Ormoni maschili, nelle donne influenzano anche la scelta del lavoro

di Valentina Cervelli 2

 Parliamo di donne. E di ormoni.  A quanto pare quando si dice ad una donna che sia una persona ormonale…non ci si discosta troppo dalla realtà visto che uno studio recentemente condotto dalla Penn State University sostiene che la scelta del lavoro della compagine femminile sarebbe indicata niente di meno che dagli ormoni sessuali maschili (gli androgeni) presenti nell’organismo. Al variare della loro quantità varierebbe, secondo la ricerca, anche la tipologia di carriera scelta.

Questo particolare dato  è emerso grazie ad una ricerca effettuata per comprendere in quale modo le persone (senza distinzione di sesso) si differenziassero in base alle scelte effettuate ed all’attenzione verso diverse professioni.

Per capire come funzionasse il meccanismo sono state studiate le scelte intraprese nei diversi campi di interesse e su ben 64 tipologie di carriera differenti. Gli scienziati, va sottolineato, si sono concentrati principalmente nel capire quanto potesse influenzare una qualsiasi scelta la presenza della iperplasia adenale congenita, una particolare condizione genetica presente in alcuni individui. Manifestazione che ha dato modo di restringere e contestualizzare in maniera adeguata il campione da considerare.

Come gruppo di controllo sono stati “utilizzati” i loro parenti che al contrario non la presentavano. Il disturbo sopra descritto, conosciuto con l’acronimo di CAH, deriva da una maggiore esposizione agli ormoni androgeni nel grembo materno. La particolarità riscontrata è stata proprio quella che le donne sottoposte ad una maggiore influenza di ormoni maschili in utero pensavano effettivamente come un uomo a livello di scelta lavorativa.

Spiega la coordinatrice dello studio, la dott.ssa Adriene Beltz M. coautrice dello studio insieme a alla prof. Sheri A. Berenbaum:

I nostri risultati forniscono un forte sostegno per le influenze ormonali sugli interessi nelle occupazioni  e caratterizzate dal lavorare con le “cose” piuttosto che con le persone.

E se le donne sono apparse così influenzabili, ciò non è stato valido anche per gli uomini. Nel loro caso non è stato riscontrato nessun influsso particolare da parte del disturbo ormonale.

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Fonte: La Stampa

 

 

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