Come curare le punture di zanzare, api, vespe e zecche nei bambini

di Valentina Cervelli 4

L’estate non porta con sé solamente alte temperature dalle quali proteggere i nostri bambini, ma anche il ritorno di insetti come zanzare, api, vespe ed aracnidi come le zecche che possono risultare deleterie per la salute dei piccoli. Vediamo insieme come prevenire e curare i bambini colpiti dalla puntura o dal morso di questi animali grazie ai consigli dei pediatri della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP).

Sebbene il loro attacco in alcuni casi sia scarsamente tollerato anche dagli adulti, il sistema immunitario dei bambini è molto più debole rispetto al nostro: il pericolo di reazioni allergiche o shock anafilattico è decisamente più alto. Dolore, bruciore e prurito sono i primi sintomi delle punture di insetto, ed i ponfi che vengono a crearsi, specialmente sulla pelle delicata dei piccoli, possono raggiungere dimensioni notevoli.

Prima di tutto, secondo i pediatri, bisogna provvedere ad un’adeguata prevenzione:  è bene evitare profumi e lozioni sulle pelle prima di uscire all’aperto. Questo perché le fragranze, unite al normale odore del bambino ed al sudore che può venirsi a creare con dell’attività fisica svolta dallo stesso possono fungere da catalizzatore per insetti di qualsiasi tipologia.

Allo stesso tempo, è bene evitare di portare i bambini a giocare in prossimità di alberi da frutto o luoghi dove possano sostare all’aperto sostanze zuccherine:  mosche, api e vespe sono attratti da questi composti. Analogamente è necessario rimanere il più distanti possibile dall’erba alta: le zecche si lasciano cadere con facilità sulla persona. Ed il loro modo di mordere, senza che venga scatenato prurito o rossore, è molto pericoloso. In ogni caso è sempre bene vestire i bambini con indumenti chiari, possibilmente e compatibilmente con la temperatura, a maniche lunghe. Se si vuole cospargere i bambini da repellenti, essi debbono essere di origine naturale.

Se non si è fatto in tempo a prevenire la puntura o il morso di questi insetti, bisogna comportarsi in maniera differente a seconda dell’attacco. In caso di zanzare bisogna dire no all’ammoniaca ed al limone, ma agire con del ghiaccio o del gel al cloruro d’alluminio al 5% per ridurre il ponfo. In caso di puntura di vespa o ape bisogna prima di tutto in questo caso rimuovere il pungiglione premendo la pelle con le dita o con un ago sterile.  Mai utilizzare una pinzetta che può rompere il sacco del veleno. Dopodiché si può optare per un impacco freddo ed una pomata antistaminica. In caso di shock anafilattico se non si ha una “penna”con adrenalina, bisogna correre al pronto soccorso.

Se il bambino è stato morso da una zecca, essa va rimossa con attenzione con una pinzetta cosparsa di olio o pomata grassa ruotando e tirando con costanza fino a che non si riesce a rimuoverla, o rivolgendosi ad un medico. E’ bene eliminare la presenza di questo aracnide dalla pelle del bambino il più presto possibile, onde evitare che funga da corriere della malattia di Lyme, avendo cura di controllare il punto del morso per almeno un mese. Se compare un qualsiasi eritema, tolto l’iniziale della durata di 3-4 giorni, bisogna rivolgersi al medico.

Sitip

Photo Credit | Thinkstock

Commenti (4)

  1. vi segnalo:
    la zecca non è un insetto
    tirarla è pericoloso è consigliato disturbarla con acetone o coprirla con tappo di bott di plastica pieno d’olio fino a che si stacca da sola
    in alternativa è comunque meglio la guardia medica o il pronto soccorso
    saluti
    camillo

    1. E’ un aracnide, lo so. E grazie della segnalazione. Renderò più chiaro nel testo che non è un insetto. Nello spiegare come estrarla ho seguito le linee guida della società dei pediatri.

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