Radiografie: i raggi X compiono 115 anni salvando la vita ai bambini

di Cinzia Iannaccio 1

Una curiosa radiografia: non un fotomontaggio, ma l’esempio del successo dei raggi X che oggi hanno festeggiato il 115° compleanno. In oltre un secolo di storia della medicina le radiazioni scoperte da Conrad Rontgen nel 1895 hanno trovato innumerevoli applicazioni. Specie in campo pediatrico, viene da dire osservando questa radiografia che ci ha fornito l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma: un bimbo piuttosto vivace e curioso è riuscito ad ingoiare addirittura una lampadina!

Ma questo è solo un esempio di ciò che i medici di un qualunque pronto soccorso pediatrico si possono trovare di fronte effettuando una radiografia! Nel nosocomio romano tornato alle normali attività dopo l’incendio dei giorni scorsi, c’è una bacheca con tutti questi preziosi e pericolosi cimeli.

 Ecco allora anche un amo da pesca dalle notevoli dimensioni, (ben 5 cm!)come si evince da quest’altra radiografia. I raggi X sono importanti nell’individuazione di corpi estranei, ma anche per l’ausilio che offrono nella loro rimozione attraverso la procedura in endoscopia. La storia delle “lastre” non si ferma qui: il futuro è ancora roseo per questa tecnica che non è più solo diagnostica. Anche presso il Bambino Gesù è stata di recente attivata un’unità operativa di radiologia interventistica, ovvero di quel settore della radiologia che interviene in forma terapeutica utilizzando per l’appunto la Radiografia, la Tac o la Radioscopia: una metodica importante anche per la cura di malformazioni vascolari e quale supporto in caso di trapianti.

E’ ovvio comunque che le radiografie rimangono fondamentali nella diagnosi di alcune patologie delle ossa e tipiche dell’adulto: possono chiaramente individuare un’artrosi, una frattura da trauma o da osteoporosi, o scoprire un sospetto cancro ai polmoni.

 Ma tornando ai corpi estranei ingeriti dai bambini, che ne pensate di questa spilla da balia aperta nello stomaco? Agghiacciante, da film horror: eppure un caso molto frequente e spesso asintomatico. I genitori molte volte arrivano al pronto soccorso pediatrico solo col sospetto di un’ingestione, perché magari non vedono più in giro la spilla lasciata incautamente a portata di “manina del cucciolo di casa”! Nel 80-90% dei casi, gli oggettini ingoiati fuoriescono con le feci, ma strumenti come questo o come le batterie, possono provocare serie complicanze se non asportati per tempo. Quali gli altri oggetti preferiti? Monete, bilie, macchinine, ossa di pollo e similari che possono anche provocare soffocamento.  Le radiografie hanno salvato la vita a molti bambini.

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