Le scoperte scientifiche del 2010: dal Dna di Neanderthal alla vita artificiale

di Cinzia Iannaccio Commenta

Ripercorrere il 2010, cercando di capire quali sono state le più importanti scoperte scientifiche riguardanti la salute. Non è un’impresa facile, visto che la ricerca medica è in continua evoluzione e molti studi presentati come innovativi e risolutivi sono ancora alla fase embrionale. E’ per questo che abbiamo preferito partire dal Dna, dall’origine di tutto, anche del futuro della medicina. Ecco alcuni fatti salienti pubblicati da Yahoo.it con l’ausilio di Focus.it:

  • Maggio2010Rivista Science. Qui vengono pubblicati i risultati di una ricerca realizzata presso il Max Planck Institute for Evolutionary Antropology di Lipsia. Dopo anni di tentativi, gli studiosi sono riusciti a raccogliere un numero sufficiente di frammenti di Dna non contaminato, in particolare proveniente dalle ossa di tre donne neanderthaliane vissute circa 38 mila anni fa e ritrovate in una grotta della Croazia. Per la prima volta sono dunque riusciti a sequenziare il 60% del Dna dell’Uomo di Neanderthal e a confrontarlo con quello di 5 persone di provenienza diversa. Cosa ne emerso? Tutti gli uomini moderni, con esclusione delle popolazioni africane, hanno nel proprio Dna dal 1 al 4 % del patrimonio genetico dell’uomo di Neanderthal. Una scoperta di questo tipo potrebbe mettere in discussione la teoria evoluzionistica basata sull’Homo Sapiens, con cui i neanderthaliani si sarebbero mescolati in una zona medio-orientale. Così i geni dell’uomo di Neanderthal si sarebbero tramandati fino ad oggi. E da qui la diversa diffusione di alcune malattie genetiche in base all’origine.
  • 20 Maggio 2010: viene data ufficialmente la notizia della nascita di una vita artificiale, una cellula, realizzata con Dna sintetico. L’autore dell’eccezionale creazione è il genetista americano Craig Venter, autore tra l’altro anche della prima mappa completa di Dna umano. Lo scienziato in questo caso è riuscito a dare vita ad un batterio controllato da un Dna ricavato in laboratorio da alcune sostanze chimiche, ma perfettamente in grado di auto-replicarsi. Il suo nome: Mycoplasma mycoides JCVI-syn1.0. Le applicazioni di questa scoperta saranno tantissime: i batteri creati ad hoc potranno fagocitare intere zone inquinate, dare origine a biocarburanti non pericolosi per la salute, nuovi vaccini per numerose malattie e chissà quante altre risoluzioni per la salute umana e non solo. Ovvio che l’aspetto etico rimarrà predominante. Da subito si sono innescate dure polemiche.
  • Giugno 2010:dalle molecole di Dna viene creato il robot più piccolo al mondo. Si tratta di un bio-ragno 100.000 volte più piccolo dello spessore di un capello: viene realizzato nei laboratori della Columbia University da un’equipe di scienziati guidati da Milan Stojanovic. Il bio-robot ha il corpo formato da una proteina (streptovidina) e le zampe da filamenti di Dna. Il microrganismo si muove, guidato, su un binario realizzato attraverso un altro filamento di Dna che viene disposto in modo da creare un percorso finalizzato. A cosa? Sempre alla salute dell’uomo! Ad esempio in interventi di chirurgia a livello cellulare: è possibile utilizzare i micro-robot per trasportare farmaci curativi su singole cellule malate (come nel caso del cancro) o addirittura per scavare e rimuovere ostruzioni particolari dell’apparato cardio-circolatorio.

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[Fonte: Yahoo.it]

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