Allergie in aumento con frutta ed acari di settembre

di Paola Commenta

Se pensate che la stagione peggiore per chi soffre di allergie sia la Primavera, beh, avete pienamente ragione. Tuttavia in questo inizio settembre si nascondono molte insidie che è bene non sottovalutare. Dove? Ovunque, dagli acari della polvere alle piante, dagli insetti agli alimenti

A mettere in guardia contro i fattori scatenanti reazioni allergiche tipici della stagione autunnale è il direttore del servizio di Allergologia del policlinico Gemelli di Roma, Domenico Schiavino che spiega, nello specifico, da cosa proteggersi al rientro dalle vacanze.
Per quanto riguarda le piante, malgrado in questo periodo non ci siano le graminacee a fiorire, con quanto ne consegue per gli allergici, ci sono le composite, piante selvatiche che è facile trovare in molti prati e che scatenano problemi respiratori nei soggetti predisposti.

Inoltre

a giugno inizia la fioritura dell’assenzio selvatico e dell’ambrosia, fino a 15 anni fa sconosciuti sul nostro territorio e arrivati con le derrate alimentari provenienti dagli Usa nelle zone limitrofe agli aeroporti, come Linate, Malpensa e Fiumicino, dove hanno creato delle isole di sensibilizzazione per i pazienti.

Rischio asma e rinite allergica alto anche a causa della parietaria, polline che pure si riattiva in questo periodo, presente soprattutto sui muri vecchi.

Lasciamo le piante per preoccuparci degli acari della polvere che, a quanto pare, si riproducono maggiormente proprio a settembre, per via delle temperature a loro propizie, comprese tra i 16°-24° ed un’umidità superiore al 60%. Schiavino avverte che

chi rientra dalle vacanze può andare incontro anche ad una riacutizzazione dell’allergia, visto che con le abitazioni tenute chiuse per 2-3 settimane, gli acari si sono moltiplicati in tutta tranquillità.

Allergie respiratorie, e non solo. Il rischio è anche nel piatto,  per chi è allergico ad uno o più dei frutti tipici di questa stagione, come pesca, melone e mandorle. E nell’aria, con insetti come api, vespe o calabroni che potrebbero provocare qualche problema nei soggetti allergici alle punture, che provocano ogni anno la morte di 6-7 persone in Italia.

Proprio su questo punto Schiavino dispensa qualche consiglio, spiegando che

spesso si sbaglia a trattare le persone che vi sono allergiche: dare l’antistaminico non serve a niente infatti. Sono molto più efficaci trattamenti desensibilizzanti che non danno problemi di tollerabilità e hanno effetti clinici molto rilevanti. Per le zanzare invece il consiglio è di usare l’antistaminico da maggio a settembre e pomate cortisoniche, se si hanno delle reazioni importanti alle loro punture. Stiamo comunque studiando quanto sostiene una vecchia teoria, e cioè che la vitamina B1 in alcuni soggetti cambia l’odore delle pelle, proteggendoli dal bombardamento di questi fastidiosi insetti.

[Fonte: Ansa]

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