Cuore, una maglietta hi-tech per i bambini malati

di Valentina Cervelli Commenta

Una maglietta hi-tec per i bambini malati di cuore che consente loro di essere controllati dai medici senza bisogno di ricovero ospedaliero. Una vera e propria rivoluzione in ambito sanitario dall’impronta tutta italiana, a partire dal progetto fino ad arrivare alla sperimentazione.

Verrà presentata domani 29 maggio in anteprima alla tavola rotonda che si terrà a Roma nel corso del Forum della Pubblica Amministrazione e rappresenta un po’ la punta di diamante di un settore, come quello della ricerca medica, che in Italia cerca di sopravvivere nonostante i numerosi problemi. Il progetto “Happy Heart” ne è perfetta incarnazione. La maglietta, creata da una azienda torinese (MTM) in collaborazione con il Regina Margherita di Torino, è in pratica una ultramoderna T-Shirt dotata di sensori tessili “intelligenti” lavabili e riutilizzabili, che trasmettono automaticamente il tracciato ECG del paziente che la indossa e la sua posizione. Si tratta di un capo confezionato su misura ed aderente al corpo al pari di una canottiera. Oltre all’elettrocardiogramma, la maglia è in grado di rilevare 24h/die i livelli di ossigenazione del malato. I dati vengono poi trasmessi via bluetooth ad uno smartphone che automaticamente rigira le rilevazioni al centro cardiologico dell’ospedale nel quale il paziente è in cura.

E’ stimato che almeno 150 bambini potranno ogni anno utilizzare questa stupenda invenzione, tutti affetti da aritmia o considerati “bimbi cianotici”. Con il tempo e in base ai risultati rilevati la sperimentazione dovrebbe aprirsi anche a coloro che sono affetti da scompenso cardiaco. E’ un esempio perfetto di medicina personalizzata, la stessa sulla quale la ricerca medica sta puntando molto a livello globale. In questo modo la qualità delle prestazioni nei confronti del paziente rimane alta, abbattendo però i costi sia per la sanità che per le famiglie e dando modo al bambino di poter continuare a condurre una vita pressoché normale senza essere costretto all’interno di un ospedale. Il paziente in età pediatrica in questo modo può essere controllato continuamente, limitando l’ospedalizzazione solo nei casi di emergenza, migliorando ad ogni modo e senza dubbio la qualità di vita del piccolo malato.

Photo Credit | MTM

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