Medici, in Italia emergenza formativa pone rischio corsie deserte tra quindici anni

di Paola Commenta

Si è parlato del futuro della professione medica, nel corso della due giorni organizzata per il 2 il 3 dicembre dalla FNOMCeO, la Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri. Il convegno, dal titolo La qualità professionale per la qualità delle cure, si è svolto nell’ambito della II Conferenza nazionale della Professione medica, con location a Roma al Salone delle Fontane, in via Ciro il Grande 10 (Eur).

L’allarme, lanciato dai professionisti del settore, riguarda quella che viene definita una vera e propria emergenza formativa che rischia di lasciare le corsie degli ospedali italiani vuote nei prossimi 15 anni. Sarebbero infatti centoquindicimila i medici, oggi di età compresa tra i 51 e i 59 anni, che chiederanno il pensionamento nei prossimi dieci-quindici anni. Si tratta di ben il 38% di tutta la popolazione medica attiva, quota così ulteriormente suddivisa che comprende:

il 48% dei medici che lavorano nei Servizi Sanitari Regionali e nelle Università, il 62% dei Medici di Medicina Generale, il 58% dei Pediatri di Libera Scelta, il 55% degli Specialisti Convenzionati interni.

Bisogna formare una nuova classe medica al più presto, contando su una formazione di qualità nelle Facoltà di Medicina, per far in modo che si arresti la brutta china che sta prendendo il settore: oggi, infatti, ci sono meno laureati in medicina e più medici pensionati.
Il presidente della FNOMCeO, Amedeo Bianco, spiega in un comunicato stampa che la categoria sta mettendo al centro delle priorità formative

il tema della qualità professionale nella prospettiva di rafforzare un fondamento critico per la sostenibilità del nostro sistema di cure e quindi di quei preziosi valori di equità, solidarietà, universalismo dei destinatari di cui, oggi, è insostituibile espressione materiale.

La moderna formazione di un medico è quindi una complessa “costruzione” educativa, culturale, tecnico-scientifica, che ha ampi risvolti civili e sociali e rispetto alla quale occorre condividere le responsabilità, le esperienze, le intelligenze e le competenze di tutti i soggetti, vecchi e nuovi, con il fine ultimo di tutelare la centralità dei diritti del cittadino sano e malato.

Per perseguire questi obiettivi, parte il Progetto per la qualità professionale del medico, che mira ad integrare alla formazione universitaria una formazione continua post laurea.

[Fonte: FNOMCeO]

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