Epidemia di Escherichia coli: il batterio è sui legumi, ma non è più attivo

di Marco Mancini 2

Una buona notizia ed una cattiva arrivano dalla Germania in merito alla vicenda del batterio killer. Sperando che le autorità non abbiano preso l’ennesima cantonata e non abbiano nuovamente sbagliato a puntare il dito, pare che finalmente il vettore del contagio sia stato trovato.

Si tratta dei legumi in generale, ed in particolare si vocifera che possa trattarsi dei fagioli, anche se adesso le autorità si guardano bene dal dire con certezza il nome di qualche prodotto pericoloso. Secondo l’Istituto Sanitario tedesco Robert Koch, le persone che hanno mangiato germogli di legumi hanno 9 volte in più la possibilità di rimanere infettati dal batterio dell’Escherichia coli.

La buona notizia è che però il contagio è in calo, e secondo gli esperti il batterio non è più attivo. Nonostante siamo arrivati a contare i 3.000 malati e 33 vittime, ormai i numeri stanno rallentando, anche se l’epidemia non può ancora dirsi definitivamente terminata. Scagionati una volta per tutte invece i cetrioli, ma anche la lattuga e i pomodori, che inizialmente erano tra i principali sospettati, tanto che la Russia ha eliminato l’embargo e la commercializzazione dei prodotti della terra, seppur a rilento, è ripartita.

Scagionata anche l’acqua, che inizialmente si pensava avesse infettato le colture, in quanto le autorità hanno accertato che, prima di raggiungere i campi, viene sterilizzata. Non si fermano invece le accuse sulle aziende. Dopo che è stata dimostrata l’innocenza dell’azienda indicata come responsabile la scorsa settimana, ora è stata chiesta la chiusura di un’altra, la Gärtnerhof a Bienenbuttel, sempre in Bassa Sassonia, che secondo le indagini sarebbe la responsabile di almeno la metà dei contagi, visto che riforniva ben 26 ristoranti.

Infine è stato svelato il mistero di come mai i contagi sono avvenuti tutti nella stessa area. A causa della fragilità di questo tipo di germogli, spiegano i produttori, essi non vengono esportati ed anche all’interno dei confini nazionali, vengono trasportati soltanto per brevi distanze. Per questo i germogli dei fagioli “mung” e gli altri sospettati sono rimasti in un’area circoscritta, ed hanno qui infettato le tremila persone ricoverate.

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[Fonti: Corriere della Sera; Tm]

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