesi della sua vita facendo tutto quello che avrebbe voluto fare in una vita intera: visitare alcuni luoghi naturali incredibili, scalare una parete rocciosa, passare del tempo di qualità con i propri cari.

Brittany insiste sul concentrarsi su cosa è davvero importante, sul lasciar perdere le cose che non hanno valore nella vita di una persona, perché il tempo che possiamo avere a disposizione può rivelarsi molto breve. Alla giovane, dopo essere stata considerata idonea alla procedura, sono stati passati dei farmaci specifici che prenderà sul suo letto, accanto al marito e la madre, che la aiuteranno ad addormentarsi per sempre.

Suicidio assistito, una riflessione

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