Papa e preservativi, ancora polemiche

di Marco Mancini 1

Non sembrano doversi placare le polemiche conseguenti alle parole del Papa a proposito dell’uso dei preservativi per combattere l’Aids, a suo  dire “inutili e dannosi”. Incredibile che queste parole vengano dette nella terra che più vede presente il virus dell’Hiv, che conta i maggior morti dovuti all’Aids, e soprattutto provengano dalla bocca di un Capo di Stato che di certo non dovrebbe essere distante, almeno su argomenti civili, dalle visioni di tutti gli altri presidenti vicini a lui.

E così, all’indomani delle sue infelici parole, subito si sono scatenati i presidenti e i portavoce di mezza Europa, i quali da sempre hanno sostenuto la lotta all’Aids con i preservativi, e che adesso rischiano di vedere i propri sforzi vanificati da una sola frase. Si sa infatti quanto queste popolazioni siano religiose. In terra africana purtroppo la superstizione supera di gran lunga la scienza, e quindi per un cattolico di quelle parti le parole del Papa valgono più delle parole di mille scienziati esperti dell’epidemia.

La reazione più eclatante l’ha avuta la Spagna, che appena ascoltate le parole del Pontefice ha subito reso noto di voler inviare un milione di preservativi da distribuire gratuitamente in Africa. Inoltre la richiesta di ritirare quelle parole e scusarsi con tutto il mondo scientifico, che da anni si sforza in quella direzione, arriva dai maggiori leader europei. Il portavoce del presidente francese Sarkozy ha dichiarato:

La Francia esprime la sua più viva inquietudine per le consequenze delle dichiarazioni di Benedetto XVI. Anche se non è nostro compito giudicare la dottrina della Chiesa, crediamo che tali dichiarazioni mettano a rischio le politiche della salute pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana.

Mentre dalla Germania sono ancora più convinti, dicendo:

I preservativi salvano la vita, tanto in Europa quanto in altri continenti. Una moderna cooperazione allo sviluppo deve dare ai poveri l’accesso ai mezzi di pianificazione familiare e tra questi rientra in particolare anche l’impiego dei preservativi; tutto il resto sarebbe irresponsabile.

Più perentoria l’Unione Europea, una delle organizzazioni più impegnate su questo campo, che ha ammesso che il preservativo:

è uno degli elementi essenziali nella lotta contro l’Aids e la Commissione Ue ne sostiene la diffusione e l’uso corretto.

Il direttore esecutivo del Fondo mondiale per la lotta contro l’Aids, Michel Kazatchikine, ha parlato di parole inaccettabili e di negazione dell’epidemia, e di questi tempi si sa quanto la Chiesa debba stare attenta a negare l’evidenza. Insomma, da mezzo mondo arriva l’invito al Papa a ritirare le sue parole, ma lui, con una nota, fa sapere che le conferma tutte, dalla prima all’ultima, parlando ancora di valori come famiglia e matrimonio, come se in zone del mondo devastate da centinaia di problemi che l’Europa non conosce, possano ancora preoccuparsi del matrimonio. Se adesso milioni di africani abbandoneranno il preservativo, aumentando la diffusione dell’Aids, Benedetto XVI avrà sulla coscienza milioni di morti. Sempre che se ne renda conto.

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