Tumori infantili: Italia conferma primato negativo

di Valentina Cervelli 3

Tumori infantili: l’Italia conferma il suo triste primato di mortalità tra i paesi occidentali.  Il cancro nei bambini è una delle preoccupazioni più forti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La salute dei più piccoli, più a rischio rispetto a quella degli adulti per via di difese immunitarie ancora in formazione e per delicatezza costituzionale, rappresenta una vera e propria piaga.

In molte parti del mondo la morte dei più piccoli è causata da malnutrizione, da malattie infettive contratte e passate dai genitori.  E da patologie, come tumori e leucemia spesso causate da un ambiente malsano nel quale i minori sono costretti a vivere.

Per ciò che riguarda il nostro paese, le ultime statistiche parlano di 175 casi per milione tra i bambini compresi nella fascia di età 0-14 anni, mentre di 270 casi negli adolescenti tra i 15 ed i 19 anni. Ernesto Burgio, coordinatore scientifico dell’Isde, International Society of Doctors for the Environment, spiega come i tumori siano la prima causa di morte infantile in età pediatrica:

La causa principale delle neoplasie infantili sta nella diffusione capillare in aria, acqua e cibi delle “molecole mimetiche“, sostanze diverse tra loro ma che, una volta entrate nel corpo, rivelano una capacità comune, quella di “mimare” l’azione regolatrice di alcune molecole naturali. Abbiamo “l’invidiabile” record di decessi nel mondo occidentale . Lo manterremo perché i casi di cancro in età pediatrica in Italia sono in crescita, in particolare entro il primo anno di vita, del 3,2% l’anno, e sono la prima causa di morte infantile.

Una tendenza che ha spinto i medici dell’Aieop, Associazione italiana Ematologia Oncologia Pediatrica, a siglare un’alleanza internazionale con i luminari degli altri stati europei, per una cura efficace contro la leucemia, tumore tra i più diffusi nei bambini dopo quello cerebrale.

Secondo recenti scoperte, tutto ciò è in buona parte dovuto ad uno scorretta gestione e combustione di rifiuti indifferenziati con il conseguente rilascio nell’aria dei cosiddetti interferenti endocrini: diossina, Bpa, additivi della plastica, fitofarmaci e pesticidi che,  interferendo con gli ormoni sarebbero in grado di causare malformazioni, tumori e sterilità, fino a modificazioni serie del Dna e del suo funzionamento.