Papa: “Aids, i preservativi non servono”. Ah no?

di Paola 12

Il Papa è appena sbarcato in Africa, ma ancora prima di mettere piede sul territorio camerunense, già ha fatto capire in che direzione andrà la sua visita. Lotta all’Aids, lotta alla povertà, tentativo di smuovere le coscienze Occidentali per una maggiore solidarietà verso il popolo africano.

Peccato però che capiti spesso che il Papa esca un pò dal “seminato” (è il caso di dirlo), e tratti anche argomenti di cui non ha competenza. Ovviamente ci riferiamo al preservativo. La frase del Pontefice:

Non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi

ha subito scatenato le polemiche del mondo medico e civile, tanto da sovrastare le tante altre frasi positive che ha detto. Come possa una personalità così importante rovinare un intero discorso e forse un intero viaggio con una sola frase, resta un mistero. Certo è che quelle poche parole andrebbero analizzate una per una ed inevitabilmente contestate.

Per combattere l’Aids, probabilmente la piaga più terribile della terra africana, bisogna garantire, secondo Benedetto XVI, le cure gratuite a tutti. Difficile da attuare, ma comprensibile. Su questo il Papa ci trova d’accordo, ma forse questa affermazione fa capire che non è tanto informato sull’argomento. Il problema delle cure non è tanto che sono costose, ma semplicemente che non esistono. Finora infatti, anche un uomo straricco, se dovesse contrarre l’Aids, non potrà di certo guarire, ma il massimo che può fare è rallentare il decorso della malattia e migliorare la qualità della vita.

L’unico metodo per evitare il dilagare di questa malattia è utilizzare il preservativo. Lo dicono i medici da 30 anni, da quando cioè l’Aids è stata studiata a fondo. E’ una malattia che nella maggior parte dei casi si trasmette per via sessuale. Ciò avviene perché le donne, per poter mangiare, finiscono con il prostituirsi, perché senza mangiare si muore in pochi giorni, di Aids si muore in vent’anni. Per questo si sceglie sempre il male minore. Se tutte le donne africane avessero a disposizione i preservativi, la diffusione crollerebbe di colpo.

Ma questi contraccettivi servirebbero anche ai giovani che hanno rapporti sessuali con più partner, ed in generale anche in Occidente, dato che il virus Hiv esiste anche qui da noi. Ovviamente non si limiterebbe in totale la diffusione del virus, il quale può passare da un essere umano ad un altro in tanti modi, ma evitare la trasmissione sessuale fermerebbe il 90% della diffusione.

Il Papa poi ha voluto aggiungere una frase piuttosto oscura. Dice: “anzi, aumentano i problemi”. E cioè? Quale sarebbe il problema che un preservativo può creare? Qui la domanda che bisognerebbe farsi è un’altra. Viste le tanti affermazioni infelici fatte in questi giorni, ma anche in passato, sull’argomento, verrebbe da chiedersi: ma il Papa un preservativo sa almeno com’è fatto?

Commenti (12)

  1. bel modo di fare informazione: prendere un titolo e scrivere un commento
    il Papa ha detto un’altra cosa: un’ottima via x prevenire è l’astinenza o il sesso “consapevole”, con partner conosciuti.
    se poi mi dite che la prostituzione è molto praticata sono d’accordo, ma il problema dov’è? vuoi usare il preservativo? il Papa ti condanna ma tu sei libero di fottertene come fai con altre 100mila cose che dice. Certo che pretendere che la chiesa ti veda fornicare in allegria e libertà e pure ti applauda è un po’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca

  2. Ciclone, il tuo intervento non sta né in cielo né in terra…
    Il problema in Africa è molto più serio che altrove non solo per la povertà imperante, ma anche per l’ignoranza generale della popolazione.

    Non hanno nemmeno da mangiare, pensi che possano disporre di Tv o Internet per aggiornarsi su simili argomenti?
    E’ invece gravissimo che un’ Istituzione con la cassa di risonanza della Chiesa arrivi a dichiarazioni così fallaci. Nessuno mi potrà mai far cambiare idea sul fatto che la religione (qualsiasi religione) sia un’autentica rovina per l’umanità.

  3. carissimo Andrea
    forse ignori che anche quando vai allo stadio a tifare per la tua squadra ti stai “abbandonando” ad una religione: non è possibile vivere senza credere in qualcosa, fosse anche Babbo Natale.
    Quanto all’ignoranza, non è detto che chi ha accesso ad internet sia x forza più intelligente: è solo più fortunato
    Ultimo punto: è ben più grave che chi ha la cassa di risonanza, leggasi i giornali, scriva strumentalizzando solo x vendere una copia in più

  4. Caro Ciclone,

    concordo quando dici che avere a disposizione i mezzi di informazione non equivalga all’intelligenza dura e pura. Penso, però, che porti consapevolezza, e in tanti casi può risultare fondamentale.

    Il problema della stampa, invece, è un’altra sciagura a cui difficilmente si arriverà ad una soluzione in tempi brevi. La speranza è sempre nel World Wild Web, in cui fortunatamente esistono forme di informazione libera e gratuita a portata di click.

    Ps. E’ un piacere discutere con persone come te: ti invito ad intervenire anche sul mio blog 🙂

  5. scusami ciclone, ma ti devo invitare ad informarti. Le parole del Papa sono state proprio quelle del titolo, almeno durante il viaggio in Africa.
    Quelle che tu hai riportato sono quelle dette ai giovani europei, che avendo tutt’altri tipi di problemi, possono permettersi di avere una visione del mondo diversa da quella delle popolazioni africane. Ti invito a leggere tutte le agenzie del mondo, il Papa ha detto:
    “i preservativi non servono a risolvere il problema”.

