Iperplasia endometriale

di Cinzia Iannaccio Commenta

Con il termine medico “iperplasia endometriale” si intende un ispessimento anormale del rivestimento interno dell’utero (l’endometrio) dovuto ad un aumento del numero delle cellule endometriali. Questo disturbo colpisce più spesso le donne dopo la menopausa o quelle che ci si avvicinano (perimenopausa), ma può riguardare anche le giovanissime. Non è un tumore, non è grave, ma in taluni casi è considerabile come una lesione precancerosa e dunque va trattata.

iperplasia endometriale

Iperplasia endometriale, cause

Quali le cause? Nelle giovani donne che soffrono di iperplasia endometriale sin dai primi cicli mestruali, il problema sembra essere provocato da una sovrapproduzione di estrogeni. Per il resto -ovvero nelle donne in post menopausa-  tale anomalia può essere causata dalla terapia sositutiva con estrogeni (senza progesterone). Anche le donne che hanno (o che hanno avuto) cicli mestruali irregolari, sono a maggior rischio di sviluppare una iperplasia endometriale.

Iperplasia endometriale, i sintomi

  • Sanguinamento vaginale tra un ciclo mestruale e l’altro
  • Sanguinamento vaginale dopo la menopausa
  • Sanguinamento mestruale pesante (abbondante)
  • Ciclo mestruale più lungo del solito
  • Dolore durante i rapporti sessuali
  • Amenorrea (assenza del ciclo mestruale)
  • Anovulazione (cicli mestruali senza ovulazione)

 

Prevenzione

Una prevenzione vera e propria non è possibile, tuttavia, le donne, già dalla loro maturità sessuale (circa 18 anni) dovrebbero sottoporsi con regolarità ad esami pelvici, cosa che può permettere una diagnosi precoce e dunque un precoce avvio delle dovute terapie. In menopausa e post menopausa l’eventuale terapia estrogenica dovrebbe essere accompagnata a fattori progestinici ed ecografie mirate. In caso di diagnosi di iperplasia endometriale, è utile anche fare delle biopsie dell’endometrio con regolarità

 

Iperplasia endometriale, diagnosi

  • Il Pap test non basta: serve per escludere altre anomalie benché raramente possa evidenziare endometriali.
  • Ecografia che misuri lo spessore del rivestimento dell’utero (endometrio): può essere eseguita come screening.
  • Una biopsia di tessuto endometriale può essere effettuata durante un esame pelvico.
  • Una dilatazione e raschiamento possono essere necessarie per ottenere maggiori campioni di tessuto endometriale da analizzare.
  • L’isteroscopia può essere effettuata per rilevare le aree anomale interessate dall’iperplasia e per rimuovere le cellule al fine di un esame istologico.

 

Quale cura?

Nella maggior parte dei casi il disturbo si può controllare con un raschiamento del tessuto eccessivo di endometrio, già durante la fase diagnostica. Le donne in postmenopausa in terapia con estrogeni e ricorrenti episodi di iperplasia endometriale dovrebbero sospendere tale trattamento o completarlo con progestinici.

Nelle donne in pre-menopausa con iperplasia endometriale, sono invece suggeriti contraccettivi orali (sempre almeno con un agente progestazionale) per alcuni mesi.
Un intervento di isterectomia (asportazione chirurgica dell’utero e talvolta di altri organi riproduttivi), può essere consigliato per le donne in post-menopausa (o per le donne in pre-menopausa che non vogliono più di avere figli) per ridurre il rischio di cancro quando l’iperplasia è adenomatosa e non risponde al progesterone .

 

 

Leggi anche:

 

 

Foto: Thinkstock