Adenoma epatico

di Valentina Cervelli Commenta

Adenoma epatico

L’adenoma epatico (o adenoma epatocellulare) è una formazione tumorale benigna rara che si manifesta principalmente nelle donne, con particolare incidenza nella fascia di età compresa tra i 30 ed i 40 anni. Di solito la sua comparsa riguarda una singola lesione cancerosa.

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CAUSE: La formazione dell’adenoma epatocellulare è spesso collegata all’uso di contraccettivi orali a base di estroprogestinici. Con l’aumentare dell’uso di questo metodo sono stati riscontrati sempre più casi di adenoma epatico nelle donne, man mano tornati a scendere con il calo della presenta dei suddetti ormoni all’interno della pillola anticoncezionale. E’ stato riscontrato statisticamente che il rischio di insorgenza della patologia aumenta fin dal primo anno di utilizzo dell’anticoncezionale fino ad arrivare ad una sua ventuplicazione dopo 5 anni: è in seguito a questo periodo di tempo che sembrano essersi sviluppati il 90% degli adenomi diagnosticati. Altri fattori di rischio sono il diabete, gli steroidi anabolizzanti, la galattosemia e la clicogenosi di tipo I.

SINTOMI: Non di rado l’adenoma epatico appare asintomatico. La sintomatologia è spesso correlato allasua grandezza e posizione: diverse manifestazioni a seconda della pressione che è in grado di applicare. Tra i sintomi si possono registrare dolore, sensazione di peso sull’addome e disturbi della digestione.

Se l’ademoma epatocellulare si rompe, si registrano dolore al fianco destro e un quadro di addome acuto da emoperitoneo con conseguente emorragia interna.

DIAGNOSI: Esso si rileva grazie ad una ecografia epatica. Spesso per verificarne il pericolo di rottura si eseguono anche un eco-doppler e un’angiografia selettiva epatica.

PREVENZIONE: L’uso di un contraccettivo alternativo alla pillola e uno stile di vita sano dovrebbero aiutare ad evitare lo sviluppo dell’adenoma al fegato.

TERAPIA: Si può tentare di sospendere l’assunzione della pillola nelle donne e monitorarlo, ma l’asportazione chirurgica è sempre l’opzione da preferire per evitare la degenerazione in neoplasia maligna.

Fonte: [Chirurgia del Fegato]

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