Malasanità: stavolta la denuncia arriva dai medici

di Cinzia Iannaccio 2

Purtroppo quasi ogni giorno ormai si parla di malasanità, di denunce e processi che vengono perpetrati ai danni di medici inadempienti, superficiali nelle diagnosi o quant’altro. Ma ora la categoria medica ha deciso di dire fermamente basta allo status quo e lo ha fatto presentando un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Roma. L’azione legale arriva con una delibera votata il seno all’ultimo Consiglio straordinario dell’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi ed Odontoiatri di Roma, con lo scopo di informare la magistratura circa l’assurda situazione che da anni si sta manifestando nella sanità pubblica romana, in continua discesa verso il baratro!

Spiega infatti Mario falconi, presidente dell’Ordine dei medici in questione:

“da troppo tempo ormai si verificano, soprattutto nelle strutture ospedaliere, situazioni allarmanti ed inammissibili servizi”.

Quali, sono sotto gli occhi di chiunque si rechi in una struttura sanitaria pubblica, (fatta qualche rara eccezione) in particolare in un pronto soccorso. Il perché, dipenderebbe spesso dalle scelte del mondo della politica oltre che delle aziende sanitarie locali e soprattutto ospedaliere. In un comunicato i medici romani spiegano anche cosa intendono: non esiste più un turn-over da tempo: medici anziani vanno in pensione ed i giovani non vengono assunti in sostituzione, dilaga il precariato; chi rimane in servizio è obbligato a turni stressanti oltre ogni forma di lucidità, necessaria in questa professione; il tutto in una carenza organizzativa di base in cui spesso mancano elementi base, strutturali per poter curare al meglio un paziente.

Gli errori medici esistono e sono più facili in tali condizioni, purtroppo. Ed il tutto va a danno del paziente ( che ormai non più tale, neppure lui!): è l’ammalato che ci rimette, anche con la vita. Le esasperazioni dei cittadini sfociano in aggressioni verbali e fisiche nei confronti del personale sanitario, proprio come accaduto di recente. Una giustificazione quella dei dottori romani? Un lavarsene le mani? Forse, ma piuttosto sembra un grido dall’allarme, una richiesta di aiuto e chiarezza. Prosegue infatti Falconi:

“Siamo ben consapevoli che la responsabilità penale è sempre individuale ma la categoria medica è stanca di pagare da sola, in prima persona, colpe e carenze che invece molto spesso dipendono da scelte politiche e aziendali. Pertanto, d’ora in poi l’Ordine chiamerà in causa, come corresponsabili, tutti coloro che determinano condizioni inadatte al corretto e sereno svolgimento dell’atto medico. Ciò nell’interesse primario della salute collettiva e del cittadino paziente, oltre che dei nostri iscritti.”

L’esposto è solo l’ultima in ordine di tempo delle azioni intraprese dall’Ordine dei medici di Roma volto proprio alla maggiore efficienza delle strutture sanitarie capitoline, dopo l’istituzione di un Osservatorio sugli atti di violenza ai medici, il Tribunale dei diritti del Medico ed il Pronto soccorso Legale.

[Fonte: RMOMCEO]

 

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