Silicosi: lavorare i jeans scoloriti potrebbe provocarla

di Marco Mancini 1

Pare non ci siano rischi per la salute dei consumatori, ma quel che è certo è che ce ne possono essere per chi lavora in fabbrica. Stiamo parlando dei famosi jeans scoloriti che tanto vanno di moda negli ultimi anni. E non di un marchio cinese fatto senza la tutela dei lavoratori, ma dei marchi più alla moda: Armani, Dolce&Gabbana, Diesel, Replay, Cavalli, solo per citarne alcuni.

La malattia in questione si chiama silicosi, ed è una malattia professionale che colpisce i lavoratori che vengono in contatto con alcuni tipi di polveri. Secondo quanto sostengono l’associazione Abiti Puliti e Fair Coop, un organo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pare che lavorare i jeans in modo da produrre volontariamente la scoloritura possa comportare un altissimo rischio di contrarre la silicosi.

Il motivo sta nella tecnica di produzione. Si chiama sandblasting (letteralmente “sparare la sabbia”), e si tratta di un compressore che spara della sabbia sul jeans ad alta pressione. Questa sabbia contiene silice, che per essere considerata sicura dovrebbe avere una presenza dello 0,5% negli standard europei e dell’1% per quelli americani. Invece negli stabilimenti dove questi pantaloni sono prodotti (Cina, Bangladesh, Egitto, ecc.) si calcola che i livelli di silice possano raggiungere anche l’80%, comportando una quasi certezza per l’operaio di ammalarsi di cancro in appena 6-24 mesi di lavoro.

Per questo da oggi scatta una nuova iniziativa, promossa da queste associazioni, chiamata “tasca virale”. In pratica potreste trovare, attaccata alla tasca del jeans che state per comprare, la scritta “nuoce gravemente alla salute”, come per le sigarette. E non è un’esagerazione, dato che si calcola che degli 8-10 mila lavoratori che si occupano di sandblasting, circa il 50% sia affetto da silicosi. Per questo alcuni Paesi, come la Turchia, hanno stabilito come fuorilegge questa tecnica, e molti altri potrebbero seguire dopo l’appello dell’Oms.

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[Fonte: Corriere della Sera]

Commenti (1)

  1. Moda&Salute: arrivano i jeans scoloriti col metodo eco-aging
    Fimatex vara il trattamento con mix vegetale e cancella la “sabbiatura”
    Il Gruppo abruzzese ha ideato e introdotto il nuovo sistema naturale e biodegradabile

    L’azienda di Corropoli (Te) è partner dei colossi mondiali del jeans, produce 15 mln di capi e occupa 1000 persone

    Arrivano i jeans scoloriti col metodo eco-aging Un mix vegetale composto da scarti del ciclo alimentare produce l’effetto “used” sul tessuto e manda in soffitta il tradizionale “sandblasting”, la tecnica a sabbiatura. La soluzione è frutto della creatività e degli investimenti per l’innovazione di un Gruppo italiano, l’abruzzese Fimatex, di Corropoli (Teramo), azienda manifatturiera specializzata da oltre venti anni nella produzione e nel trattamento dei jeans. Un’intuizione che permetterà di rivoluzionare la tecnica di abrasione del denim e garantirà la produzione di capi sempre in sintonia con i gusti dei consumatori e delle tendenze della moda, garantendo le più elevate condizioni di sicurezza e salute per gli addetti. Il mix vegetale adottato è infatti ecologico e biodegradabile al 100% , praticamente ad impatto ambientale pari a zero

    L’innovazione studiata e già messa a regime da Fimatex (www.fimatex.it) cancella il sistema a “sabbiatura” e darà ulteriore valore al made in Italy che diventerà segno distintivo di un sistema di produzione ecologico e sicuro. Il sistema eco-aging offrirà ai colossi mondiali del settore del jeans l’opportunità di avvalersi delle nuova procedura elaborata dal gruppo abruzzese per dare ulteriore reputazione all’Italia come “polo” produttivo dei jeans che si rivolge al segmento alto del mercato, mettendo d’accordo moda e salute. Il Gruppo Fimatex ha investito in Italia negli ultimi anni oltre 5 milioni di euro in ricerca, sviluppo, dotazioni, tecnologie e know how per collocarsi all’avanguardia nel metodo sandblasting, definendo un protocollo di applicazione in linea con le rigorose leggi di sicurezza italiane ed europee, dunque assolutamente sicuro per gli addetti.

    Nonostante gli ingenti investimenti effettuati negli anni che già garantiscono un “sandblasting sicuro”, il gruppo Fimatex è in costante evoluzione innovativa e sostenibile. Cosa invece che non accade nei Paesi in via di sviluppo dove la forza del prezzo basso attrae il mercato che vi realizza queste lavorazioni spesso a costi sociali troppo elevati e con il rischio che gli operai addetti alla sabbiatura possano contrarre la silicosi. Fedele al principio di qualità del prodotto e di responsabilità sociale d’impresa, ha portato avanti le sue ricerche fino a mettere a punto il nuovo metodo eco-aging che garantisce qualità per i consumatori, sicurezza per i lavoratori e valore aggiunto per l’azienda.

    “Si tratta di una soluzione estremamente semplice ma geniale, nata dalle ricerche del nostro staff di tecnici stimolate dall’intuito dei soci fondatori di Fimatex, Dino Iachini e Serafino di Giammatteo , da oltre un ventennio riconosciuti dal mercato, come leader indiscussi di queste tecniche di invecchiamento del jeans – ha spiegato Mauro Cianti, Direttore generale del Gruppo Fimatex – E’ la classica invenzione scaturita dall’ingegno italiano, a testimonianza che il made in Italy non è solo un fatto di estetica, gusto e qualità, ma anche di produzione intellettuale raffinata e attenzione ai principi di responsabilità sociale”.
    Le nostre nuove collezioni – ha aggiunto il Direttore generale – sono state realizzate seguendo questa nuova tecnica. I nostri capi saranno contrassegnati con un bollino di qualità eco-aging, perché la lavorazione protegge la salute e non inquina. In questo modo, la produzione di jeans ‘used potrà riprendere regolarmente dopo l’interruzione decisa da alcuni grandi gruppi internazionali a seguito delle polemiche sollevate da Associazioni di consumatori che hanno denunciato i rischi per la salute degli operai”.

    La Fimatex è partner di grandi gruppi internazionali e italiani per la produzione di jeans di segmento alto e “moda”. Ha stabilimenti in Italia, Romania, Brasile (2), Albania e Israele e occupa complessivamente oltre mille addetti. Ha una capacità produttiva globale di 15milioni di capi all’ anno. Un gruppo in crescita che nel 2011 ha una previsione di fatturato di oltre 55 milioni di euro.

    Per informazioni: ufficio stampa Fimatex, Maddalena Marcone, +39 348.6462501, [email protected] – Direzione generale, tel: +39 0861.808268

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