Talidomide: dopo 50 anni arrivano le scuse

di Valentina Cervelli 0

Dopo esattamente cinquanta anni di silenzio, la casa farmaceutica Gruenenthal, prima produttrice del Talidomide, ha chiesto scusa. Il sedativo per donne incinte in vendita verso la fine degli anni ’50 ha causato malformazioni in circa 10mila bambini nati in quel periodo.  Le scuse sono arrivate nel corso della cerimonia di inaugurazione di un monumento per le vittime del medicinale nella città dove l’azienda ha sede.

A parlare a nome di tutti Harald Stock, il ceo della casa farmaceutica:

Vi preghiamo di perdonarci per i 50 anni in cui non vi abbiamo mai parlato a un livello umano, ed invece siamo rimasti in silenzio. Chiediamo che si consideri il nostro lungo silenzio un segnale dello shock che quello che vi accadde provocò in noi.

Saranno le vittime a decidere se queste scuse tardive possano essere considerate sufficienti. Il Talidomide fu ritirato dal commercio nel 1961, dopo la verifica della sua assoluta pericolosità per i feti, taciuta a lungo. Alcuni sostengano che la Gruenenthal sapesse tutto ed abbia messo in vendita il farmaco nonostante tutto. Non possiamo entrare nel merito della questione. Rimangono però i fatti: 10mila persone colpite ed una mortalità precoce di circa il 40%. Ed a poco sono serviti i risarcimenti dati ai bambini tedeschi nati tra il 1957 ed il 1961.

Molte associazioni delle vittime del farmaco sostengono che queste scuse siano da considerare non solo patetiche ma strumentali, visto che attualmente sono ancora in corso cause multimilionarie di risarcimento e diverse class action in alcuni paesi.  Il talidomide venne messo in commercio per calmare il malessere e le nausee mattutine. Sull’onda della pubblicizzazione e l’apparente successo fu commercializzato in ben 50 paesi, con conseguenze devastanti per buona parte dei feti: bambini nati senza braccia e gambe e con gravi malformazioni fisiche.

In Italia le vittime del Talidomide sono state tra le 600 e le 700. Di loro solo 300 sono ancora in vita: le altre sono morte precocemente proprio a causa del farmaco.

Associazione Thalidomidici Italiani

Photo Credit | Thinkstock

 

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