Flusso mestruale abbondante: l’isterectomia si può evitare

di Salvina 5

Le mestruazioni abbondanti rappresentano un problema per un’italiana su 5, e per una su venti comportano problemi di salute come dolore, stanchezza cronica, calo di concentrazione e del desiderio sessuale, cui possono accompagnarsi anche anemia e depressione. Se ne è parlato in questi giorni in occasione della presentazione del vademecum della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) intitolato “Flussi mestruali abbondanti? Una guida per vivere meglio”. L’opuscolo verrà distribuito negli ambulatori ginecologici e nei consultori di tutta Italia.

Il flusso mestruale abbondante riguarda nel 75% dei casi giovani donne sotto i venti anni, che in genere cominciano ad accusare il disturbo già un anno dopo la comparsa delle prime mestruazioni. Tuttavia, come emerge da un sondaggio svolto dalla stessa Sigo, molte di loro (il 71%) non ne hanno mai parlato con il proprio medico oppure, quando lo hanno fatto, si sono sentite rispondere che non c’era nulla da fare (32%). Ma, come affermano gli esperti, non è così.


Molto può essere fatto soprattutto per evitare il ricorso ad interventi radicali come l’isterectomia troppo spesso praticata per risolvere un flusso mestruale troppo abbondante, come afferma Giampietro Gubbini, ginecologo responsabile del progetto di informazione e prevenzione della Sigo battezzato ‘Salva-utero’. Mentre un ottima alternativa è rappresentata dalla terapia farmacologica a base di levonorgestrel Mirena.

Si tratta di un contraccettivo intrauterino che, applicato una volta ogni 5 anni, è in grado di ridurre il sanguinamento del 97%. Attualmente non è coperto dal sistema sanitario nazionale ed ha un costo di 180 euro. La soluzione ideale, secondo gli esperti, per il 76% delle donne con flusso mestruale abbondante che considerano inevitabili i fastidi fisici e i disagi sociali e relazionali legati alla loro condizione.

Il 23% di esse rinuncia infatti a praticare sport e il 10% addirittura agli impegni quotidiani, mentre il 14% si dice costretta a cambiare l’assorbente ogni due ore e l’8% non è libera di indossare gli indumenti che preferisce.

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