Disabilità, pet therapy con asini? Funziona

di Valentina Cervelli 2

 L’importanza della pet therapy si è andata man mano consolidando attraverso un utilizzo molto serrato e studiato nei grazie alla rilevazione dei benefici apportati dalla nascita di un rapporto tra animali e malati. Specialmente utilizzato in caso di patologie tumorali, si sta rivelando sempre più efficace anche nei casi di disabilità più o meno grave.

In Romania, uno di questi progetti basati sul rapporto tra animali e disabilità, coordinato dalla Onlus Save the Dogs di Sara Turetta  sta avendo un successo incredibile. Parliamo dell’iniziativa “It’s Donkey time” che ha visto in questo modo il recupero di quattro asini abbandonati e inseriti nel rifugio dell’associazione di Cernavoda, vicino la capitale.

Si tratta del primo programma mai sostenuto di onoterapia (terapia asssistenziale con asini, n.d.r) attivato proprio in questi giorni grazie all’interessamento di diverse associazioni no profit e il centro Don Orione di Bucarest. Si tratta di un progetto, al momento finanziato per due anni, che si rivolge al miglioramento della qualità di vita dei bambini, in particolare quelli orfani del Don Orione, affetti da disabilità. Partendo dalla sindrome di down fino ad arrivare a paralisi di diverse tipologie. Ed ancora bambini autistici, provenienti anche dagli orfanotrofi della città, già facenti parte di un programma che prevede la visita al rifugio una volta a settimana e gli anziani dell’ospizio vicino alla struttura.

Commenta Daniela Argentero, vice Presidente della Fondazione Paideia, sostenitrice economica del progetto:

L’onoterapia è oramai una prassi diffusa per la cura del disagio nell’infanzia, i risultati sono a volte stupefacenti e con questo obbiettivo che supportiamo questo progetto nel centro Don Orione certi dell’appoggio degli altri partners.

Ciò che si vuole raggiungere è una rinnovata coscienza sociale puntando a evidenziare le analogie tra l’abbandono di animali e quello di bambini, entrambi tristemente diffusi in alcune zone della Romania in particolare.

Attraverso questo “ambulatorio all’area aperta” i bambini possono interagire direttamente con gli asini, due dei quali addestrati ad essere cavalcati. Ed in Italia? La situazione è in pieno stallo: non solo la diffusione è minima, ma mancano addirittura delle normative che regolamentino la pet therapy in generale.

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Fonte: Corriere della Sera

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