Farmaci da banco: ecco quali mettere in valigia

di Salvina 2

Siete in partenza per le tanto agognate ferie d’Agosto? Allora non dimenticate di mettere in valigia qualche farmaco nel caso dovessero insorgere lievi problemi di salute che rischiano di rovinare le vostre giornate di meritato relax. Naturalmente facciamo riferimento a piccoli disturbi per i quali è possibile fare ricorso all’automedicazione attraverso i cosiddetti farmaci da banco, quelli cioè per i quali non è necessaria la prescrizione del medico, contrassegnati da un apposito bollino.

Ma vediamo quali sono i farmaci da automedicazione che è più opportuno mettere in valigia per fronteggiare ogni imprevisto:

Anzitutto non dimenticate gli antistaminici per le punture d’insetto e i sintomi di eventuali reazioni allergiche, gli antidolorifici e gli antipiretici utili in caso di episodi febbrili;

In vacanza può tornare utile anche portare con sè composti di alluminio e magnesio, citrati di sodio e acido citrico cui fare ricorso in caso di acidità gastrica, ma anche del semplice bicarbonato di sodio andrà benissimo;

Nel malaugurato caso vi assalga il mal di denti possono invece esservi di grande aiuto anestetici locali a base di benzocaina, amilocaina, lidocaina, o procaina;

Infine, non dimenticate, soprattutto se viaggiate con i bambini, di mettere in valigia del disinfettante per le piccole ferite e, se l’ambiente è provvisto di condizionatori, un antisettico del cavo orale per alleviare fastidiosi mal di gola.

Naturalmente tenete ben presente che seppure non necessitino di prescrizione medica i farmaci da banco sono pur sempre medicinali e vanno assunti solo se strettamente necessario e con molta cautela per disturbi di salute comuni e facilmente riconoscibili. Leggete quindi con molta attenzione il foglio illustrativo dove troverete indicazioni, controindicazioni ed effetti collaterali e rivolgetevi prontamente ad  un medico nel caso il disturbo dovesse protrarsi.

Allo stesso modo chiedete consiglio al medico o al farmacista in caso di dubbi o perplessità circa l’opportunità di assumere un determinato farmaco in condizioni particolari (interazioni con altri farmaci, gravidanza ecc.)

Commenti (2)

  1. Per commercializzare un farmaco da banco il titolare deve ottenere l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Questo medicinale può essere prescritto dal medico per portarlo in detrazione del 19% allegando lo scontrino fiscale. Il farmaco da banco può essere oggetto di pubblicità presso il pubblico.
    Alla tv noto un proliferare di prodotti dichiarati “dispositivi medici”, sciroppi per la tosse, tavolette, gel e spray per il mal di gola, antiacidi per il bruciore e mal di stomaco, ecc. (che dovrebbero agire solo o prevalentemente per effetto meccanico/barriera). E questi godono degli stessi benefici dei farmaci da banco: detrazione, pubblicità, ecc. Il produttore può commercializzare col marchio CE i dispositivi medici di classe I con un’autocertificazione, scansando anche le relative verifiche dell’AIFA sulla correttezza delle modalità di produzione.
    Come consumatore questo stratagemma non mi piace per niente.

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