  6. Caro Marco,
    scusami ma una cosa che proprio non sopporto è l’ignoranza, specie se ostentata:
    conta di più un filmato (che io ho visto al TG5, e ascoltato con le mie orecchie) dell’intervento del Papa sull’aereo o quello che dicono le agenzie? Qui mi sembra proprio che non si voglia capire come stanno le cose…
    E’ vero che il Papa ha detto “Non risolvono il problema”, ma il discorso era più articolato e aggiungeva pure (cosa che nelle tue amate agenzie non ho letto) “La vera risposta all’AIDS è un cambiamento nei costumi sessuali”. Capisco sia un traguardo ambizioso ed esigente, ed anche che non possa essere una risposta immediata, ma ribadisco che ognuno è libero di scegliere se assecondare le parole del Papa o, come dicevo ad Andrea, fottersene

  7. Caro Ciclone,
    rispetto le tue opinioni ma non ne condivido alcuni punti. Ad esempio, come puoi parlare di fraintendimento delle parole del Papa quando persino i governi europei (vedi Francia, Germania) si sono subito mossi per ribattere al Vaticano che il preservativo è in Africa l’unica soluzione possibile contro l’Aids? Hanno frainteso anche loro? Cambiare i costumi sessuali, certo. Ma in un Paese in cui si struprano decine di donne ogni minuto, dilaniato da guerre intestine, predoni, povertà, promiscuità, non era affatto sensato cavarsela con un ” cambiate i costumi sessuali”, come se fosse facile ed immediato… certe situazioni sono molto più complesse e l’ignoranza, credimi, è proprio in un Papa che parla di sesso e di argomenti come la malattie a trasmissione sessuale di cui certo si intendono di più i medici e la scienza, non chi professa la castità e certe cose le ha lette solo sui libri. Credo che la Chiesa dovrebbe tornare a pensare all’anima e meno alla politica e alla medicina. In fondo è quello che vuole la gente, no? Peccare ed essere prontamente perdonati da un Dio buono. E’ religione o ipocrisia, mi chiedo?

  8. Abbiamo dati che fanno anche solo lontanamente pensare che i preservativi abbassino l’incidenza dell’AIDS?

    Quante campagne di fornitura di goldoni sono state fatte, e quante hanno realmente inciso sulla salute pubblica?

    Se da 30 anni si usano preservativi a destra e a manca, perché esiste ancora oggi l’AIDS?

    L’AIDS non si può sconfiggere con il preservativo! dare i preservativi ai poveri significa incoraggiare i rapporti sessuali! spiegare loro come si prende l’AIDS e quindi dir loro di tenere il pistolino in saccoccia è l’UNICO modo per sconfiggere l’AIDS.

    Per questo il preservativo non solo non è la soluzione, ma è IL problema.

  9. mi spiace daddy, ma ti stai sbagliando. I dati sull’abbassamento dell’aids grazie al preservativo esistono eccome. L’esempio è lampante: tra gli anni ’80 e ’90 c’è stata la diffusione enorme della malattia in quanto non si conosceva il motivo di trasmissione. Da quando si è capito che usando il preservativo questa non c’era più, i dati sono crollati.

    se poi mi chiedi perché la malattia non è scomparsa, le risposte sono tante: primo perché una epidemia che era presente fino a poco più 10 anni fa non si può abbattere in poco tempo, dato che con l’aids si vive anche 20-25 anni e di certo non si possono abbattere gli ammalati:
    secondo, c’è ancora tanta gente che fa sesso senza il preservativo;
    terzo, i metodi di trasmissione della malattia non sono solo sessuali, ma basta anche che una mamma malata allatti il proprio figlio, e questo si becca l’aids appena nato. Se vuoi posso andare avanti ancora a lungo.

    Rispondo a ciclone, sperando di chiudere qui la polemica: per agenzie intendevo anche la televisione, il tuo amato tg5 e tutti gli altri telegiornali. Le parole del Papa sono inequivocabili, tant’è che come me la pensano anche l’associazione dei medici, l’unione europea, il governo francese, tedesco e spagnolo. Purtroppo i fans del Papa fanno finta di non sentire e negano l’evidenza. Peccato, perdono un’occasione per dimostrare che hanno libero senso critico e libertà di coscienza. Essere cattolici non significa credere a tutto ciò che dice il Papa e dargli sempre ragione, anche lui è un uomo, e come tale può sbagliare.

  10. @ Paola Pagliaro:
    Ma la conoscete la differenza tra il detto e il riferito? Avete mai giocato al telefono senza fili? Io vi assicuro che ho sentito (e non visto un’agenzia), e il Papa non ha detto solo quello che voi riportate!
    Però, Paola, dici una cosa giusta: la Chiesa dovrebbe tornare a pensare all’anima. E dire, non agli africani che certamente non erano il bersaglio, ma agli europei ed agli americani che il sesso “tanto per” è una sciocchezza non è pensare all’anima? Allora diamola via così, per sport. Però poi non pensiamo – per cortesia – che la nostra anima sia pulita, e la coscienza a posto. E questo lo dico non rispetto a Dio, ma rispetto a noi stessi. Scopare x divertimento ti sembra normale e rispettoso?

  11. @ Marco Mancini:
    Caro amico Marco
    spiegami un po’: libertà di coscienza sarebbe dire che la penso come te? All’anima della libertà e del senso critico, complimenti!

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